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29 ottobre 2010

Un trattamento poco Gentile: "Io, che annullai Maradona"

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Italia-Argentina, Mundial '82, secondo girone eliminatorio: finirà 2-1 per l'Italia. I gol: Tardelli, Cabrini e Passarella (foto dal sito www.nazionaleitalianacalcio.it)

50 ANNI. Una marcatura a uomo passata alla storia quella del Campione del Mondo ('82) azzurro, che ricorda: "Io killer? Niente in confronto ai calcioni degli olandesi nella finale di quest'anno. Ma io non gli strappai la maglia!". FOTO E VIDEO

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di LUCIANO CREMONA

"Claudio, Maradona lo marchi tu. A uomo". Mondiale '82, Spagna. Enzo Bearzot, a tre giorni da Italia-Argentina, prese in disparte quel terzino baffone, 29 enne, affidandogli la marcatura del più forte giocatore del mondo.

Gentile, come ci si prepara a marcare il migliore di tutti?
"Mi feci dare le cassette e mi misi a studiare Maradona. Ci avevamo già giocato contro, nel 79’, e Diego si era procurato un rigore. Ho rivisto quella partita e mi sono guardato anche le loro gare di qualificazione, studiando tutti i suoi movimenti".

Guardando quei video, cosa capì?
"Che Maradona non doveva ricevere palla. Bisognava impedergli di prendere il pallone".

Cosa che lei riuscì a fare al meglio durante la partita del Sarrià.
"Sì, modestamente quel giorno feci un’impresa. Annullai Maradona".

Certo, però usò le maniere forti.
"Assolutamente no. Presi un’ammonizione dopo dieci minuti, ma poi basta. Giocai duro, ma corretto.  È inutile che Maradona ancora oggi si lamenti".

Quest’estate Diego ha detto: “I messicani hanno picchiato Messi, sembrava di essere tornati ai tempi del killer Gentile”.
"Ecco, dichiarazioni come queste mi fanno proprio pensare che Maradona non abbia il cervello: non sa ragionare. Come fa a dire una cosa del genere, quando io ho preso una sola espulsione nella mia carriera, in una semifinale di coppa per un fallo di mano. Diego sì, invece, fu espulso, proprio durante il Mondiale ’82 per un calcione ad un avversario. Il gioco duro, quello davvero da killer, è stato piuttosto quello degli olandesi nella finale con la Spagna. Li avete visti i falli di De Jong e Van Bommel? Ecco, loro sì erano da arresto".

Però la maglia gliela strappò…
"Errore. Non ho mai strappato la maglia a Diego, anche se lui andò a lamentarsi con l’arbitro. Probabilmente se la strappò da solo. L’unica maglietta dalla quale portai via un pezzo di stoffa è stata quella di Zico, nella partita successiva".

Ecco, appunto, Zico. Lo marcò qualche giorno dopo. Fu più difficile?
"No, Maradona era più imprevedibile, un solista straordinario. Zico, immenso, uno dei più grandi, era più un uomo squadra, giocava con i compagni. Dopo l’esame Argentina, per me fu più facile".

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Quindi Maradona è il più forte di sempre?
"Senza dubbio, migliore anche di Pelè. E sa perché? Perché nell’86 ha vinto un Mondiale da solo. Troppo determinante".

Però tra Maradona e lei non corre buon sangue. Colpa di quell’Italia-Argentina?
"Quel giorno Diego era attesissimo. Aveva addosso la pressione di tutto un paese: era il più forte e non riuscì a dimostrarlo, anche per merito mio".

Ma poi vi siete riaffrontati in Serie A?
"Sì, ma non l'ho più marcato. In campionato sono tornato a giocare terzino, quindi non dovevo pensare solo a lui".

Maradona è stato quello che l’ha fatto sudare di più?
"No, no. Io ripenso ancora a Gian Paolo Galuppi. Vi chiederete chi è. Ci giocai contro appena arrivato alla Juve. Lui era nel Vicenza: ero giovane, non ci capii niente".

Eredi del ‘Diez’? Messi?
"Per carità. Tecnicamente si può anche pensare ad un paragone. Ma Messi, al Mondiale in Sudafrica, non ha saputo trascinare l’Argentina. Cosa che invece fece Maradona in Messico. Ecco, da questo punto di vista, nessuno è come Diego".

E l’erede di Gentile? Quando rivedremo una marcatura come la sua?
"Ah no, questo è impossibile. Pensano tutti ad occupare la zona, e intanto nessuno insegna a marcare".

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