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19 agosto 2010

La Juve, Schwarzenegger e lo stadio dei diritti umani

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Attivisti per i diritti umani protestano contro Schwarzenegger in cima allo stadio di Graz nel dicembre 2005: "menschentoter" significa, più o meno, assassino di uomini (foto Ap)

Bianconeri impegnati per il preliminare di Europa League a Graz, nello stadio un tempo dedicato all'ex attore oggi governatore della California. Tutto cambiò quando Schwarzy decise di non concedere la grazia a un condannato a morte... GUARDA FOTO E VIDEO

di LORENZO LONGHI

Nell’ambiente bianconero, probabilmente, nessuno ne è a conoscenza. Eppure, questa sera a Graz nella gara di andata dello spareggio per accedere ai gironi di Europa League contro lo Sturm, la Juventus giocherà in uno stadio sul cui nome si è combattuta una battaglia di coerenza per il rispetto dei diritti umani.

Lo stadio di Graz, inaugurato nel 1997, era stato intitolato ad Arnold Schwarzenegger, leggendario attore hollywoodiano passato alla politica, nato proprio nelle vicinanze della città della Stiria, cittadino americano dal 1983 senza avere mai rinunciato anche alla cittadinanza austriaca. Il suo nome, da allora, campeggiava a caratteri cubitali all’ingresso ovest dell’impianto: fama garantita, per Graz. Che pochi anni più tardi, nel 2001, ha chiesto ed ottenuto dalle Nazioni Unite di potersi fregiare del titolo di “città dei diritti umani”, avendo modificato persino alcune parti dello statuto cittadino in modo da prendere in considerazione qualsiasi istanza in materia. Sin qui, tutto bene.

Non fosse che Schwarzenegger, diventato nel frattempo governatore repubblicano della California, nel 2005 si è trovato di fronte alla scelta più dura: decidere della vita o della morte di un uomo. Sul tavolo dell’ex Terminator ecco l’istanza sulla concessione della grazia nei confronti di Stanley “Tookie” Williams, fondatore di una delle più violente gang della Los Angeles anni ’70 e ’80, detenuto da 24 anni nel braccio della morte del carcere di San Quintino e condannato alla pena capitale poiché ritenuto responsabile di quattro omicidi, pur avendo sempre proclamato la propria innocenza. Il provvedimento di clemenza del governatore era l’ultima possibilità per salvargli la vita. Schwarzenegger esaminò la domanda e non concesse la grazia, Williams fu ucciso mediante iniezione letale il 13 dicembre. Graz, “città dei diritti umani”, si era battuta a fianco del comitato che chiedeva clemenza e, a sentenza eseguita, coerentemente preparò le delibere per togliere il nome di Schwarzenegger dallo stadio. Il governatore non la prese bene e, per ripicca, scrisse al sindaco di Graz una diffida, restituendo anche l’anello di cittadino onorario: “Per evitare imbarazzi ai politici della città, ritiro con effetto immediato il diritto di utilizzare il mio nome per lo stadio. In materia riceverete presto una lettera dai miei avvocati”. Lo stadio venne così sbattezzato: il 26 dicembre 2005, del nome di Schwarzy non rimase nulla nelle strutture dello Stadion Graz-Liebenau. Che ora porta il nome di un’azienda di telecomunicazioni: più denaro, meno imbarazzi.

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