05 novembre 2010

City, Mancini sotto pressione: "Io non mi dimetto"

print-icon
lec

L'esultanza dei giocatori del Lech Poznan dopo la rete di Dimitrije Injac al City

I tabloid inglesi sono sempre più agguerriti con il manager di Jesi, ieri sconfitto in Polonia dal Lech Poznan in Europa League. Sollecitato a dare le dimissioni, il Mancio rispedisce l'invito al mittente: "Resterò al City finché non mi licenziano"

Commenta nel Forum di Europa League

Roberto Mancini respinge la crisi e soprattutto allontana le dimissioni, ma la pressione sul suo futuro è ai massimi livelli dopo la terza sconfitta consecutiva del Manchester City. Una battuta d'arresto, quella sul campo del Lech Poznan, che segue gli stop in Premier contro Arsenal e Wolverhampton nell'ultima settimana. Nonostante il quarto posto in campionato saldamente in pugno, e il primato nel gruppo A di Europa League in coabitazione con gli stessi polacchi, secondo la stampa decideranno il futuro di Mancio le prossime due partite, prima contro il West Bromwich di Roberto Di Matteo quindi il derby con lo United. Vietato sbagliare. Perché la tensione attorno ai Citizens è tornata altissima e altri passi falsi non saranno più perdonati dalla proprietà.

Uno scenario di crisi che non trova però conferma nelle parole dello stesso Mancini che al termine della gara in Polonia ha difeso la prestazione dei suoi. "Sono dispiaciuto perché non meritavamo di perdere - le parole del tecnico italiano - In questo momento ci gira tutto male. Abbiamo giocato una buona partita costruendo numerose occasioni. Ma questo è il calcio, ci sta di perdere tre partite di fila. Sono deluso per la sconfitta, ma contento per come ha giocato la squadra, è importante che continuiamo così".

Non mancano gli alibi al City che in Polonia ha dovuto rinunciare a Carlos Tevez, così come ai fratelli Touré e a Nigel de Jong, mentre Mario Balotelli, non al meglio della condizione, è rimasto in panchina per tutta la partita. Giustificazioni insufficienti per i tabloid, i più agguerriti contro Mancini, sollecitato senza mezzi termini alle dimissioni. Un invito seccamente rispedito al mittente. "Per me è tutto chiarissimo, resterò al City finché non mi licenziano - la risposta dell'ex tecnico dell'Inter -. Ho incontrato lo sceicco Mansour due o tre volte e abbiamo un buon rapporto. E ho contatti regolari con il presidente Khaldoon Al Mubarak. Parliamo almeno tre o quattro volte la settimana, viene spesso al nostro centro sportivo. Dovunque sono stato alla fine ho vinto, c'è bisogno di tempo". Proprio quello che sembra mancare in questo momento a Manchester.

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky