Caricamento in corso...
06 giugno 2011

Qui Londra: ecco l'italian job di Borini, Sala e Trotta

print-icon
bor

Fabio Borini, Jacopo Sala e Marcello Trotta sono solo tre dei talenti italiani in fuga in Inghilterra

IL REPORTAGE. Sono tre dei giovani talenti nostrani che hanno scelto l'Inghilterra per diventare campioni. Da Bologna, Bergamo e Caserta sono finiti Oltremanica per giocare con Swansea, Chelsea e Fulham. Sala e Borini sono già uomini mercato. VIDEO E FOTO

Che emozione Zeta Jones! Lo Swansea promosso in Premier League - "Moratti, portami all'Inter. Guardami in questo videogioco"

di AUGUSTO DE BARTOLO

Talenti in esilio per rincorrere un futuro migliore. Italia, Paese per vecchi anche nello sport, nel calcio in particolare. Settori giovanili dimenticati, giovani promesse non mantenute a causa di occasioni negate. Fabio Borini, Jacopo Sala e Marcello Trotta sono soltanto tre dei calciatori italiani, potenziali campioni, che hanno scelto di emigrare in Inghilterra per coronare il loro sogno: imporsi ai massimi livelli. Tutti Under 21 a differenza di quello che accadeva a metà degli anni novanta quando ad emigrare in Inghilterra erano stati i vari Vialli, Casiraghi, Di Matteo, Ravanelli, Di Canio e Zola, giocatori a fine carriera. Un problema, quello del "brain drain", che non riguarda solo ricercatori o menti eccelse. Si stima che 60 mila giovani lascino l'Italia ogni anno e se è vero che l'essenza del calcio è pensare con i piedi, anche questa è fuga di cervelli.

Tre ragazzi, provenienze diverse (Bologna, Bergamo, Caserta), un'unica storia che nella stagione appena conclusa si è snodata attraverso le vie di Londra fino ad arrivare, 300 km più ad Ovest, a Swansea, in Galles, dove Borini è l'attaccante principe di una squadra che ha centrato la promozione in Premier League, campionato che il calciatore emiliano aveva solo assaporato con la maglia del Chelsea (è in prestito). Il suo ex allenatore, all'epoca delle giovanili, Brandan Rodgers lo ha voluto fortemente nella sua formazione, nella terra degli Ospreys, dove il rugby è religione ma il calcio smuove la passione: "Ci sono 20mila persone allo stadio, i gallesi sono più caldi degli inglesi, poi qui è tutto un mondo a parte, hanno addirittura una lingua diversa che pian piano sto imparando", esordisce Borini. Un luogo completamente differente come lo è stato Londra dopo il trasferimento dal Bologna: "La motivazione del mio passaggio al Chelsea non è stata solo quella di poter avere maggiori occasioni, ma quella di crescere come uomo e come calciatore. Qui impari tutto più in fretta che in Italia – spiega – Venire in Inghilterra è stata una scelta di vita".

A ribadire il concetto è Jacopo Sala, quattro anni in Blues (8 convocazioni in prima squadra), e finalmente l'occasione di misurarsi nel calcio dei grandi con la maglia dell'Amburgo (che lo ha appena ingaggiato), club prestigioso di Bundesliga, campionato che non ha certo paura ad affidarsi a giovani di talento. L'ambientamento a Londra non è stato semplice: lingua nuova, cultura diversa, modo di vivere differente: "Sono arrivato a Londra nel 2007, non conoscevo la lingua, all'Atalanta mi allenavo tre volte a settimana, qui tutti i giorni – attacca Sala, centrocampista molto tecnico – Poi tutto è migliorato, qui prendono la vita più sul rilassato, questo mi piace, ma il cibo italiano mi manca". Jacopo è stato visionato e poi ingaggiato dal club britannico quando militava nel settore giovanile della Dea. Un lavoro di fino portato a termine da Carlo Jacomuzzi, scout degli inglesi in Italia, Lee Converton, capo scout del Chelsea e Frank Arnesen all'epoca dg del club di Abramovich.

A pochi chilometri da Cobham, sede del centro sportivo dei Blues, si estende New Molden, cittadina della periferia sud-Ovest di Londra e quartier generale del Fulham, la squadra più antica della capitale. Dalla provincia di Caserta, dal settore giovanile del Napoli, Marcello Trotta ha deciso di emigrare molto più a nord rispetto a tanti suoi corregionali: "C'è stata questa occasione, perché non provare a sfruttarla? – dice – Al Napoli c'erano dei problemi, a volte non potevo andare agli allenamenti perché non passava la navetta". Ma qui funziona tutto benissimo, assicura: "Tutto è convenzionato con la società, non mi fanno mancare nulla".

Borini e Sala vivono da soli in appartamento, Trotta, che ha rinnovato l'accordo fino al 2013, è ancora ospite di una famiglia. I contratti milionari di cui si sente spesso parlare e su cui i club stranieri farebbero leva, secondo le società italiane, per convincere i ragazzi a emigrare sono leggende metropolitane: saranno soltanto la conseguenza di ciò che loro sapranno dimostrare sul campo. Quello che c'è davvero sono gli investimenti, la cura con cui Borini, Sala e Trotta sono stati e sono tutt’ora trattati. "In Italia i giovani non mangiano mai con la prima squadra – l'esempio di Sala – Qui invece ti trovi a contatto con i grandi campioni che ti aiutano, ti consigliano". Al Fulham hanno giocato in passato Johnny Haynes, Bobby Moore e George Best, figure mitiche alle quali Trotta spera di avvicinarsi con lavoro e sacrificio: "Non sarebbe male essere come loro ma io spero presto nell'esordio in Premier League, per il momento è questo il mio sogno".

Dopo Giuseppe Rossi e Kiko Macheda, Fabio Borini è quello più vicino a dare una svolta significativa alla propria carriera: "Si esportano sempre grandi attaccanti – dice – Non so se ci sia una motivazione particolare o sia frutto del caso". Intanto la punta dello Swansea è uno degli uomini chiave dell'Under 21 di Ferrara, chissà se un domani, anche l'Italia dei big avrà un trio d’attacco tutto "made in England".

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky