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02 febbraio 2011

Le maglie dei traditori? Non bruciatele, speditele in Africa

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I tifosi del Liverpool hanno bruciato le maglie di Torres la sera stessa del trasferimento al Chelsea (Getty Images)

Il passaggio di Torres al Chelsea ha scatenato i tifosi del Liverpool, che per la rabbia hanno dato fuoco alla divisa rossa numero 9 dello spagnolo. Ora l'iniziativa: mandarle in Gambia o Senegal. "Lì amano il calcio molto più di voi". GUARDA LE FOTO

Calciomercato, tutte le trattative

di LUCIANO CREMONA

«Non bruciate le vostre magliette, donatele». Potrebbe essere uno slogan, ed in effetti lo è diventato. L’ultimo pazzo giorno di mercato in Inghilterra ha lasciato sul campo, oltre a milioni e milioni di euro, una quantità infinita di tifosi scontenti, anzi: incazzati. Soprattutto quelli del Liverpool, che hanno visto il loro “bambino” Fernando Torres andare al Chelsea. Un trasferimento che non è andato proprio giù ai tifosi Reds, che proprio nelle ore in cui si stava completando il passaggio dell’attaccante spagnolo a Londra, sono scesi in strada e hanno dato fuoco alle maglie rosse, numero 9, di Torres.

Torres stesso non ha fatto niente per placare i suoi ex tifosi: «Sono contento di essere arrivato in una grande squadra», ha detto a Londra. E perché?, il Liverpool cos’era, si sono chiesti i fan? Che hanno dato vita ad una vera e propria campagna contro quello che prima era un simbolo da portare con orgoglio. E considerando che la maglia di Torres del Liverpool nella scorsa stagione è stata la più venduta di tutta la Premier League sia in Gran Bretagna che nel mondo, le t-shirt che finiranno distrutte o comunque che non verranno più utilizzate sono davvero tante.

È così che Sarah Farquhar della Oxfam, organizzazione internazionale che lavora in 99 paesi per trovare soluzioni contro la povertà, ha lanciato un’iniziativa, assieme al tabloid britannico 'Sun' (che ha attivato un indirizzo email: features@the-sun.co.uk). Raccogliere le maglie dei traditori (e anche Carroll, che dal Newcastle è passato al Liverpool, proprio per sostituire Torres, è già stato marchiato come tale) e inviarle in Africa. «Le vostre magliette sono un vero e proprio tesoro per i ragazzi africani», è l’appello della Farquhar. «In Senegal o in Gambia le indosseranno con grande orgoglio: lì la gente ama il calcio certamente più di voi». E così, chi vorrà disfarsi delle magliette incriminate non dovrà far altro che consegnarle in uno dei  centri della Oxfam o spedirla al Sun. Che pubblicherà online la lista dei donatori. Un modo sicuramente indolore per dimenticare l’alto tradimento. E i ragazzi africani saranno ben felici di indossarle.

Anche se c’è chi è messo peggio: non sarà sufficiente disfarsi di una semplice t-shirt per dimenticare il centravanti spagnolo. È il caso di Shaun McCormack, 36enne tifoso del Liverpool che lo scorso anno ha pagato per cambiare il proprio nome di battesimo: non più Shaun, ma Fernando Torres. «Appena ho saputo, ho pianto». Ci crediamo. E anche Michelle Moore non sta passando proprio dei bei momenti. La tifosa dei Reds si era fatta tatuare il nome di Torres qualche tempo fa: «Adesso mi sento una stupida».

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