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11 agosto 2010

Da Cavallo Pazzo a Jimmy Jump: l'invasione di campo è arte

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Jimmy Jump ha provato a sollevare la Coppa del Mondo prima della Spagna durante l'ultima rassegna iridata (foto Ansa)

Rischiano di prendere botte da orbi dagli uomini della sicurezza che devono fermarli. A volte lanciano un messaggio, ma spesso il loro gesto è puro esibizionismo. Come nel caso degli streakers, quelli che amano mostrarsi come mamma li ha fatti. I VIDEO

di ALFREDO ALBERICO

Piombano sul terreno di gioco all'improvviso, prima o durante la partita non fa differenza. Beccano botte da orbi quando gli addetti alla sicurezza li acciuffano, e spesso si mostrano al pubblico come mamma li ha fatti. Sono gli invasori di campo, gente sopra le righe, tanto esibizionista quanto folle. Un mix esplosivo in grado di suscitare lo sdegno di molti, ma anche di strappare il sorriso a chi, dalle tribune, assiste alle loro galoppate (nel video d'apertuta un tifoso della Roma, a Trigoria, conquista il suo trofeo: la maglia del dirigente Bruno Conti).




In principio fu Cavallo Pazzo. Era soprannominato così Mario Appignano, uno che tra la fine degli anni '70 e gli anni '90 è diventato un'icona dell'apparire. Dove c'era una telecamera o una macchina fotografica c'era lui. Ma è allo stadio Olimpico, teatro del calcio capitolino, che le sue invasioni durante le partite della "Magica" sono diventate leggenda. Non è un caso che su un sito internet di tifosi romanisti ancora oggi campeggino una sua foto e una sua frase: "Seppellite il mio cuore in Curva Sud". Musica, forse un po' tetra ma pur sempre musica, per chi la vita la vede a tinte giallorosse.

Artista per alcuni, ultimo dei rivoluzionari del '77, anno della nuova contestazione nelle università italiane dopo il '68, per altri. "Il suo scopo era di parlare alla gente, anche se non aveva nulla da dire", affermò il conduttore tv Pippo Baudo, che più volte subì le irruzioni di Cavallo Pazzo a Sanremo, quando l'Aids tolse l'ultimo respiro all'indiano metropolitano.

L'eredità di Appignano invasore di campo è stata raccolta dalla nuova generazione di guastatori. E così è successo che anche Wimbledon, in pratica il giardino di Sua Maestà Elisabetta, sia stato violato dagli streakers, come sono chiamati gli invasori senza veli. Nel 1996 un'avvenente bionda lasciò tutti a bocca aperta nel regno del tennis. Sei anni prima fu la versione femminile di Babbo Natale a mostrare i suoi seni ad un esaltato Paul Gascoigne durante la partita di Premier League tra Middlesbrough e Newcastle. Una dilettante se paragonata alle api. Già, perché l'invasione di campo degli insetti sembra un fenomeno in espansione.





C'è poi chi cerca di rubare il pallone o una divisa ai giocatori, chi vuole segnare un gol e chi addirittura tenta di picchiare l'arbitro o il proprio allenatore. Lo sa bene Dusan Bajevic, tecnico dell'AEK Atene aggredito dai propri sostenitori dopo un'amichevole persa con il Kallithea.



Agente immobiliare di professione, Jimmy Jump per passione. E' lo spagnolo Jaume Marquet Cot, che di recente è tornato a far parlare di sé per aver tentato di alzare la Coppa del Mondo di calcio prima della sua nazionale. Di lui si ricorda molto bene il pubblico del Roland Garros: nel 2009, munito di bandiera catalana, provò ad avvicinarsi al tennista svizzero Feder, che si stava giocando il titolo con Soderling.

In Italia il nuovo Cavallo Pazzo indossa la maglia di Superman e si chiama Mario Ferri, fan scatenato di Antonio Cassano e gran faccia tosta. La stessa immortalata dalle tv di tutto il pianeta durante Germania-Spagna ai Mondiali sudafricani, quando il supereroe nostrano è sceso in campo con tanto di vuvuzela e il solito appello stampato sulla t-shirt: "Cassano in Nazionale". Ora che il neo ct Prandelli lo ha accontentato, chissà come proverà a stupirci la prossima volta.

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