14 settembre 2010

Il solito Mou: "Benitez? Gli basta sfruttare il mio lavoro"

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Josè Mourinho, prima stagione al Real Madrid

In una lunga intervista rilasciata a France Football il tecnico del Real Madrid ha lanciato l'ennesima provocazione nei confronti del tecnico dell'Inter. Frecciata per Allegri: "Sono curioso di vedere come giocherà il Milan con tutti quegli attaccanti"

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Rafael Benitez ha tolto la sua foto da Appiano Gentile? "Lui può fare quello che vuole, ma penso che dovrebbe avere l'intelligenza di approfittare del lavoro di colui che l'ha preceduto invece di voler cambiare tutto": la stoccata di Josè Mourinho al suo successore arriva dalle colonne di France Football, dove l'allenatore del Real Madrid è protagonista di una lunga intervista.

"Io ho sempre fatto così ogni volta che sono arrivato in un nuovo club - continua - ed è quello che ha fatto Pep Guardiola al Barca quando ha preso il posto di Rijkaard. Per me, questo significa essere un allenatore intelligente". Quella al Real è per Mourinho una "sfida personale": "se non amassi questo sarei potuto restare all'Inter. Lì sarebbe stato facile vincere nuovi titoli, la squadra era già fatta". Perché il Real? Perché "è un club che ha un Dna speciale, un Dna di vincente. Qui c'è una tradizione incredibile, è una società leggendaria. Ne avevo voglia e ho firmato. Il ciclo dell'Inter è finito, e comincia una nuova tappa. Quando un capitolo si chiude, so voltare pagina". Al punto che 'Mou', dopo aver chiuso con la tripletta dell'anno scorso, afferma di non aver più "visto giocare l'Inter, neppure un minuto".

Quanto all'altro tema del giorno, Zlatan Ibrahimovic al Milan, Mourinho non si fa pregare per dire la sua: "quello che posso dire è che con me ha vinto la classifica dei cannonieri in Italia e si è sempre comportato bene. Penso che il Milan, con lui, abbia fatto un ottimo colpo. Sono impaziente di vedere come Massimiliano Allegri potrà far giocare insieme Pato, Ronaldinho, Robinho e Zlatan. Questo Milan fa un po' paura. Lo prendo molto sul serio perché sono convinto che sarà nostro grande avversario nella fase a gironi della Champions. E lo dico senza disprezzare il potenziale dell'Ajax, che ha un'ottima squadra".

Mou ha una spiegazione anche per il fallimento ai mondiali di Italia e Francia: "per mia esperienza, so quanto sia difficile cambiare una squadra dopo aver vinto. La Francia era stata campione del mondo nel 1998, campione d'Europa nel 2000, finalista del mondiale che l'Italia ha vinto nel 2006. Per Raymond Domenech e Marcello Lippi era senza dubbio difficile voltare pagina e separarsi da certi giocatori. Ma avrebbero dovuto farlo".

Infine, il gioco e lo spettacolo in campo, non sempre apprezzato da tutti quando giocano le sue squadre: "Un allenatore - dice Mourinho - non puo' imporre lo stile che gli piace se questo si scontra con la tradizione del paese e della società in cui lavora. In ogni club e paese in cui ho allenato, sono io che mi sono dovuto adattare alla filosofia locale e non il contrario. Tu non puoi andare ad allenare in Italia e voler imporre un gioco stile Barcellona, perché finiresti ko. Ed è vero anche l'inverso"

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