29 marzo 2010

Quiroga, quel portiere "venduto" all'Argentina dei generali

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Ramon Quiroga, il discusso portiere del Perù ai Mondiali '78 (foto Ap)

LA STORIA / 5. Nessuna prova. Ma Ramon, portiere del Perù nell'edizione '78 dei Mondiali, fu accusato d'avere venduto ai padroni di casa il match perso 6-0 dalla sua nazionale. Non solo: fu anche ammonito per un fallo a metà campo. I VIDEO E LA GALLERY

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di Lorenzo Longhi

Ramon Quiroga oggi ha quasi sessant’anni, ma nella sua città natale, l’argentina Rosario, il soprannome che gli venne dato da bambino, Chupete, ancora resiste. Chupete, letteralmente, sta per “ciuccio”, ma in senso lato designa un bambino irrequieto e dispettoso, quello che evidentemente era il piccolo Ramon. Il quale poi, crescendo, è diventato calciatore, si è trasferito in Perù e ha partecipato a due Mondiali, sfruttando la naturalizzazione, proprio con la nazionale peruviana.

A Cuzco, dove tuttora risiede, lo conoscono però come El loco, “il pazzo”: è un soprannome piuttosto comune, in Sudamerica, soprattutto tra i portieri di calcio, e proprio questo è stato Quiroga. Il cui nome, nella storia dei Campionati del Mondo, viene associato a una delle partite più discusse e discutibili di un Mondiale, Argentina 1978, che sembrava organizzato apposta per la gloria della Junta Militar guidata dal generale Jorge Rafael Videla.

È mercoledì 21 giugno 1978, il giorno in cui di fatto si spezza l’anonimato internazionale di Ramon Quiroga e a partire dal quale al portiere verrà costantemente associato il sospetto di una combine: una storia di cui racconteremo più tardi. Questo perché Quiroga, tre giorni prima di quella data fatidica, ottenne un record tuttora ineguagliato. Domenica 18 giugno 1978, seconda fase a gironi del Mondiale argentino: a Mendoza, il Perù affronta la Polonia. El loco Quiroga dà spettacolo, e lo fa principalmente fuori dai pali.



Il sonoro della Bbc la dice lunga: racconta l’incredulità del giornalista, e della sua seconda voce di allora, nel vedere un portiere uscire sino a centrocampo per intercettare con successo un pallone diretto a un avversario, quindi ripetere la scena nel finale, riuscendo a farsi ammonire per gioco falloso - un placcaggio rugbystico sull’attaccante Lato - addirittura ben oltre la metà campo avversaria. Mai nessun portiere si era spinto sino a quel punto, nessun estremo difensore aveva mai ricevuto un cartellino giallo per un contrasto di quel genere.

A livello internazionale fece da avanguardia, Quiroga, per diversi portieri sudamericani poi diventati famosissimi per le loro stravaganze: certo, c’era già stato l’acrobata Hugo Gatti, portiere del Boca Juniors, ma gli Higuita, i Campos e i Chilavert, in fondo, nascono quel giorno.

Argentina 1978 fu caratterizzata da due successive fasi a gironi, la seconda delle quali avrebbe visto le prime classificate qualificarsi per la finale. Polonia-Perù era una partita della seconda fase, Lato e compagni vinsero 1-0 e il Perù giunse all’ultima gara del girone ormai eliminato, avendo già perso anche contro il Brasile. Avversario della terza e ultima gara, l’Argentina padrona di casa che, avendo il Brasile battuto la Polonia poche ore prima (le due partite si giocarono a distanza di tre ore l’una dall’altra, non in contemporanea) ha già fatto i calcoli: per ottenere il primo posto e raggiungere la finale, l’Albiceleste deve battere il Perù con almeno quattro reti di scarto. Ad una squadra che aveva segnato sei reti in cinque partite sino a quel punto, sarebbe servita un’impresa.

Argentina-Perù si sarebbe giocata a Rosario, e la prospettiva peruviana era quella di schierare in porta un ragazzo argentino, nato a Rosario e che aveva iniziato a giocare proprio nel Rosario Central. La stampa chiese a gran voce al ct Medrano di far giocare il dodicesimo, Octorino Sartor. Niente da fare.



Argentina-Perù finisce 6-0, l’Argentina va in finale superando il Brasile grazie alla differenza reti e sui giornali peruviani Quiroga viene apertamente accusato di avere venduto la partita, lui considerato colpevole principale di quella disfatta, date la singolarità del personaggio e le connessioni con Rosario. Su quella controversa partita (passata ai posteri come la marmelada peruana, ove per “marmelada” si intende il nostro “biscotto”, dunque un risultato accomodato) è scaturita una vasta letteratura relativa a diversi episodi mai chiariti. Quiroga - che a dire la verità non sembra essere più colpevole di tanti altri suoi compagni - nelle occasioni ufficiali ha sempre affermato di non essere stato corrotto da nessuno, anche se la leggenda racconta di diverse ammissioni durante qualche sbronza di troppo.

I sospetti sono tornati prepotentemente in auge una manciata di anni fa, in occasione dell’uscita di un libro, El hijo del Ajedrecista, scritto da Fernando Rodriguez Mondragon, figlio dell’ex grande capo del narcotraffico del cartello di Calì, Gilberto Rodriguez Orejuela. Mondragon sostiene di essere venuto a conoscenza, tramite uno zio - anch’egli boss del narcotraffico - della effettivo accomodamento di quella partita, dell’avvenuta corruzione attuata con il primario intento di impedire al Brasile di raggiungere la finale del torneo. Anche in questo caso, tuttavia, non ci sono prove. Eppure, per quella partita nell’Argentina dei generali, i sospetti rimangono. E Quiroga, che pure poi giocò anche i Mondiali di Spagna quattro anni dopo, resta nella memoria collettiva come accusato numero uno. Vero o falso che sia.

LA SCHEDA DEL MONDIALE

Argentina 1978
Squadre partecipanti: 16
Vincitore: Argentina
Finale: Argentina-Olanda 3-1 (38’ pt Kempes, 37’ st Nanninga, 15’ pts Kempes, 11’ sts Bertoni)
Finale 3° e 4° posto: Brasile-Italia 2-1 (38’ pt Causio, 19’ st Nelinho, 27’ st Dirceu)
Capocannoniere: Kempes (Argentina), 6 gol.

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