05 aprile 2010

Messi e i suoi fratelli: i numeri 10 del Mondiale 2010

print-icon
mes

Lionel Messi con il numero 10 dell'Argentina

Il giocatore del Barcellona è chiamato in Sudafrica alla consacrazione definitiva con alle spalle il numero che fu di Maradona. Kakà vestirà la maglia dei sogni nel Brasile, Rooney nell'Inghilterra. Tra gli azzurri dipenderà tutto dal rebus Totti

TUTTI GLI ARTICOLI SUI MONDIALI 2010

di Lorenzo Longhi

Nella letteratura calcistica, è la maglia che spesso contraddistingue i giocatori di maggior talento, di sicuro quella più affascinante. da Pelè a Maradona, da Platini a Roberto Baggio, da Rivera a Zico, da Puskas a Zidane: sono solo alcuni dei fuoriclasse che hanno scritto la leggenda della maglia numero 10 nella lunga storia dei Mondiali. Potere di un numero, il 10 era anche sulle spalle di Saeed Al Owairan, a Usa ’94: con una gol così, non poteva essere altrimenti.

In Sudafrica, tra due mesi e spiccioli, il numero 10 più atteso è l’erede del Diez per antonomasia: Pallone d’Oro e Fifa World Player 2009, Leo Messi è chiamato al Mondiale della consacrazione definitiva. Sulle spalle il numero che fu di Maradona, oggi selezionatore dell’Argentina. Creatività, magie, talento cristallino ma soprattutto un ruolo particolare, quello difficilmente bloccato negli schemi, tra centrocampo e attacco: Messi è un 10, così come il brasiliano Kakà che vestirà quel numero nella Seleçao di Dunga, a meno che il ct verdeoro non decida all’ultimo di convocare Ronaldinho, che per ora ha un posto sicuro solo per le figurine. Ma il 10, per altri ct, significa playmaker, e così ecco Stankovic che vestirà la maglia più ambita con la Serbia, Moutinho quella portoghese, Van Der Vaart quella olandese e Cesc Fabregas che, oggi infortunato, rientrerà proprio in occasione del Mondiale in cui indosserà il 10 nella Spagna di Del Bosque. Due 10 dei prossimi Mondiali, proverranno dalla stessa squadra di club, l’Everton, in cui giocano l’americano Donovan e il sudafricano Pienaar.

Ci sono poi le nazionali in cui i numeri 10, di fatto, sono attaccanti: l’Inghilterra di Capello regalerà la maglia dei sogni a Wayne Rooney (nel 1966, l’anno dell’unico Mondiale vinto dagli inglesi, era indossata da un altro attaccante, Geoff Hurst, che segnò una tripletta in finale), la Germania a Lukas Podolski e l’Uruguay verosimilmente a Diego Forlan, mentre la Francia affiderà la maglia a un attaccante arretrato ad ala, Sidney Govou.

L’Italia? Nella storia azzurra, ai Mondiali hanno vestito il 10 Sivori, Rivera, Baggio e Del Piero, ma anche 10 improbabili come Romeo Benetti, Salvatore Bagni e Nicola Berti, quando vigeva la consuetudine di assegnare le maglie in ordine alfabetico a partire dal ruolo. Attualmente, il numero 10 designato è Daniele De Rossi, ma c’è un rebus da risolvere. Riguarda, ovviamente, Francesco Totti, titolare della maglia più suggestiva sia in Giappone e Corea che in Germania: Lippi non si è espresso ancora chiaramente sulla possibile convocazione del capitano della Roma. Dovesse tornare a vestire l’azzurro, il numero più amato sarebbe suo.

Guarda anche:
Saeed Al Owairan e un gol che gli aprì le porte del carcere
Due Coree al Mondiale. L'incubo dell'Italia raddoppia
Janich, l'Armadio che si sgretolò davanti a Cile e Corea

Salenko, il Carneade di Usa '94 che segnò 5 gol in un colpo
Mwepu, l'eroe d'Africa di quella punizione contro il Brasile
Fahad, la parabola dello sceicco che si sostituì all'arbitro
Dossena: "Calcio africano? Bomba inesplosa ai Mondiali"

Fine di un'era, Medio Oriente fuori da Sudafrica 2010
Schillaci lancia Di Natale: "Questa è la sua stagione"

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky