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15 marzo 2011

Iturbe, il baby Messi della dura "guerra" Argentina-Paraguay

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Il giovane Iturbe "corteggiato" nientemeno che dal presidente paraguaiano Fernando Lugo (Getty)

LA STORIA. Juan Manuel, asso giovanissimo, è nato nel 1993 a Buenos Aires da genitori del Paraguay. E l'Argentina l'ha scippato ad Asuncion. Si interessano a lui Napoli, Tottenham, Real Madrid, Inter, ma alla fine è il Porto a bruciare tutti... IL VIDEO

di Emiliano Guanella
(da Buenos Aires)

Non ha ancora compiuto 18 anni, ha uno stile che ricorda quello di Leo Messi con la potenza di Cristiano Ronaldo, è al centro di una vera e propria guerra calcistica tra due blasonate federazioni sudamericane, l’Argentina e il Paraguay. Juan Manuel Iturbe, nato il 4 giugno del 1993 a Buenos Aires da genitori paraguaiani si è trasferito da piccolo ad Asuncion dove è entrato ancora “pulcino” nelle giovanili del Cerro Porteño.

Abile e veloce, costruttore di gioco e realizzatore perfetto, ha debutatto ad appena 16 anni nella prima squadra guidata da una vecchia conoscenza del calcio italiano, Pedro Toglio, vincendo subito un campionato, l’Apertura 2009. Viene pure convocato dalla nazionale paraguaiana under 20 e poi, in un’amichevole, dalla “Albirroja” di Gerardo Martino, che tanto ci avrebbe fatto patire nei mondiali sudafricani. Fin qui tutto bene, tifosi e federazione contenti, il piccolo gioiello promette bene.

Dopo l’estate, però, qualcosa cambia. Nel marzo del 2010, Juan Manuel sorprende tutti; non rinnova il suo vincolo con il Cerro Porteño e va a Buenos Aires, dove viene tesserato per giocare con il Quilmes, la squadra che conta fra i suoi dirigenti anche Anibal Fernandez, ministro degli interni nel governo presieduto dalla peronista Cristina Kirchner. La sua presenza a Buenos Aires diventa una questione di Stato, interviene direttamente il potente presidente del federcalcio locale Julio Grondona, che non vuole lasciarsi scappare il campione in erba.

Il Cerro Porteño, ovviamente, insorge. Così come i dirigenti federali paraguaiani che parlano senza mezzi termini di un vero e proprio sequestro di persona a fini calcistici. Juan Manuel non gioca nemmeno una partita con il Quilmes ma è immediatamente convocato dall’Under 20 guidata da quello che diventerà poi il successore di Diego Maradona sulla panchina della Selección, Checho Batista. Non solo, per invogliarlo a lasciarsi definitivamente alle spalle il suo passato paraguiano, gli argentini se lo portano pure come sparring partner ai mondiali sudafricani permettendo così a Juan Manuel di allenarsi per un mese assieme a Messi e compagni.

Il dado, a questo punto, è tratto, lo “scippo”, come lo definisce la stampa di Asuncion, è consumato. I  tradizionali buoni rapporti fra le due federazioni e il peso politico del padrino Grondona fanno smorzare il conflitto, nel frattempo sul giovane attaccante piovono proposte dai club di mezza Europa. Si interessano a lui il Napoli, il Tottenham, il Real Madrid, l’Inter, anche se alla fine è il Porto a bruciare tutti con un’opzione per la stagione 2011-2012. Juan Manuel, intanto, disputa il campionato sudamericano under 20 con la nazionale argentina segnando tre reti, una più bella dell’altra, in nove partite.

Incredibile lo slalom da centrocampo nella partita contro il Cile, un gol alla Maradona. Diventa la stella del torneo vinto poi dai brasiliani ed è osservato a vista dagli emissari del Manchester United che potrebbero ora inserirsi nella trattativa già avviata con il Porto. A campionato finito, Iturbe è tornato a giocare con il Cerro Porteño, impegnato nella Coppa Libertadores. Sulla carta farebbe ancora in tempo a indossare la maglia della nazionale paraguiana. Lo stesso presidente Fernando Lugo, tifoso sfegatato del Cerro, lo ha incontrato e gli ha supplicato di rimanere.

Il suo destino, però, sembra segnato: l’imminente sbarco in Europa da una parte, la Selección, come erede virtuale della pulce Messi, dall’altra. La questione di Stato ormai è chiusa. “Ringrazio il presidente - ha detto Juan Manuel dopo l’incontro con Lugo - e mi fa piacere sapere della stima che nutre nei miei confronti, ma la decisione è presa, giocherò con l’Argentina!”.

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