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19 febbraio 2011

Il nuovo Trezegol: Salvo l'Hercules e mi riprendo la Francia

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L'ex attaccante della Juventus ha una missione: salvare l'Hercules (Getty)

ESCLUSIVO. L'ex attaccante della Juventus si confessa sull'avventura ad Alicante ("Una rivoluzione"), parla del rinnovo di Del Piero, del mercato ("Mi hanno cercato Inter e Milan") e promette una maglia al collezionista "beffato" dalla dogana transalpina

di ALFREDO CORALLO

Dalla nebbia di Torino alle palme della "Explanada de España". David Trezeguet non l'ha scelta a caso: Alicante è la città della moglie Beatrice, un'oasi felice sulla Costa Blanca, uno sguardo alle Baleari e una terrazza che si affaccia su Algeri. Andare via dalla Juventus è stato un grande dispiacere per il 33enne franco-argentino, avrebbe voluto chiudere la carriera con la maglia della Vecchia Signora, peccato che "non facesse più parte del progetto": lui, il miglior marcatore straniero di sempre della storia bianconera (171 reti su 320 presenze, e scusate se è poco). Lo avevano cercato in tanti la scorsa estate, grandi club della Premier e della stessa Serie A, perfino il Real Madrid, ma Trezegol ha preferito la sfida più grande, una scelta di cuore, portare alla salvezza l'Hercules della sua dolce metà.


David, quanto è stato difficile mettersi nella mentalità opposta, quella di una matricola?
"Il sole e il mare di Alicante mi hanno sicuramente aiutato...No, è chiaro, a livello sportivo è stata una vera rivoluzione, ma avevo voglia di sentirmi ancora importante, cosa che alla Juve non mi poteva essere più garantita. E poi vuoi mettere la soddisfazione di segnare con una "piccola" (10 gol nella Liga finora ndr), ti senti anche più gratificato".

Pare che gli stipendi però non arrivassero proprio puntuali...
"E' vero, ci sono stati dei problemi, ma per una società abituata alla B non è facile subito far quadrare i conti nella massima serie, dove i costi sono decisamente superiori. Ci vuole un po' di pazienza. Ora la situazione economica è stata regolarizzata, ci hanno pagato gli arretrati e siamo sereni".

Il campionato spagnolo è così differente da quello italiano?
"La Serie A è senz'altro più equilibrata, in Spagna Barça e Real giocano per conto loro, poi ci sono tutte le altre".

Nel mercato di gennaio il tuo nome veniva spesso associato ad altre squadre, Milan e Inter su tutte. Forse anche al Real Madrid.
"L'interessamento di questi grandi club mi ha fatto molto piacere, so che diversi giocatori hanno parlato bene di me, anche Mourinho aveva fatto un sondaggio, ma alla fine non se n'è fatto nulla. In ogni caso non sono il tipo che abbandona la barca. A fine stagione si vedrà".

L'ex ct della Francia Domenech ha definito "una banda di mocciosi incoscienti" i tuoi colleghi che sono andati a fare quella figuraccia in Sudafrica. Adesso che non c'è più lui (e le sue manie astrologiche) torneresti in Nazionale? Hai parlato con Blanc?
"Non è nuovo a queste uscite, non mi sorprende. Per fortuna con Laurent ho un ottimo rapporto, ci stimiamo, sono felice che siano partiti con il piede giusto nelle qualificazioni agli Europei, sebbene credo che il vero obiettivo siano i mondiali in Brasile. Sta puntando molto sulla linea verde, e lo capisco, ma io ho dato la mia disponibilità, se un giorno dovesse avere bisogno di me, sarò pronto".

Restando in tema di nazionale francese, hai sentito di quel collezionista che aveva comprato all'asta la tua maglietta della finale nel Mondiale '98, ma che alla dogana hanno bruciato perché pensavano fosse falsa?
"L'ho saputo, e mi è dispiaciuto tantissimo per lui, al di là del fatto economico, perché immagino che per lui fosse più una cosa emotiva, legata alla storia. Purtroppo quella non potrà più averla, ma quando vorrà gliene regalerò un'altra, quella che più gradirà".

A proposito di maglie, la tua 17 è sempre tra le più rimpiante all'Olimpico, quest'anno sono mancati i tuoi gol, anche se in Matri pare abbiano trovato il nuovo Trezeguet...
"I tifosi sono stati sempre molto affettuosi con me, per questo spero di tornare presto a Torino per abbracciarli e ringraziarli di tanto amore. Sono arrivati tanti giocatori, e molti non sono stati all'altezza del blasone. Alessandro è un attaccante con ottime qualità tecniche, ma quelle da sole non bastano. La voglia, la cattiveria agonistica, la continuità di rendimento sono ancora più importanti: sarà il tempo a dire se avrà tutte queste componenti".

In Corso Galileo Ferraris non riescono a trovare questo benedetto accordo con Del Piero sul rinnovo del contratto.
"Mi sembra veramente assurdo, non dovrebbe esserci la minima esitazione per un monumento come Alex, ma purtroppo la società è cambiata...".

Dove ti piacerebbe concludere la carriera?
"Speravo nella Juve, ma non è stato possibile. Però sono tranquillo, non mi pongo neanche il problema, sono ancora giovane...Finché avrò voglia di divertirmi continuerò a fare il mio mestiere: bucare le porte avversarie".

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