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25 ottobre 2010

Capello bacchetta l'Italia: "In Europa siamo messi male"

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Un perplesso Fabio Capello ha inquadrato i problemi delle italiane in Europa

Dura analisi del ct dell'Inghilterra sul calcio italiano: l'Inter ha vinto la Champions perché aveva tanti stranieri. Italiani "catenacciari"? Il calcio moderno ha come modulo il 9-1, si difende tutti e si attacca tutti. E in Italia elogia la Lazio

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Una Champions vinta con molti stranieri in campo e una stagione cominciata all'insegna del "no" per le italiane in Europa. E' dura l'analisi di Fabio Capello sul calcio targato Belpaese: scarsa fisicità, troppe simulazioni e gare troppo interrotte dagli arbitri non fanno il bene del pallone. "Sul piano europeo siamo messi male e questa è una brutta cosa - dice Capello a Radio anch'io lo sport -: ricercando il perché si possono trovare chiavi di lettura e motivi di discussione. Forse ci sentiamo molto appagati in casa nostra, credo che i tecnici e i responsabili dei settori giovanili dovrebbero girare di più il mondo, perché ritrovarsi superati non è bello. In Europa il calcio tecnico e fisico delle altre nazioni ha la meglio sul calcio tecnico-delizioso italiano. Il calcio italiano ha vinto con l'Inter la Champions perché aveva tanti stranieri: io dico che non bastano i piedi buoni per vincere nel mondo. Serve la forza fisica e la capacità a giocare novanta minuti senza troppe interruzioni arbitrali".

Un tema, quello delle direzioni di gara, su cui Capello si sofferma parlando dell'avvio della serie A: "Il giocatore che si butta per terra e simula lo fa perché sa che viene premiato: non si cambia uno stile di gioco in pochi mesi. Braschi ha intrapreso la strada giusta, ma serve tempo perché il sistema italiano non ha prodotto risultati in questo senso (giocatori che simulano, arbitri che interrompono il gioco)". Quanto agli schemi di gioco, al 'difensivismo' tutto italico, Capello sorride: "L'obbligo di vincere non dovrebbe esistere nei settori giovanili, ma quando si parla di professionisti non basta il bel gioco, serve vincere altrimenti l'allenatore viene cacciato via. Non siamo più catenacciari perché adesso subiamo molti gol. Mi viene da ridere quando sento parlare di 4-2-3-1, 4-4-2: il calcio moderno ha come modulo il 9-1, si difende tutti e si attacca tutti. Pensare di fare gol con un giocatore o due in area di rigore é solo un'utopia".

Capitolo Inghilterra - Ma c'é anche un capitolo sulla 'sua' Inghilterra: Capello preferisce non parlare di Rooney (tra scandali e intemperanze con il Manchester: "Se sta bene lo faccio giocare in nazionale, altrimenti no. Il resto va chiesto a Ferguson" taglia corto il ct). Quanto al calcio britannico: "Abbiamo buoni giovani, una buona Under 21 che si è qualificata per la fase finale dell'europeo e un'ottima under 19. La sperimentazione di alcuni giocatori nelle prossime due amichevoli prima di marzo ci sarà. Va detta una cosa: nelle ultime settimane nelle partite di campionato, di inglesi ce n'erano solo il 37 per cento e non il 60 o più dell'Italia o della Spagna". Rivedere Don Fabio su una panchina italiana sembra davvero impossibile: "Dopo l'europeo vado in pensione, sicuro - conferma il ct -. Tornare ad allenare in Italia? E' davvero molto difficile".

Serie A
- Una considerazione sul campionato italiano, però, se la concede: "La Lazio mi piace molto, c'è analogia con il Verona di Bagnoli. Ha un ottimo centrocampo, con molti incontristi e i palloni vengono smistati. Ha ottimi giocatori e un ottimo allenatore". Capello commenta anche la crisi della Roma: "E' una di quelle cose che non si capiscono. Fino a pochi mesi fa erano straordinari e ora la squadra è in crisi. Da fuori non si può giudicare, probabilmente c'è qualcosa che non funziona all'interno del gruppo che dice di essere unito ma probabilmente qualcosa non va"

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