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22 marzo 2011

Platini ancora presidente Uefa: "Siamo i garanti del calcio"

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Michel Platini è presidente dell'Uefa dal 2007

Plebiscito per l'ex campione bianconero, rieletto sino al 2015 a capo della confederazione europea: ''E ora pensiamo alla prossima generazione''. Ma anche L'Italia torna a ricoprire un ruolo di vertice con l'elezione di Giancarlo Abete come vicepresidente

Michel Platini è stato rieletto per acclamazione presidente dell'Uefa. Come previsto l'ex calciatore francese, che non aveva rivali nella consultazione elettorale, è stato confermato nell'incarico fino al 2015 dal 35mo congresso della federazione calcistica europea, svoltosi a Parigi.

Ma anche L'Italia torna a ricoprire un ruolo di vertice nella Uefa, undici anni dopo Matarrese. Giancarlo Abete, presidente della Figc, è stato eletto infatti vicepresidente della Confederazione europea. Abete entra nel gruppo dei 5 vicepresidenti insieme al turco Erzik, allo spagnolo Villar, all'inglese Thompson e al cipriota Lefkaritis. Antonio Matarrese è stato inoltre nominato membro onorario dell'Uefa.

Nel discorso che ha preceduto l'elezione, il presidente dell'Uefa Michel Platini ha voluto ricordare gli obiettivi raggiunti dalla sua presidenza: "Abbiamo intensificato e migliorato i nostri  rapporti con le istituzioni europee e abbiamo avviato il grande progetto del fair play finanziario, voluto  per tutelare il calcio per club, un progetto che deve salvaguardarci per evitare la scomparsa dei grandi club per una gestione finanziaria azzardata". Platini ha ricordato ai delegati che, nel 2009, le squadre professionistiche europee hanno totalizzato perdite nette per 1,2 miliardi di euro. "Nel calcio circolano grandi somme di denaro ma, in particolare, c'è un problema etico che riguarda il modo con cui questo denaro viene gestito e utilizzato. Il fair play finanziario".

Gli obiettivi per il prossimo quadriennio? "Il rinnovamento del valore del calcio giocato dalle nazionali, l'introduzione delle misure per il fair play finanziario, la lotta contro la violenza e le scommesse illegali e la fine della discriminazione a livello istituzionale saranno le azioni principali nei quattro anni a venire", ha ribadito. E ancora: "Abbiamo l'importante compito di pensare alla prossima generazione, al calcio che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti. Siamo i garanti di questo calcio e i guardiani di un ideale, dobbiamo esserne orgogliosi, di sicuro io sono orgoglioso".

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