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30 ottobre 2010

Caro Diego, ti ho inseguito 10 anni e ti dedico questo libro

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Emiliano Guanella a bordo campo

50 ANNI. Emiliano Guanella, giornalista che vive e lavora per Sky da Buenos Aires, ha scritto "50 volte Diego": regalo di compleanno speciale per il Pibe. Idolo nazionale argentino. E del cronista che ha consumato le suole alle sue calcagna. FOTO E VIDEO

Le foto: Maradona o Pelé? La sfida infinita

Emiliano Guanella, giornalista italiano che vive da dieci anni in Argentina, corrispondente di Sky e di numerose altre testate(La Stampa, Radio24), ha appena scritto 50 VOLTE DIEGO - Seguendo Maradona nella terra del “pibe de oro”. Acquistabile online su www.ilmiolibro.it (108 pagine, 12 Euro). Qui racconta come è nato ed è cresciuto man mano un lavoro durato un intero decennio.


di EMILIANO GUANELLA

“Il grande problema degli dei è che non vanno mai in pensione. Non hanno questo diritto, non possono smettere d’essere quello che sono, non ce la fanno ad infilarsi le pantofole e leggere il giornale sulla poltrona di casa. Maradona è così; condannato ad una vita da Dio, in pensione non ci andrà mai”.

Rubo ad Eduardo Galeano una delle più belle definizioni che ho sentito su Diego Armando Maradona. Ho passato dieci anni appresso al Diez più famoso del mondo e ne è valsa davvero la pena. Dieci anni a seguire la linea folle e bellissima di una vita vissuta quasi sempre fuori dalle regole, spericolata, geniale a tratti e cupa, aperta e folle, irrazionale, a tratti arrabbiata, incostante. Una vita, insomma, alla Maradona.

Ho voluto raccogliere le emozioni, i colori, le fotografie mentali di centinaia di servizi in un libro che esce proprio alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno. 50 VOLTE DIEGO è un diario di viaggio sui luoghi maradoniani e non solo, un’escursione fra le vene di una città fantastica a assorbente come Buenos Aires e un Paese, l’Argentina, che si sente rappresentata, nel bene e nel male, dal suo idolo nazionale. Come a Napoli, l’altra patria del genio dei due mondi.

Ci ho messo di tutto, in queste cento pagine. C’è lo sport, ma anche la politica, la cronaca, gli entusiasmi e le arrabbiature, le gioie e i dolori. C‘è la felicità e ci sono le lacrime incontenibili dell’addio al calcio nella sua “Bombonera”, ma anche le veglie fuori dagli ospedali quando tutti, anche noi giornalisti troppo spesso accusati di cinismo, abbiamo tremato per le sorti del pelusa.

Molte di queste storie le ho raccontate, in prima persona, per Sky Sport, alcune le rivedrete in uno speciale tv che ho curato. Ma fate attenzione, perché questo non vi esime dal leggere il libro! Siamo stati vicini a Diego nel suo debutto come conduttore televisivo e nelle partitelle di beneficenza a cui ha partecipato sempre volentieri, magari assieme a quel mito fatto difensore del “Pupi” Zanetti. E l’abbiamo seguito nell’ultima agrodolce avventura sulla panchina della nazionale argentina. Dal debutto felice, alle sconfitte pesanti del girone eliminatorio, dall’incredibile partita vinta contro il Perù (LE FOTO) grazie al gol sotto il diluvio universale dell’ormai leggendario Martin Palermo, sino al brutto e volgarissimo sfogo di Montevideo a qualificazione raggiunta.

Abbiamo ripreso Diego fuori di sè mentre ripeteva il gestaccio sul pullman (VIDEO) che lo riportava a casa, la nostra immagine in esclusiva su Sky Sport ha fatto il giro del mondo. E poi c’è stato il Sudafrica, l’ennesimo miracolo maradoniano, il tecnico protagonista assoluto, più di qualsiasi altro giocatore, con quella voglia soffocata di scendere in campo assieme ai suoi ragazzi.

È stato un allenatore mediocre, intendiamoci, un tecnico insicuro e superbo, ma anche uno straordinario uomo spogliatoio, l’immagine bellissima dell’amore incondizionato ed enorme per il calcio da parte dell’ uomo che ha reso grande questo sport. È stato uno spasso vedere Dieguito con il suo completo grigio da matrimonio alla Little Italy saltellando su e giù a bordocampo. Ha coccolato il gioiello Messi, abbracciato e baciato tutti gli altri e poi si è spento  nell’ultimo lunghissimo abbraccio con la figlia Dalma dopo la batosta tedesca. L’Argentina tornava a casa con la coda fra le gambe, eppure a Buenos Aires c’erano migliaia di persone ad aspettare il loro D10S, perché a loro il suo nome piace scriverlo così, metà numero magico, metà divinità pagana.

Sono la grande chiesa maradoniana e hanno ragione. Oggi, per il tuo compleanno, ci sentiamo tutti tuoi devoti, caro Dieguito. I tuoi 50 anni valgono doppio e lo sai, pibe de oro. Sappiamo anche che non rimpiangi nemmeno un secondo di questa fantastica corsa durata mezzo secolo. Fai bene: noi, perlomeno, non ci siamo ancora stancati.

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