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19 maggio 2011

L'Europa League è del Porto, Villas Boas: resto qui 10 anni

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Il Porto di André Villas Boas ha vinto l'edizione 2011 dell'Europa League (Foto Ansa)

I campioni del Portogallo dopo aver vinto il titolo e la coppa nazionale hanno battuto a Dublino il Braga 1-0 grazie ad una rete di Falcao. Con questo successo i Dragoes, guidati dal 33enne allievo di Mourinho, conquistano il loro personale triplete

FOTO - Il clone di Mou: Villas Boas, da assistente a erede?

PORTO-BRAGA 1-0
44' pt Falcao

Non riesce l’impresa al Braga, l’Europa League è del Porto. Una finale non bella che premia i più forti e incorona André Villas Boas come uno dei tecnici migliori e più promettenti. Otto anni dopo il trionfo ottenuto con José Mourinho in panchina, la squadra di Oporto vince l'ex Coppa Uefa con un po' di fatica ma con merito. Per la partita più importante della sua breve carriera il non ancora 33enne Villas Boas può contare sulla formazione tipo e schiera il classico 4-3-3 con Hulk, Falcao e Varela a nel tridente. In difesa e a centrocampo i due pilastri della sua squadra: il centrale Rolando (piace alla Juve) e il centrocampista Fernando (l'Inter lo sta seguendo). Il pronostico è tutta dalla parte dei "Dragoes", campioni di Portogallo, che in campionato hanno fatto ben 38 punti in più del Braga, battuto 2-0 e 3-2 nelle due sfide di quest'anno. La squadra di Domingos Paciencia (ex attaccante del Porto), però, è un osso duro, una squadra poco spettacolare, ma difficile da piegare. In porta l'ex Roma Artur, poi un 4-2-3-1 che è molto più simile a un prudente 4-5-1 con Lima unica punta e Hugo Viana in mezzo.

La prima occasione da gol è per il Braga che, al 4', va alla conclusione con Custodio che elude il fuorigioco, ma che di destro non trova la porta. Il Porto è più forte e pur senza strafare lo dimostra, puntando sulla fisicità di Hulk che quando parte è difficile da fermare. Al 44', da un'iniziativa sulle fasce arriva il gol dei "Dragoes": cross di Guarin dalla destra e colpo di testa preciso di Falcao che mette dentro segnando il suo 18esimo gol in Europa League. Poco prima dell'intervallo, dunque, il gol che spezza gli equilibri. Paciencia decide di mandare subito in campo Kakà e Mossoro, quest'ultimo dentro al posto di un nervosissimo Hugo
Viana. Un cambio che sembra dare i suoi frutti perchè dopo pochi secondi è proprio il brasiliano a impegnare Helton che dice no al suo destro. Braga più vivo, ma dura poco. Il Porto rischia solo per un'entrata di Sapunaru che, già ammonito, va vicino al rosso, ma il Braga non produce nulla. La partita potrebbe chiudersi 4 minuti prima della fine, ma il destro di Belluschi è appena largo. Inutile il forcing finale del Braga. Vincono i più forti, pronostico rispettato, Coppa al Porto e Villas Boas nella storia: a 32 anni e 213 giorni è l'allenatore più giovane a vincere una competizione europea.

La gioia di Villas Boas - "Mi vuole mezza Europa? Siete troppo focalizzati su di me: è il Porto che ha vinto. La percentuale di rimanere qui è alta: voglio stare al Porto dieci anni". André Villas Boas sembra voler mandare un chiaro segnale a tutte quelle squadre che, come Juventus e Roma, lo vorrebbero come allenatore nella prossima stagione. "L'anno prossimo potrebbero partire tanti campioni dal Porto? - dice ancora Villas Boas - Questa società vende qualità, ma a prezzi alti: le clausole sono difficili da pagare, quindi sono fiducioso di tenere qui il maggior numero possibile di talenti". Dopo quest'altro trofeo vinto Villas Boas si sente più 'Special One' di Mourinho? "Qui non si parla di ambizioni individuali - risponde -: tutti insieme abbiamo fatto un percorso difficile e lungo e alla fine abbiamo vinto. Non è stata una bella finale, ma si poteva capire vista la tensione di una partita così importante".


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