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09 aprile 2010

Mondiali, gli 007: nessuna minaccia. Petrucci tranquillo

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Fonti d'intelligence stanno analizzando il comunicato dell'Aqmi, il braccio armato di Al Qaeda in nord Africa, in cui si fa uno specifico riferimento all'Italia e ad altri Paesi alleati promettendo azioni clamorose in Sudafrica. GUARDA IL VIDEO E L'ALBUM

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Gli 007 e Petrucci - "Non credo che dobbiamo preoccuparci da queste minacce. Ci sono sempre state in occasione di  grandi competizioni. La Fifa è una organizzazione consolidata e ben  organizzata che ci ha rassicurati come ha fatto oggi anche la Figc". Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, non si dice preoccupato delle minacce di un gruppo terroristico di al-Qaeda nel Maghreb islamico che vuole colpire la nazionale di calcio italiana nel corso della sua  partecipazione ai Mondiali. "Chi vuole andare in Sudafrica lo può fare tranquillo. Questi  messaggi sono sempre arrivati -ha aggiunto Petrucci a Sky Sport 24-. C'è una tale organizzazione intorno a Mondiali e Olimpiadi e ci sono  tutte le garanzie, la nostra delegazione può partire tranquilla". Non c'è al momento alcuna minaccia specifica che riguarda la delegazione italiana che sarà impegnata nei Mondiali di calcio sudafricani. E' quanto si apprende da fonti d'intelligence che stanno analizzando il comunicato dell'Aqmi, il braccio armato di Al Qaida in nord Africa, in cui si fa uno specifico riferimento all'Italia e ad altri Paesi impegnati in quella che i terroristi definiscono la "campagna sionista-crociata contro l'islam".

Nessuna minaccia -
Un comunicato, viene fatto notare, che va letto più come "propaganda" che come minaccia concreta: i Mondiali di calcio - come d'altronde ogni manifestazione o evento sportivo di portata internazionale - offrono una vetrina mediatica che il network del terrore non può non tentare di sfruttare. Cosa che è già avvenuta in passato. L'attenzione resta comunque alta: "Nessun segnale viene sottovalutato - si rileva in ambienti dell'intelligence - e il dispositivo di sicurezza è definito da tempo, pronto eventualmente ad essere adeguato alla situazione". Più volte in questi mesi, 007 e uomini delle forze di polizia italiane hanno avuto incontri in Sudafrica sia con le autorità di polizia locali sia con i colleghi degli altri Paesi che parteciperanno alla Coppa del mondo, per pianificare il dispositivo di sicurezza e per scambiarsi informazioni relative a possibili minacce del terrorismo internazionale. Ed è proprio grazie all'analisi di queste informazioni che si è potuto escludere, fino ad oggi, la presenza di una minaccia "concreta".

I precedenti -
Anche nei rapporti periodici inviati al Viminale dagli 007 non risultano segnalazioni particolari riguardanti la spedizione italiana in Sudafrica. Le grosse manifestazioni di massa, ribadiscono gli uomini dell'intelligence, costituiscono una ribalta mediatica mondiale. E' successo così, ad esempio, sia in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 sia per quelle che si sono concluse da poco a Vancouver, in Canada. Al momento dunque, secondo quanto si apprende, non è previsto né un innalzamento dell'allerta, né delle misure di sicurezza già predisposte per la delegazione italiana e che tengono normalmente conto anche del rischio terrorismo. Le misure di difesa anti-terrorismo previste in occasioni di eventi di massa o grandi manifestazioni sportive, infatti, viene sottolineato, sono standardizzate ormai da anni e vengono definite congiuntamente tra tutti i Paesi coinvolti e quello che ospita l'evento. Si tratta però di un dispositivo che non è rigido e che può ovviamente essere rimodulato di fronte a eventuali nuove minacce.

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