20 luglio 2010

Scarpette al chiodo per Barron, il "dilettante" dei Mondiali

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Andy Barron, unico dilettante dei Mondiali sudafricani, ha deciso di ritirarsi dal mondo del calcio

Il centrocampista neozelandese, unico dilettante presente in Sudafrica, ha deciso di lasciare il calcio per dedicarsi totalmente alla sua professione, quella del promotore finanziario. "E' stato un sogno e ora mi sembra un buon momento per dire basta"

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L’unico dilettante presente in Sudafrica, che ha disputato i Mondiali con la Nuova Zelanda, ha deciso di lasciare il calcio per dedicarsi completamente alla sua carriera. In fondo la sua “piccola” soddisfazione se l’è tolta. Si tratta di Andy Barron, un promotore finanziario di 29 anni con la passione del calcio. Un hobby che lo ha portato in Sudafrica, dove ha seguito la propria nazionale in ritiro dovendo prendere 10 settimane di ferie al lavoro.

Un’esperienza unica per un dilettante, che è persino riuscito a giocare quattro minuti nel match pareggiato 1-1 contro l'Italia. E di questa esperienza unica, gli rimarrà anche un ricordo concreto: la maglia di Gianluca Zambrotta. “Al fischio finale ero vicino a lui e così ho pensato di chiedergli la maglia. È un giocatore davvero bravo e ha avuto una carriera molto brillante. Non sapevo se parlasse inglese, così gli ho semplicemente chiesto: ‘Maglia?’. Lui ha risposto sì e ce le siamo scambiate. Poi gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo e lui ha fatto altrettanto”, ha raccontato Barron, 12 presenze e un gol in carriera con la Nuova Zelanda.

Ma nonostante la grande passione per il calcio, il centrocampista neozelandese ha deciso di lasciare il mondo del pallone per dedicarsi totalmente alla sua vera professione. “E’ sempre stata mia intenzione ritirarmi dopo il Mondiale, così sono andato in Sudafrica sapendo che sarebbe stata l’ultima corsa. Ho pensato di ritirarmi all'apice della carriera: in fondo quest’anno compio 30 anni, quindi mi sembra un buon momento per dire basta. Giocare un Mondiale è il sogno di chiunque, e dire di esserci riuscito è qualcosa di enorme che mi resterà per sempre, e che potrò raccontare ai nipotini. Esserci è stato semplicemente fantastico”.

E ora Barron si dedicherà a tempo pieno alla famiglia e al lavoro. “Lo devo ai miei impiegati, che sono stati fantastici senza di me”. E non serviranno nemmeno le richieste insistenti del Petone, la squadra di calcio di Wellington, città natale del giovane banchiere, a fargli cambiare idea. Barron ha deciso: appenderà per sempre le scarpette al chiodo.

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