07 settembre 2010

Argentina, contro la Spagna tornano Zanetti e Cambiasso

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I tifosi (e le tifose) d'Argentina ricominciano a guardare con ottimismo al futuro della nazionale

Il dopo Maradona è iniziato, col rientro dei due interisti scartati da Dieguito. I sudamericani, in un'amichevole in programma oggi a Buenos Aires, affronteranno la Spagna vincitrice un mese e mezzo fa del Mondiale in Sudafrica

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Nella nazionale argentina del dopo-Maradona tornano Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso, i quali oggi scenderanno in campo insieme a Lionel Messi e agli altri giocatori della Seleccion, che in un amichevole in programma a Buenos Aires affronterà la Spagna vincitrice un mese e mezzo fa del Mondiale in Sudafrica.

La formazione dell'Argentina è stata resa nota dall'allenatore ad interim dell'Argentina, Sergio 'Checho' Batista, che ha chiamato i due interisti esclusi da Maradona durante i mondiali sudafricani. Batista ha invece confermato il tridente d'attacco scelto dal suo predecessore, e cioè Messi, Gonzalo Higuain e Carlitos Tevez.

Nella partita in programma nel tardo pomeriggio a Buenos Aires, nello stadio Monumental del River Plate, l'Argentina giocherà con Romero, Zanetti, Demichielis, G.Milito, Heinze, Banega, Mascherano, Cambiasso, Messi, Higuain e Tevez. La nazionale spagnola giocherà con gran parte degli uomini che hanno vinto i mondiali in Sudafrica.

Ed a proposito di Messi, il fenomeno argentino spera che Sergio Batista, successore di Diego Armando Maradona sulla panchina dell'albiceleste, non rappresenti un interim ma una scelta definitiva da parte della federazione. "Vorrei che Batista restasse ct dell'Argentina, ma questo dipenderà da noi giocatori", ha detto la pulce, che aggiunge: "Non lo vedo come uno che sta in prova. Credo che questo sia un processo nuovo, e come ogni ciclo la cosa migliore da fare è cominciare con buoni risultati". A proposito di buoni risultati, Messi, parlando della prossima sfida dell'Argentina coi campioni del mondo della Spagna, esprime rispetto ma non timore per il gioco espresso dalle Furie Rosse: "Non abbiamo paura della Spagna. Questa partita serve per la nostra preparazione. Che si vinca o che si perda, non vuol dire che stiamo meglio o peggio".

Infine, l'attaccante ha chiarito che il suo appoggio all'attuale commissario tecnico non è una bocciatura per la gestione Maradona. "Ho molto affetto per Diego, e se vuole vorrei parlare presto con lui".

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