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31 maggio 2010

Mou: "Spero che l'Inter vinca tutto. Ma non la Champions"

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Un momento della presentazione di Mourinho al Bernabeu

Il tecnico portoghese è stato presentato dal Real Madrid. Contratto quadriennale: "Voglio quello che vuole il club, da oggi saremo una cosa sola. Ho fatto molto per essere qui, ma non dormo sugli allori. E in coppa ripartiamo da zero". LE FOTO E IL VIDEO

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"Non posso dimenticare l'Inter. La squadra ha meritato tutti i trofei che ha conquistato, e auguro ai nerazzurri di vincere tutto anche l'anno prossimo: scudetto, coppa Italia, Coppa del mondo per club, Supercoppa. Tutto, ma non la Champions": José Mourinho, dopo avere firmato il contratto che lo legherà al Real Madrid per i prossimi quattro anni, ha voluto ricordare così il suo periodo nerazzurro nel giorno della presentazione come nuovo allenatore delle Merengues, rendendo però chiaro a tutti quale sarà il prossimo obiettivo suo e del Real. Il solito: la Champions, magnifica ossessione.

Una conferenza stampa in tre lingue, con lo spagnolo (che ancora parla bene, nonostante si sia schermito all'inizio su questo argomento) come idioma principale. "Penso di avere fatto molto per meritare di essere qui - ha proseguito Mou - e arrivo con tutti i titoli che si possono vincere. Ma non dormo sugli allori: ho dato tutto dovunque, darò tutto anche al Madrid". Forse non è stata una presentazione scopiettante, come quelle di Londra ("I'm the Special One") o Milano (passata alla storia per il suo "Non sono pirla"), ma Mourinho anche questa volta non si è fatto mancare niente: "Io sono un allenatore con molta autostima e fiducia in me stesso e non penso che verrò esonerato. Credo che quattro anni siano sufficienti per vincere e per creare una squadra con identità, e prepararli calcisticamente non solo per il presente ma anche per il futuro del Real". José non ha nascosto le sue ambizioni: "Io voglio quello che che vuole il Real. Da oggi saremo una cosa sola". E ancora: "Non sono un falso umile, tutti questi trofei meritati anche grazie alla mia squadra e quando si parla di squadra, non posso mai dimenticare i miei giocatori". Al fianco di Mourinho - che ha raggiunto il Bernabeu alle 11.25 a bordo della sua Ferrari - non c'era il presidente Florentino Perez, ma Jorge Valdano. Valdano, in passato, non era stato tenere nei confronti di Mourinho, ma ha voluto chiarire che fra i due le divergenze fanno parte del passato e che ora il suo compito è quello "di difendere Mourinho, il migliore per questo club".

Mou, la Champions e il mercato:
La Champions, appunto: "Il Real ha una storia incredibile nella Champions, ma negli ultimi anni è una storia negativa. Ripartiamo da zero, ma io spero di incontrare sulla mia strada subito le squadre più forti. Sono gli altri a doversi preoccupare". Ovvio, poi, anche un riferimento al mercato: "E' facile per voi giornalisti fare i nomi di giocatori come Maicon o Lampard. Più che  i nomi, noi abbiamo in mente i profili dei calciatori di cui abbiamo bisogno".

Mou, il Barça e le critiche
- "Non sono un anti-Barça. Sarà un nostro grandissimo rivale, ma non voglio parlarne, penso solo a fare grande il Real Madrid. Se i loro tifosi mi odiano, è un problema loro, non mio. Ma non ho paura, 'paura' è un termine che non esiste nel mio vocabolario calcistico". Un giornalista lo ha etichettato come 'difensivista', e in quell'occasione si è visto forse l'unico vero spunto spettacolare della conferenza stampa di Mou: "Le persone  intelligenti sanno che una bugia, anche se ripetuta molte volte, rimane una bugia. Quando una squadra è organizzata, difende molto  bene. Si possono avere tanti attaccanti e difendere bene perché l'allenatore è un grande allenatore". E ancora: lei si sente un provocatore? "No, non lo sono. Ma se c'è da difendere la squadra, la difendo".

Mou, Cristiano Ronaldo e Raul
: Alcune parole anche sul fuoriclasse portoghese acquistato dal Real dodici mesi fa: "A Cristiano piace vincere, a me anche, credo che entrambi abbiamo gli stessi obiettivi". Mou ha accennato anche a Raul, storica bandiera dei Blancos, rispondendo alla domanda di un cronista madrileno: "Non ho perso tempo, l'ho incrociato mentre si stava allenando, l'ho chiamato e ho già parlato anche con lui nello spogliatoio. E dallo spogliatoio la stampa sta fuori. Però Raul fa parte della storia del club, io non ancora. E' logico che non posso trattarlo come gli altri".

Ancora Inter
- Oltre ad augurare un altro ciclo di vittorie (ma incompleto...) all'Inter, Mourinho ha parlato anche del futuro nerazzurro: "Il prossimo allenatore dell'Inter sarà molto fortunato perché potrà vincere tre titoli subito. Ma non ho parlato con il presidente Moratti del prossimo allenatore. L'Inter ha una squadra per il futuro, è stata costruita per avere successo oggi e domani. Per i campioni d'Europa ci vuole un allenatore di qualità, qualsiasi tecnico che arriverà deve essere intelligente a seguire la strada", dice il portoghese.

Mou e il calcio italiano
- Sorprendentemente, Mourinho ha avuto parole al miele anche per il calcio italiano, pur così criticato quando era in Italia: "Io miglioro tutti i giorni e se ho lavorato due anni in Italia ho anche imparato qualcosa in questi due anni. E' molto importante avere l'umiltà di imparare tutti i giorni, penso che il campionato italiano sia molto difficile, con allenatori e giocatori di qualità, dove è difficile vincere le gare e per questo sono più ricco come allenatore dopo due anni in Italia. Penso che in questo momento il calcio italiano sia in cima al mondo per aver vinto Mondiali e Champions, e quindi viva un momento di grande orgoglio". Ma ormai l'Italia fa parte del passato, per lui è ufficialmente iniziata una nuova era.

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