Caricamento in corso...
17 maggio 2011

Maradona e gli Emirati: perché il matrimonio è a rischio

print-icon
mar

Lo vedremo così Diego Maradona sulla panchina dell'Al Wasl? (Getty Images)

La firma del pibe de oro con il club di Dubai non sorprende: i petrodollari hanno guidato la scelta anche stavolta, come successo con Cannavaro. Ma le ambizioni del club sono grandi. Come si troverà il tragressivo Dieguito in un Paese islamico? L'ALBUM

FOTO: Maradona e Figo: stelle in campo per il nuovo stadio del Terek Grozny - L'Album Maradona: la parabola del pibe de oro

di Luciano Cremona

La villa di Walter Zenga sta di fianco a quella di Fabio Cannavaro. Chissà se Diego Armando Maradona andrà a piazzarsi vicino a questi due mostri sacri del calcio italiano, che l’hanno preceduto negli Emirati Arabi. Dalla Cecenia, dove si trovava per l’inaugurazione dello stadio del Terek Gronzy alla corte di Ramzam Kadyrov, Diego è infatti volato direttamente negli Emirati. Non una visita di cortesia. Diego ha messo nero su bianco il suo futuro, firmando per due anni, con opzione per altri due, con l’Al Wasl, squadra di Dubai. Dopo l’esperienza sulla panchina dell’Argentina, Maradona torna ad allenare una squadra di club, come fece nel 1994 con il Deportivo Mandiyù e l’anno successivo con il Racing Avellaneda. Nel campionato degli Emirati si aggiunge quindi un pezzo pregiato, importato dal calcio che conta. Perché il pibe de oro incontrerà dalla prossima stagione innanzitutto Fabio Cannavaro, capitano dell’Al Ahli. Ma anche Walter Zenga, rivale di tanti scontri in Serie A e ai Mondiali, attuale allenatore dell’Al Nasr, in quello che sarà un derby italo-argentino.

Sui motivi per cui Maradona ha accettato l’incarico è presto detto. Cannavaro, per esempio, percepisce un ingaggio di almeno quattro milioni di euro. Insomma, i petroldollari hanno fatto di nuovo la loro parte. C’è anche da sottolineare il fatto di come Maradona, dopo essere stato silurato dalla Federcalcio argentina, abbia dapprima tentato di riavere il suo posto ad ogni costo, per poi sfiorare tante panchine, dalla Premier League al campionato argentino. Prima di finire negli Emirati. Che vedono nello sport il trampolino di lancio per imporsi agli occhi della comunità internazionale: il Mondiale per Club disputato ad Abu Dhabi, il Gp di Formula Uno, il Dubai World Championship di golf. I nomi dei calciatori europei a fine carriera che vengono accostati alle squadre del Medio Oriente sono tanti, non ultimo quello di Andrea Pirlo. Il nome di Maradona potrebbe servire proprio ad attirare altri "nomi" di grido.

“I nostri sogni sono infiniti”, ha commentato Ashraf Mohammed, direttore esecutivo del club. Anche se a livello sportivo il campionato può offrire poco, è chiaro che l’intento della società (che vanta tra le sue fila un solo vero giocatore all'altezza, e cioè Yeste, ex Athletic Bilbao) è quello di mettersi in luce e di ricevere un importante ritorno di immagine. Per fare questo ma anche per crescere a livello calcistico, lo scorso gennaio il club di Dubai aveva già annunciato l’ingaggio di Albert Benaiges, storico direttore della scuola calcio del Barcellona, che lavorerà come direttore tecnico. E per la prossima stagione è già stato ingaggiato il giovane fenomeno cileno Edson Punch. Maradona è perfetto per questo tipo di obiettivo.

Al di là del valore tecnico e del plus che Maradona garantirà alla squadra di Dubai, tutta l’attenzione è rivolta al fatto di come il pibe de oro renderà mediatica la sua presenza negli Emirati. Perché se è vero che Dubai resta l’emirato più flessibile e all’avanguardia, quello più occidentale, per intenderci, è vero anche che Maradona dovrà affrontare una realtà non proprio simile a quelle abituato a frequentare. L’alcol e le nottate, ad esempio, non sono propriamente tollerate. O meglio: in pubblico non è consentito bere. Solo gli hotel, all’interno dei quali ci sono i locali più esclusivi, hanno il permesso di fornire alcolici. Dal punto di vista religioso e scaramantico, però, Maradona è fortunato. Nonostante gli Emirati Arabi siano chiaramente un paese musulmano, la tolleranza è comunque alta. Resta da vedere se Maradona oserà comunque finire in panchina stringendo il rosario tra le mani, come era solito fare durante il Mondiale in Sudafrica. O forse ci penserà du volte a ripetere insulti contro i suoi detrattori. Non ce lo vediamo proprio un Diego che urla "Que la chupen" al termine del derby di Dubai. Insomma, buona vacanza Diego.

Maradona fa bene a tornare in panchina? Dì la tua nel forum

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky