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15 aprile 2011

Real-Barça, sale la febbre: José in conferenza resta Mouto

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Mourinho si è presentato in conferenza stampa ma non ha risposto alle domande dei giornalisti lasciando l'arduo compito a Karanka

Sabato sera (in esclusiva 3D su Sky) il Clasico sarà trasmesso in 51 Paesi, si prevedono 400 milioni di telespettatori. Ultimi biglietti a 1500 euro. Il portoghese non risponde alle domande dei giornalisti lasciando spazio al suo secondo, Aitor Karanka

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L'attesa è allo spasimo e la Spagna si spacca anche ai vertici del governo: il premier José Luis Zapatero, tifoso culé , spera nella vittoria del Barça, il suo numero due il vicepremier Alfredo Rubalcaba, aficionado merengue, per scaramanzia si nega ai pronostici: "l'ultima volta che l'ho fatto, il Real ha perso 5-0...".

Madrid contro Barcellona, sabato sera al Santiago Bernabeu. La madre di tutte le partite. Oggi più che mai, per la forza delle due squadre, per lo straordinario appeal mediatico, le sfide stellari nella sfida: Guardiola contro Mourinho, Messi contro Ronaldo, Xavi contro Kakà. E quella di sabato sarà poi, fatto senza precedenti nella storia del calcio, solo il primo di quattro scontri consecutivi, in 18 giorni, fra le due grandi di Spagna. Il 20 c'è la finale della Coppa del Re a Valencia, il 27 l'andata della semifinale di Champions al Bernabeu, il 3 maggio il ritorno al Camp Nou.

L'interesse suscitato dal clasico è enorme in tutto il mondo. La partita sarà trasmessa in 51 Paesi, si prevedono 400 milioni di telespettatori. Gli ultimi biglietti si vendono a 1500 euro. In campo ci saranno 22 giocatori pagati circa 200 milioni all'anno, le due squadre più ricche del mondo - 1 miliardo di bilancio in due - e le più indebitate, per un altro miliardo circa. Ci saranno il migliore giocatore del mondo, Lionel Messi, il più caro, Cristiano Ronaldo (comprato per 96 milioni), 13 campioni del mondo in carica (8 nel Barça e 5 nel Real). Insomma, tutto sarà esagerato. E ripetuto 4 volte in 18 giorni.



Il Barça parte leggermente favorito nella quadruplice sfida. Ha asfaltato 5-0 gli uomini di Mourinho nell'andata di Liga, in novembre. E' otto punti davanti in campionato a sei giornate dalla fine. La squadra "sta bene" dice Pep Guardiola ed è motivata oltre che dalla voglia di sempre di battere i 'nemici' madrileni, anche dalla prospettiva di cogliere per la seconda volta il triplete. Possiamo farcela, ha chiarito Gerard Piqué.

I blaugrana arrivano però al 'Mese del Secolo', come ha titolato Mundo Deportivo, con un serio punto debole: l'assenza della colonna della difesa Carles Puyol, fermo dal 22 gennaio per una misteriosa tendinopatia al ginocchio. Nessuno sa quando tornerà in campo, al punto che Abc dedica due pagine alla vicenda sotto il titolo "Enigma Puyol". Ma i pronostici sono difficili da fare.

Ogni clasico è una partita diversa, Da quando è sulla panchina del Barça, Pep Guardiola ha vinto tutte e 5 le partite contro il Real. Se trionfa ancora raggiungerà il record di sei vittorie consecutive dell'allenatore merengue Miguel Munoz, dal 1962 al 1965. E soprattutto chiuderà definitivamente il discorso Liga, lasciando gli uomini di Mourinho a 11 punti.

Il Real arriva allo scontro del Bernabeu al gran completo, caricatissimo dalla motivazione di cancellare l'umiliazione dell'andata e di cercare di riaprire la corsa al titolo spagnolo. José Mourinho si è presentato alla conferenza stampa alla vigilia del Clasico contro il Barcellona ma ha fatto sapere che non avrebbe risposto a domande, mandando su tutte le furie i giornalisti presenti. Un portavoce delle merengue ha spiegato che a parlare sarebbe stato il vice basco dello Special One, Aitor Karanka. A quel punto gran parte dei 115 giornalisti spagnoli e stranieri presenti, increduli per la scelta, hanno abbandonato la sala per protesta.

Karanka ha cercato di spiegare la decisione ai cronisti rimasti: "Ogni volta che Mourinho parla, qualunque cosa dica viene amplificata", ha affermato affiancato dal tecnico portoghese, livido. Già in passato Mou aveva spedito il suo vice in conferenza stampa, come faceva ogni tanto con Beppe Baresi all'Inter, ma stavolta lo ha fatto per la madre di tutte le partite, la rivincita al Santiago Bernabeu dopo la "manita" dell'andata.

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