15 marzo 2010

Salenko, il Carneade di Usa '94 che segnò 5 gol in un colpo

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Oleg Salenko a Usa '94: il suo nome è accanto a quelli di bomber come Paolo Rossi, Gary Lineker, Totò Schillaci

LA STORIA/3. E' il 28 giugno, ai Mondiali americani si gioca Russia-Camerun. Oleg, attaccante dal passato non proprio leggendario, mette a segno una cinquina: finì 6-1 per i russi. Nessuno l'ha mai saputo eguagliare. GUARDA I VIDEO E LA GALLERY

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di Lorenzo Longhi

Se qualcuno, alla vigilia dei Mondiali americani del 1994, avesse puntato 100 dollari su di lui come vincitore della Scarpa d’oro, a fine torneo ne avrebbe riscossi diecimila: i bookmakers inglesi, allora, quotavano infatti 100/1 il suo successo. Per fare un paragone, sarebbe come se qualcuno decidesse di scommettere, come capocannoniere di Sudafrica 2010, sul carneade danese Søren Larsen. Azzardato, no?

Eppure, il nome di Oleg Salenko è accanto a quelli di bomber come Paolo Rossi, Gary Lineker, Totò Schillaci, Hristo Stoichkov (che con lui divise il trono a Usa ’94), Davor Suker, Ronaldo e Miroslav Klose, solo per citare i più recenti. Con una differenza non trascurabile: di Oleg Salenko, l’uomo che pure detiene tre primati ai Mondiali, non si ricorda quasi più nessuno.

Anche alla rassegna iridata statunitense, del resto, il 25enne Oleg Anatovlevic Salenko era arrivato senza grandi credenziali. In realtà, a livello giovanile, cinque anni prima aveva già fatto parlare di sé, chiudendo da capocannoniere (con cinque reti) il Mondiale Under 20 disputato in Arabia Saudita con l’allora Unione Sovietica. Tuttavia a Usa ’94 Oleg arrivò da seconda scelta: veniva da una stagione piuttosto prolifica nella Liga spagnola con la maglia del Logroñés, ma nelle sue sei precedenti presenze in nazionale - due nazionali: una presenza con l’Ucraina, prima di scegliere la Russia e giocarvi in 5 occasioni - mai era riuscito ad andare a rete.

I titolari di quella Russia erano Radchenko del Racing Santander e Yuran del Benfica, e Salenko debuttò al Mondiale, sul finire di Brasile-Russia 2-0, in sostituzione proprio di Yuran, acciaccato. Un infortunio che gli consentì di giocare da titolare la gara seguente, contro la Svezia. Pronti, via e rigore per la Russia: Salenko va sul dischetto e segna così la sua prima rete internazionale.



Gioia effimera per un gol inutile (la Svezia vincerà 3-1), ma decisivo per le statistiche. Tutta colpa di quello che sarebbe accaduto quattro giorni dopo a San Francisco, nell’ultima gara del girone: Russia contro Camerun, europei già aritmeticamente eliminati e africani quasi. Sulla carta una partita priva di interesse, assurta invece al rango di pietra miliare grazie a due record tuttora non superati. Protagonista del primo record l’attaccante camerunense Roger Milla, memorabile icona di Italia ’90, che a 42 anni, un mese e otto giorni, in quella partita andò in gol diventando il giocatore più anziano ad aver segnato una rete in Coppa del Mondo. Protagonista del secondo primato, appunto, Oleg Salenko: è il 28 giugno 1994, la sua finest hour.



Cinque gol tutti in una volta (6-1, il risultato finale per i russi), numeri che neanche Pelè. Un exploit che lo fece diventare così l’unico giocatore nella storia dei Mondiali ad avere segnato una cinquina in una sola gara, che gli fece raggiungere una media reti-presenze di due gol a partita tuttora ineguagliata ai Mondiali e che infine lo lanciò verso il titolo di capocannoniere: 6 reti come Stoichkov, l’irascibile fenomeno bulgaro che però trascinò la sua nazionale sino al quarto posto. Capocannoniere dei Mondiali sia a livello Under 20 che con le nazionali maggiori: un primato anche questo, perché solo Oleg Salenko ci è riuscito.

Parve a tanti osservatori che fosse nata una stella, in quel Mondiale. Invece Salenko, che era poco più di uno sconosciuto prima di Usa ’94, tornò ben presto nell’anonimato di una carriera dignitosa, ma nulla più. Fu immediatamente acquistato dal Valencia (il cui nuovo allenatore era Parreira, ct del Brasile Campione del Mondo), ma si rivelò un fiasco: 7 gol in tutta la stagione, per colui che in America ne aveva segnati cinque in 90 minuti, e cessione ai Rangers.

A Glasgow, se possibile, andò anche peggio: più che per i numeri, perché il russo nella memoria storica dei tifosi scozzesi sta ai Rangers più o meno come Darko Pancev sta all’Inter per i nerazzurri. Tanto che qualcuno, su Myspace, si è anche “impossessato” della sua identità per una finta pagina personale. Segni particolari? “Supposed big-name striker”, si legge. Seguirono mediocri esperienze - e lunghi infortuni - in Turchia, ancora in Spagna e infine in Polonia.

Un bomber one-shot, nel posto giusto al momento giusto, ma non fu sufficiente: quel Russia-Camerun fu l’ultima presenza internazionale di Salenko che, dopo un’esperienza alla guida della nazionale ucraina di beach-soccer nel 2003, oggi fa parte dello staff della federcalcio ucraina con ruoli di secondo piano. Paradossi di un recordman il cui nome, fra le leggende dei Mondiali, sembra quasi quello di un intruso.

LA SCHEDA DEL MONDIALE
Usa 1994
Squadre partecipanti: 24
Vincitore: Brasile
Finale: Brasile-Italia 3-2 dcr (0-0 dopo 120’. Sequenza rigori: Baresi alto, Marcio Santos parato, Albertini gol, Romario gol, Evani gol, Branco gol, Massaro parato, Dunga gol, R. Baggio alto)
Finale 3° e 4° posto: Svezia-Bulgaria 4-0 (8’ pt Brolin, 30’ pt Mild, 37’ pt Larsson, 39’ pt Andersson)
Capocannonieri: Oleg Salenko (Russia) e Hristo Stoichkov (Bulgaria), 6 reti.

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