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04 marzo 2010

Chi vincerà i Mondiali? Ecco le potenze da battere

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Bastian Schweinsteiger ci prova, ma il muro argentino respinge

Ci sono vittorie e vittorie. Quelle schiaccianti della Spagna, quelle raggiunte con sofferenza come nel caso dell'Inghilterra, quelle di cuore dell'Argentina. Dopo le amichevoli, allora, conviene fare il punto. LE FOTO PIU' BELLE DELLE AMICHEVOLI

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di Manuele Baiocchini

Ci sono vittorie e vittorie. Quelle schiaccianti, frutto del bel gioco e di una superiorità totale. Vittorie in cui da un paio d'anni è specializzata la Spagna, che con il netto 2-0 sulla Francia a Parigi è riuscita a sfatare un tabù che durava da ben 42 anni, confermandosi come la potenza da battere in Sudafrica. Perchè da Aragones a Del Bosque è cambiato poco. Una squadra così basta mandarla in campo per ottenere il massimo con una semplicità disarmante.

Ci sono poi vittorie raggiunte con la sofferenza di chi crede sia tutto semplice. Sulla carta, perchè poi si dimostrano partite incredibilmente difficili, anche se giocate sull'erba di Wembley davanti a 80mila spettatori. Andare sotto di un gol e temere di farsi sfuggire l'ottava gioia consecutiva davanti al pubblico di casa. Ma è proprio in questi casi che un allenatore, anzi il numero uno della categoria, può fare la differenza. Dentro Crouch e Wright-Phillips nel secondo tempo e risultato ribaltato, proprio grazie ad una doppietta del lungagnone e al gol del centrocampista del City. E poco importa se sia propiziato dalla super papera di El Hadary o che la terza rete di Crouch sia nettamente in fuorigioco. Ciò che conta è vincere e la Federazione inglese ha scelto Capello proprio per questo.

Non così è stato per Maradona, scelta di cuore certo, la ragione questa volta c'entra poco. Eppure anche il grande Diegocontinua a vincere. Una vittoria dal sapore speciale perchè arrivata a sorpresa e con una Argentina più vicina a quella voluta dagli argentini che volevano Samuel e dopo essere stati accontentati ora aspettano la chiamata per gli idoli esclusi Zanetti e Cambiasso. Servirebbero anche loro per aiutare El Pibe a zittire il mondo dal Sudafrica. Perchè l'importante è vincere, non come si vince. Anche uno orgoglioso come Maradona l'ha capito. Del Bosque, ma soprattutto Capello invece l'hanno sempre saputo.

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