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07 settembre 2010

Norvegia, Riise dimesso dall'ospedale: "Non ricordo nulla"

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Riise sta bene, ma dovrà pazientare per un po' prima di tornare ad esultare

L'esterno norvegese è stato dimesso dall'ospedale di Ulleval, dove era stato portato in seguito ad uno scontro in allenamento con la nazionale. Non potrà nemmeno seguire in tv la partita con il Portogallo: dovrà evitare situazioni di stress

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John Arne Riise è stato dimesso stamattina dall'ospedale di Ulleval, dove era stato portato ieri in seguito a uno scontro con il compagno di nazionale Espen Ruud durante l'allenamento. Rimasto a terra senza conoscenza, il terzino norvegese della Roma ha riportato una commozione cerebrale ma il miglioramento delle sue condizioni durante la notte ha spinto i medici a dare il via libera alle sue dimissioni.

Da Riise, fa sapere la Federcalcio norvegese, l'in bocca al lupo ai suoi compagni che stasera affronteranno il Portogallo, una gara che il giocatore non potrà vedere nemmeno in tv per evitare situazioni di stress, tanto che oggi è uscito dall'ospedale evitando i giornalisti che lo aspettavano fuori.

Incerti i tempi di recupero, si parla di tre settimane. Riise ha raccontato così la sua versione dei fatti: “Sono stato molto intontito per tutto il giorno e non ricordo nulla di quello che è successo. Ora ho bevuto e mangiato un po’. C’è voluto un po’ prima che mi rendessi conto di che cosa fosse successo e che la conseguenza è stata che non avrò modo di giocare contro il Portogallo. Ho inoltre preso del tempo prima che mi rendessi conto che questa era la giusta decisione da parte del medico perché mi piacerebbe molto giocare. Ma ho fiducia nella squadra. Ancora non so se posso guardare la partita e devo seguire le raccomandazioni dei medici. Sono stato molto intontito nella ultima ora e prima Bjorn Helge mi ha detto che avevo fatto la stessa domanda 5-6 volte in 10 minuti e non mi ricordo che l’avevo fatta prima. È stato molto bello che mia moglie Maria e la piccola Emma sono venute a trovarmi. Ho anche parlato al telefono con Ariana, mia figlia che vive a Ålesund. È più facile per me con l’appoggio e la presenza dei miei familiari. Ma comunque posso solo essere contento che non sia nulla di grave“.

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