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12 aprile 2010

"El Pelé" Zapata, molto più del gol della bandiera

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Laszlo Kiss, con la maglia numero 12, realizza il gol del 9-1 e, insensibile, esulta sotto gli occhi dei giocatori di El Salvador

LA STORIA/7. La Nazionale di El Salvador vanta solo due partecipazioni Mondiali e appena un gol all'attivo. Lo realizzò a Spagna '82 Luis Zapata, detto "El Pelé", in una partita che è passata alla storia per il punteggio-record: Ungheria-El Salvador 10-1

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di Lorenzo Longhi

La qualificazione, in sé, fu già qualcosa di straordinario: dopo il golpe del 1979, il terzo in vent’anni, nelle strade di San Salvador la guerra civile rappresentava la quotidianità. Da una parte le truppe del governo militare, sostenute dagli Stati Uniti, dall’altra i guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale: raggiungere i campi di allenamento non era semplice, ma nello spogliatoio non si parlava di politica e, quando la nazionale salvadoregna ottenne il lasciapassare per i Mondiali di Spagna ’82, per tutta El Salvador si trattò di un evento.
Non era la prima qualificazione ai Campionati del Mondo: in Messico, nel 1970, furono 3 partite e altrettante sconfitte, nessuna rete all’attivo. Per questo, e per narcotizzare almeno per qualche ora le paure dei salvadoregni, il Mundial spagnolo era vissuto come quello dell’orgoglio: bastava fare meglio rispetto a 12 anni prima. Anche solo un gol.
Luis Ramirez Zapata, attaccante che in patria chiamavano El Pelé, sognava proprio questo.

In Spagna, la nazionale era arrivata appena quattro giorni prima del debutto. Colpa di un’amichevole contro il Gremio, il 7 giugno, che aveva allungato a dismisura il viaggio facendolo apparire un’odissea: da San Salvador al Brasile, dal Brasile al Guatemala, quindi lo scalo in Costa Rica e finalmente il volo dalla Repubblica Dominicana a Madrid. Che, tuttavia, non era l’ultima tappa: c’era infine da raggiungere Alicante, sede del ritiro. Dove, al primo allenamento, si scoprì che non c’erano i palloni: i salvadoregni furono dunque costretti a chiederne alcuni in prestito alla nazionale ungherese, avversaria dell’esordio, che si allenava a pochi chilometri di distanza.

Così il 15 giugno 1982, al Nuevo Estadio di Elche, ecco la partita contro l’Ungheria, destinata ad entrare nella storia. È il minuto 64 ed El Salvador, che dall’inizio si è gettato in attacco alla ricerca di una rete, è già pesantemente in svantaggio quando finalmente eccolo, «el gol mas lindo del mundo», quello dell’orgoglio del piccolo e martoriato paese centroamericano.



El Pelé Zapata, proprio lui, cancella per sempre lo zero nella tabella delle reti segnate e festeggia con lo stessa euforia che, qualche settimana più tardi, renderà iconica l’esultanza di Marco Tardelli a Madrid. Con una differenza: l’urlo di Tardelli siglerà il momentaneo 2-0 in finale, quello di Zapata sottolinea solo il punto della bandiera.
L’Ungheria, infatti, ne aveva già segnati 5. Ma quello è il primo gol del piccolo El Salvador ai Mondiali, va festeggiato e pazienza per il punteggio. Quello che El Pelé sottovaluta è però la reazione alla sua esultanza. Ricorderà più avanti: «Mi misi a correre e urlare, ero fuori di me dalla gioia perché quel gol era importantissimo per tutti i salvadoregni. Alcuni compagni mi vennero incontro dicendomi di stare zitto, di stare calmo per non far sì che gli ungheresi se la prendessero. Ma ormai era troppo tardi». Gli ungheresi, infatti, non la presero bene e, nell’arco dei 19 minuti successivi, non ebbero pietà: segnarono altri cinque gol (compresa una tripletta dell’ultimo entrato, Laszlo Kiss) e chiusero la partita con un punteggio inedito, un 10-1 che tuttora rappresenta la vittoria record per una squadra nella storia dei Mondiali.



La partita dell’orgoglio si trasformò così nella partita della vergogna, quella dal risultato più imbarazzante di sempre, tanto che la Fifa - che proprio in occasione dei Mondiali spagnoli aveva portato da 16 a 24 il numero delle squadre partecipanti - venne accusata di avere commesso un gravissimo errore di valutazione, aprendo le porte anche a nazionali di infimo spessore. In realtà, superato lo shock, El Salvador perse sì le due successive partite del girone, ma contro il Belgio ed Argentina fece registrare passivi onorevoli, rispettivamente 0-1 e 0-2 e impedì a Maradona («Dieci gol a loro io posso segnarli da solo», li dileggiò in un’intervista) di andare in rete. El Salvador uscì di scena: zero punti e tre sconfitte anche alla seconda occasione. Un gol, certo, ma pagato carissimo. Al rientro in patria, complice anche la situazione politica, i protagonisti di quell’incontro vennero considerati gli artefici di una disgrazia nazionale: l’allenatore Mauricio Rodriguez, che a 36 anni è stato il più giovane ct in un Mondiale, fu costretto a lasciare la carriera e, a parte Jorge Gonzalez detto El Magico - che restò in Spagna e venne ingaggiato dal Cadice e poi dal Real Valladolid - tutti gli altri, Zapata compreso, tornarono nell’anonimato, ma con una macchia nella carriera. «Avevo sognato tante volte quel gol, ma nel ricordo di tutti è rimasto solo quel maledetto numero 10».

Da allora El Salvador non si è più qualificato per un Mondiale e il gol del Pelé resta un unicum. Solo con il passare degli anni la riabilitazione è stata completa. A celebrare quel gol e l’orgoglio salvadoregno ci ha pensato un film (“Uno, la historia de un gol”), e nel 2007, in occasione del 25esimo anniversario della partita, ecco la rivincita. Allo stadio Cuscatlan di San Salvador, i reduci dell’incontro di Elche si sono sfidati nella partita del ricordo. 22mila spettatori, tutto esaurito: “25 anni dopo, ricominciamo da 0-0”, era lo slogan. Ma, in venti minuti, l’Ungheria era già sul 2-0. Niente incubo, questa volta: 2-2 il risultato finale. Doppietta di Luis Baltazar Ramirez Zapata, detto El Pelé.


LA SCHEDA DEL MONDIALE

Spagna 1982
Squadre partecipanti: 24
Vincitore: Italia
Finale: Italia-Germania Ovest 3-1 (12’ st Rossi, 24' st Tardelli, 36' st Altobelli, 41’ st rig. Breitner)
Finale 3° e 4° posto: Polonia-Francia 3-2 (13’ pt Girard, 41’ pt Szarmach, 44’ pt Majevski, 1’ st Kupcewicz, 28’ st Couriol)
Capocannoniere: Paolo Rossi (Italia), 6 reti


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