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02 settembre 2010

Mourinho: il mio grido d'amore per l'Inter. "Vinci tutto"

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José Mourinho sulla panchina dell'Inter in Champions: avrà già nostalgia di Milano?

Da Nyon, dove si riunisce un Consiglio europeo degli allenatori (ma Benitez non c'è), un clamoroso messaggio agli ex: "Forza Inter, con tutto il cuore. Sogno che vinca tutto, Champions esclusa, e non chiedetemi di essere distaccato, sono troppo tifoso

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di Alessandro Sugoni

Le parole che consolano i tifosi dell'Inter, quelle che leniscono le ferite provocate dall'aggressiva campagna acquisti del Milan, arrivano da Nyon, Svizzera. Lì si riuniscono gli allenatori della Champions, una specie di Consiglio Europeo delle panchine. E da lì José Mourinho lancia il suo grido d'amore all'Inter, tramite la Gazzetta dello Sport.

"Forza Inter, con tutto il cuore. Sogno che vinca tutto, Champions esclusa, e non chiedetemi di essere distaccato, sono ancora troppo tifoso". Clamoroso. A maggior ragione per il momento nero che Mou sta passando in Spagna. Uno zero a zero alla prima di campionato, e subito critiche… Riecco il Real di Pellegrini, hanno scritto dopo la partita di Maiorca. Lui risponde: "Non sono Harry Potter, non posso fare magie". Ma intanto usa i nuovi gioielli del Real col contagocce, mentre l'anno scorso di questi tempi lanciava Sneijder verso il pallone d'oro con la maglia dell'Inter.

"Il pallone d'oro lo merita Sneijder. Ha vinto tutto, è stato decisivo sempre ed ha giocato la finale mondiale". Forse è presto per chiamarla nostalgia, ma le parole di Josè fanno piacere ai tifosi nerazzurri. Soprattutto a uno di loro: Moratti. "Con Moratti siamo amici, ci sentiamo ogni settimana. Parlo spesso anche con i giocatori e tutta la gente con cui ho lavorato. Non puoi dimenticare gli amici a cui hai dato tutto e ti hanno dato tutto in due anni fantastici". Ma come, il vecchio José si mette a fare il sentimentale?

Irriconoscibile. Se non quando parla degli allenatori italiani. "Capisco che non manco a tanti, ma non posso nemmeno dire che qualcuno di loro manchi a me". Forse è presto per chiamarla nostalgia, ma le parole di Josè fanno pensare. Perché se Madrid non si decide ad amarlo, se il Real non lo segue, è facile ripensare al passato e chiedersi: ma perché ci siamo lasciati? Soprattutto se chi ha preso il tuo posto si è conquistato la stima, la simpatia, ma non acora l'amore. A proposito, alla riunione di Nyon, Benitez non è stato invitato.

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