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08 gennaio 2011

Da fenomeno a scarto, il curioso destino di Freddy Adu

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Freddy Adu con la maglia della nazionale Usa: la sua carriera vive un inarrestabile declino

Celebrato nel 2004 come nuovo Pelé del calcio mondiale, il giovane statunitense (classe 1989) è ora in prova con un club di serie B tedesca. Dalla nazionale al Benfica, dal Monaco al Belenenses sino all’Aris Salonicco: storia di un inarrestabile declino

di LORENZO LONGHI

È stato il più giovane esordiente della Major League, a 14 anni e 10 mesi, e due settimane dopo l’esordio ne è diventato il goleador più precoce. Non bastasse, anche in nazionale la palma di debuttante più giovane, appena sedicenne, è sua: è la storia dello statunitense Freddy Adu, passato agli onori delle cronache nel 2004 quando, adolescente, è riuscito ad attirare l’attenzione del mondo del calcio quale potenziale fenomeno del futuro tanto che qualcuno, in preda all’entusiasmo e ad un marchiano errore di prospettiva, ne parlò anche come del nuovo Pelé. Così, mentre Chelsea e Manchester United riflettevano sul suo acquisto, il Benfica nel 2007 decise di sborsare oltre due milioni di dollari per accaparrarselo, quando il ragazzo di origini ghanesi aveva solo 18 anni.

Ma oggi, gennaio 2011, la carriera di Freddy Adu sembra scorrere sempre più velocemente su un piano inclinato. Un passo indietro dopo l’altro sino all’attualità: il ragazzo, classe 1989, si trova adesso in prova con l’Inglostadt, sconosciuto club tedesco di Zweite Bundesliga - l’equivalente della nostra serie B - che ne sta valutando l’ingaggio. Adu è ancora di proprietà del Benfica ma, nonostante l’inizio incoraggiante durante la sua prima stagione in Portogallo, dalla seconda sua stagione europea è iniziato il declino. Una lunga teoria di prestiti, panchine e scarso rendimento. Prima un anno di prestito in Francia, al Monaco, spiccioli di presenze e il club francese che decide di rispedirlo al mittente, quindi il ritorno in Portogallo e il Benfica che all’ultimo giorno di mercato lo spedisce al Belenenses. Quattro mesi, con tanto di infortunio, e a gennaio 2010 il ritorno nella Sad.

Ma il Benfica non ha interesse a trattenerlo e lo manda in Grecia, all’Aris Salonicco, in prestito per 18 mesi. Adu gioca un po’ sino a fine stagione, poi l’Aris non lo vuole più e lui prova prima con gli svizzeri del Sion e poi con i danesi del Randers: nessuno gli offre un contatto. Così resta a Salonicco dove, in questa stagione, non ha mai giocato ed è fuori rosa. Il caratteraccio, poi, non lo ha aiutato. Tocca all’Inglostadt, ora, provare a fermare un declino inarrestabile. Curioso destino, per il ragazzo che voleva essere Pelé.

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