Caricamento in corso...
27 febbraio 2011

Quintieri, roba dell'altro mondo: idolo della A in Indonesia

print-icon
qui

Simone Quintieri con la maglia del Semarang United, serie A indonesiana

LA STORIA. Scuola Lucchese e Livorno a 28 anni l'attaccante ha coronato il sogno di giocare nella massima serie con la maglia del Semarang United. Una carriera tra Lega Pro e serie D, l'obiettivo è la qualificazione alla Champions asiatica. FOTO E VIDEO

Commenta nel forum di calcio internazionale

di AUGUSTO DE BARTOLO

La speranza l'ha sempre avuta sin da quando, a 13 anni, da Terranova da Sibari si trasferì in Toscana per giocare nel settore giovanile della Lucchese. Poi il Livorno, compagni del calibro di Giorgio Chiellini e Maurizio Domizzi, gente che la serie A l'ha vista da vicino. Un traguardo che sembrava irraggiungibile per Simone Quintieri, 28 anni, professione attaccante. Un predestinato secondo l'indimenticato Gianluca Signorini, che da responsabile del settore giovanile amaranto ne aveva certificato le qualità.

I sogni, per definizione stessa, non hanno latitudini, né confini e quello di Simone si è spinto fino in Indonesia a +6 ore di fuso in un Paese del cui calcio, da questa parte del mondo, forse, non se ne conosceva nemmeno l'esistenza. "Quando mi è arrivata la proposta del Semarang United attraverso il mio procuratore Alessandro Magni ho avuto più di qualche dubbio – spiega – Ma era una occasione da prendere al volo per ciò che mi avevano proposto, la serie A è sempre la serie A, altrimenti la mia carriera era destinata a trascinarsi in Lega Pro, con un po' di fortuna in serie B". Un contratto faraonico per gli standard di vita indonesiani (un operaio guadagna 80 euro al mese) e la popolarità del campione garantita anche dalla volontà di rilanciare il calcio locale a livello internazionale come testimoniato dalla recente candidatura per i Mondiali 2022 poi assegnati al Qatar.

"Qui mi sento a tutti gli effetti un calciatore – dice Simone – Mi chiedono gli autografi, mi fermo per strada a fare foto con i tifosi e tutto sommato nonostante la popolarità ti lasciano vivere tranquillamente”. All'arrivo, a gennaio, centinaia di tifosi lo hanno atteso all'aeroporto intonando cori e sventolando sciarpe. Le giornate a Semarang passano velocemente tra allenamenti, riposo e qualche passeggiata per le vie della città: "Alle sette del mattino abbiamo allenamento, perché qui fa molto caldo, dunque alle sei c'è l'autista che viene a prendermi". Simone abita in una dependance di un albergo a cinque stelle e nonostante il mare di Semarang preferisce fare il bagno in piscina: "Quando sono a casa voglio rilassarmi, sono connesso a Facebook o parlo attraverso Skype con gli amici in Italia e con la mia famiglia, in alternativa un tuffo in piscina è sempre piacevole".

Le uscite sono limitate specie nei giorni che precedono le partite di cartello. Il Semarang United è terzo in classifica a due punti da quel secondo posto che garantirebbe l'accesso alla Champions League asiatica. Il calcio si sta evolvendo: "Qui è tutto molto diverso ma ci sono buoni giocatori – dice – Si cura molto la parte atletica e tecnica, meno la tattica ma corrono tutti come dannati". L'ingrediente necessario per farsi apprezzare in campo e fuori è l'allegria: "Gli allenamenti vengono fatti anche a ritmo di musica che è sempre presente nello spogliatoio – racconta Quintieri – e poi abbiamo un rito scaramantico, bere un sorso d'acqua tutti dalla stessa brocca". Integrarsi in un paese così variegato dal punto di vista etnico e religioso è stato più semplice del previsto: "C'è grande rispetto e tolleranza. All'inizio e alla fine di ogni allenamento è obbligatorio pregare per un paio di minuti, ciascuno il suo dio".

Niente ritiri, alimentazione libera, trentacinquemila persone allo stadio e le ragazze che fanno la fila: "Sì però bisogna stare attenti perché ognuna vorrebbe fidanzarsi con te – ride – Se sposano un calciatore sanno che la loro vita è sistemata". Il bilancio di questo mese abbondante di avventura indonesiana è positivo, la nostalgia è per la famiglia soprattutto: "Ma a mia madre ho dedicato il mio numero, 37, come il suo anno di nascita e come 3+7 per fare 10, il mio numero preferito". Per il momento il contratto è di un anno, scadrà a ottobre ma al raggiungimento del 75% delle presenze sarà rinnovato automaticamente. Il futuro di Simone è ancora tutto da scrivere: "In Italia? Sì ci tornerò, ma soltanto a giugno quando il campionato si fermerà per il mese di Ramadan". Poi ancora Semarang a godersi popolarità, soddisfazioni e perché no, la Champions League anche se dall'altra parte del mondo.

IL VIDEO DELL'ARRIVO DI QUINTIERI IN INDONESIA

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky