27 dicembre 2010

Belfast, storia di un derby che non conosce vacanze

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Un'immagine dell'ultimo derby di Belfast, dal sito del Linfield

Dagli anni ’50 la stracittadina tra Linfield e Glentoran si svolge il 26 dicembre, o al massimo il 27 quando il Boxing day cade di domenica: una sfida irrinunciabile in bilico fra calcio, politica e religione

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di LORENZO LONGHI

Rieccolo, puntuale e irrinunciabile, come ogni anno. Neve permettendo, perché dodici mesi fa la bufera aveva costretto al rinvio: Linfield contro Glentoran, il derby del Boxing day, la sfida made in Belfast che dagli anni ’50 viene programmata, cascasse il mondo, per il 26 dicembre o, al massimo, per il 27, nel caso in cui il giorno di Santo Stefano - che nel Regno Unito viene consacrato allo scambio dei doni - cada di domenica. Perché, di domenica, il derby non si può giocare. O, meglio, non gioca il Linfield, club di storia protestante il cui statuto fondativo vieta di scendere in campo la domenica.

Già, perché il derby natalizio di Belfast, appuntamento più atteso del calcio dell’Irlanda del Nord, ha una storia unica fatta di sfaccettature che vanno decisamente oltre l’aspetto sportivo. E così, oltre ad essere l’unica partita in Europa programmata, ogni anno, sempre nello stesso giorno, il derby fra le Big two nordirlandesi (72 campionati in due, con il Linfield campione in carica a quota 49) convoglia in sé anche motivazioni politiche, sociali e religiose strettamente connesse alla storia e al presente della città, Belfast appunto, di cui il derby è espressione. Da una parte il Linfield di tradizione fortemente protestante e lealista, che si rifiuta di giocare la domenica e che - anche se ora le cose sono cambiate - per diversi decenni non ha ingaggiato calciatori cattolici. Dall’altra il Glentoran che, pur essendo nato con geni moderatamente unionisti e potendo oggi contare su una tifoseria piuttosto omogenea, ha però ereditato dopo il 1948 il ruolo - e numerosi tifosi - del cattolicissimo Belfast Celtic nella rivalità con il Linfield.

La storia del derby del Boxing day nasce infatti ben prima del consolidarsi dell’antagonismo fra le attuali Big two. Dalle origini del campionato nordirlandese, a sfidare il Linfield era il Belfast Celtic: maglia biancoverde a strisce orizzontali, rigidamente cattolico e indipendentista, sede e campo di gioco a pochi metri da Falls Road. Per anni, le sfide fra i due club furono il pretesto per azioni di violenza collegate al settarismo religioso della città, sino a quando il 27 dicembre 1948 la partita del Windsor Park, lo stadio casalingo del Linfield, terminò con una violenta caccia all’uomo nei confronti dei giocatori del Celtic. Al termine di quel campionato i biancoverdi, già in precedenza vittime di un clima ostile, si ritirarono della scena calcistica. Scomparve così il Grand Old Team, che sino ad allora aveva vinto 14 campionati, ma la tradizione del derby del Boxing day rimase. E a sostituire i Celtic toccò al Glentoran, in una sfida che, sebbene si giochi almeno quattro volte ogni anno, regala le maggiori emozioni (e, spesso, i maggiori disordini di pubblico) proprio nella sfida del Boxing day. Match che oggi è pronto a tornare in scena: l’ennesimo capitolo di un confronto infinito.

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