Caricamento in corso...
08 gennaio 2011

Liverpool impazzisce per il ritorno di King Kenny Dalglish

print-icon
ken

Kenny Dalglish in una foto degli anni ottanta, quando indossava la maglia del Liverpool numero 7 (Getty Images)

Vent'anni dopo l'ultima panchina con i Reds, torna ad Anfield lo scozzese classe '51, una delle più grandi leggende della Premier League. L'incarico di traghettatore fino a fine stagione ha scatenato l'entusiasmo dei tifosi

di Luciano Cremona

«Mi sembra di essere sulla luna». «Mi tremano le mani». «La mia giornata è cambiata». Non ci credono neanche loro, i tifosi del Liverpool. E sono felici come non lo erano da tempo, dato che negli ultimi mesi di gestione Hodgson i Reds sono sprofondati al dodicesimo posto, a meno 19 dal Manchester United. Sono entusiasti, pazzi di gioia, non tanto perché Hodgson se n’è andato. Ma perché ad Anfield torna il re. Kenny Dalglish guiderà il Liverpool fino al termine della stagione. La Kop non vede l’ora di scatenare il proprio ruggito per riaccoglierlo.

Nella settimana del clamoroso ritorno sulla panchina dell’Armani Jeans di Dan Peterson, sulla riva del Mersey non si vogliono negare un tocco di amarcord davvero vertiginoso. Quasi vent’anni dopo l’ultima panchina con i Reds e dieci anni dopo il suo ultimo incarico di allenatore al Celtic, Dalglish viene riproiettato sulla panchina di Liverpool. Con un solo compito: rimediare ad una classifica disastrosa.

Kenny Dalglish lo si può raccontare mettendosi a contare tutti i titoli che ha vinto, ma ci vorrebbe troppo tempo: sono tanti, tantissimi. Sia da giocatore che da allenatore. Ma anche da allenatore-giocatore. La sua storia inizia quando, tifosissimo dei Rangers, (Dalglish è nato a Glasgow), viene ingaggiato dai rivali del Celtic. 269 presenze e 167 gol, con le ultime due stagioni con tanto di fascia di capitano. Il primo gol in partite ufficiali lo segna proprio contro i suoi amati Rangers. Poi, il 13 agosto 1977, inizia la sua nuova vita.

Bob Peaisley lo porta al Liverpool per la cifra record di 400mila sterline. Un arrivo carico di aspettative, nella stagione successiva alla prima Coppa dei Campioni vinta dai Reds. Dalglish deve sostituire Kevin Keegan, appena trasferitosi all’Amburgo. Sostituirlo in campo ma soprattutto nel cuore dei tifosi, per i quali Keegan era un eroe. Un compito che Dalglish, giocatore universale, ambidestro e pieno di giocate superbe, assolve alla grande. Campionati e tre Coppe Campioni (’78, ’81 e ’84), una decisa con un tocco morbido e delicato, contro il Bruges. Divenne presto “King Kenny”, il re. La finale dell’Heysel persa con la Juve segna un’altra svolta nella sua carriera.

Subentra infatti a Paisley nei panni di allenatore-giocatore. E il Liverpool continua a vincere. Conquista tre Premier League e due FA Cup. La sue presenze calano, ma riesce a decidere un campionato con un gol fondamentale contro il Chelsea. Nel 1991, con il Liverpool in testa alla classifica, si dimette, ufficialmente per motivi di salute. Ma dopo otto mesi prende in consegna il Balckburn, in First Division. Prima la promozione, poi conquista la Premier League nel 1995, con Alan Shearer centravanti. Va poi al Newcastle e infine chiude, vincendo, da allenatore del Celtic.

Ma le gioie per i tanti trofei non possono cancellare le tre tragedie vissute da Dalglish in prima persona: i morti di Ibrox, dell’Heysel e di Hillsborough. La leggenda di Dalglish viene tramandata di anno in ogni sulle tribune di Anfield. Il suo nome compare in uno dei cori più famosi, The Fields of Anfield Road. E i tifosi lo hanno incoronato al primo posto della classifica dei giocatori che hanno maggiormente infiammato la Kop, davanti a Steven Gerrard. «Torna ad allenarci, anzi: scendi in campo al posto di Poulsen», chiedevano fino a settimana scorsa. Adesso possono esultare. «Non vedo l’ora di sentire il ruggito di Anfield, quando entrerà Kenny», scrivono in tanti. A Liverpool sta rispuntando il sorriso. Il re è tornato.

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky