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20 aprile 2011

Clasico 2, la vendetta: dall'inno ai falli, quanti veleni

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José Mourinho sfida Guardiola un anno esatto dopo il 3-1 dlel'Inter sul Barcellona a San Siro (Foto Getty)

La finale di Coppa del Re a Valencia: Real e Barcellona si incontrano quattro giorni dopo il pareggio del Bernabeu. Al Mestalla la marcia spagnola verrà sparata a 120 decibel per coprire i fischi dei catalani. L'attacco a Mou: vince solo con i calci

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di Luciano Cremona

Che ci sia in palio più della coppa nazionale è chiaro. Che questo Real Madrid-Barcellona sia già un gradino più in alto di quello dello scorso sabato, anche. Che il secondo 'Clasico' dei quattro previsti sia anche l'unico che mette in palio un trofeo vero, visto che la Liga sta già viaggiando verso Barcellona, non fa altro che aumentare la tensione, già alle stelle come si è visto nella battaglia del Bernabeu. E i motivi che fanno scaldare gli animi sono tanti.

Inno e nazionalismo - "1 madridista, 1 corazon, 1 bandera". Lo stemma del Real Madrid, racchiuso in un cuore. Con la bandiera della Spagna sullo sfondo. Si preparano così i tifosi delle merengues, per ribadire con orgoglio il loro essere spagnoli. In fondo, è o non è la coppa da giocare di fronte alla famiglia reale? E soprattutto, è o non è la coppa da vincere perché Madrid rappresenta di più la Spagna di quanto non lo faccia il Barcellona, i cui tifosi catalani probabilmente fischieranno l'inno? Ecco, la questione spinosa. Prima della partita verrà suonata la marcia spagnola. E l'organizzazione della competizione ha predisposto che verrà sparata a tutto volume. A 120 decibel, cioè al livello di un grosso aereo che vola a bassa quota. Roba da spaccare i timpani. Perché? Per evitare che si ripeta quello che è successo nel 2009, proprio al Mestalla. Quando i tifosi del Barcellona e quelli dell'Athletic Bilbao coprirono con i fischi l'inno spagnolo, proprio in occasione della finale di Copa del Rey.

Mou, i falli e l'arbitro - Mourinho ha un solo modo per battere il Barcellona. Giocare l'altro calcio. È la campagna che stanno portando avanti i giornali catalani, che dopo la "garra" organizzata dallo Special One per stanare il Barcellona al Bernabeu, non perdono occasione per attaccare il portoghese. Dai falli sistematici di Pepe, sezionati uno per uno, alla capacità del tecnico di condizionare l'arbitro (dirigerà l'incontro Undiano Mallenco) o di commentare alla rovescia le sue decisioni. Al conto statistico dei falli commessi dalle squadre di Mourinho contro il Barcellona: dal Chelsea al Real, passando per l'Inter, Mou riesce a far risultato contro i blaugrana solo quando le sue squadre alzano il numero dei calcioni. 21 falli nella sfida di sabato, contro i soli 13 del Barcellona. Ma nei 12 confronti tra Josè e il Barça si registrano anche partite con 30 o 31 falli commessi. Insomma, a Barcellona sono convinti: solo con i calci Mourinho sa rispondere al calcio di Messi e compagni.

Corsi e ricorsi - Il Barcellona torna al Mestalla a due anni dalla finale di coppa vinta con l'Athletic Bilbao. Un dolce ricordo per Guardiola, che ha deciso di organizzare la trasferta esattamente allo stesso modo del 2009. Stesso trasferimento, il giorno della partita, stesso albergo (il Westin Valencia), e convocazione di massa di tutta la rosa. Il Real invece si attacca a Josè Mourinho anche per la cabala. Si gioca il 20 aprile, ad un anno esatto dalla peggior sconfitta dell'era Guardiola. A San Siro l'Inter dello Special One vinse 3-1, unica sconfitta per il Barcellona con più di un gol di scarto da quando c'è Pep. Un piccolo appiglio per sperare di riconquistare un trofeo che a Madrid manca da 17 anni. Diciassette.

Tifosi, stadio e polizia - Saranno quasi cinquemila gli agenti delle forze dell'ordine mobilitati. Al Mestalla entreranno 40mila tifosi, divisi a metà tra Barcellona e Real. Ma a Valencia arriveranno anche 5mila supporters delle merengues, che assisteranno alla partita nell'immensa fanzone organizzata dalla Casa Blanca. 6.500 metri quadri, enormi stemmi del Real Madrid, una copia della Fuente de Cibeles per gli eventuali festeggiamenti. Il prato del Mestalla curato come un campo da golf accoglierà più che una partita. Le previsioni del tempo dicono che pioverà. Siamo sicuri che non importerà a nessuno.

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