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08 giugno 2011

L'ultima notte del Fenomeno, Ronaldo saluta il calcio

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ron

35.000 persone hanno sfidato il vento gelido di San Paolo per assistere all'ultima apparizione dell'ex Inter, Milan, Real e Barça. Entrato ad un quarto d'ora dalla fine di Brasile-Romania, Ronnie ha anche sprecato un'ottima occasione da gol. FOTO E VIDEO

Ronaldo, addio Brasile: la fotostoria del Fenomeno

di Emiliano Guanella
da San Paolo (Brasile)

Il Fenomeno si allena nel piccolo campo da calcetto coperto dello stadio Pacaembu, sugli spalti trentacinquemila persone sfidano un vento gelido che si abbatte dopo una giornata di pioggia su San Paolo. Come da copione, entra in campo al trentesimo minuto per giocare l’ultimo quarto d’ora con la maglietta del Brasile, omaggio in vita per il secondo goleador delle verde-amarela della storia, più di lui solo Pelè, ma anche del calciatore che ha segnato di più nei Mondiali, quindici reti e chissà mai chi lo potrà superare.

In attesa dell’esplosione definitiva della nuova generazione di campioni, Nymar, Ganso e Lucas, il Brasile si inginocchia per l’ultima volta davanti al signor Nazario da Lima, campione, esperto di marketing, oggi anche consigliere d’immagine dei futuri campioni, Neymar, per l’appunto, in testa. L’idea del tripudio organizzato dalla confederazione brasiliana, con una partita vera che serve, tra l’altro, a confezionare la lista definitiva per la Copa America, ricuce la ferita provocata dall’ultimo match ufficiale, quel Brasile-Francia ai quarti di finale dei mondiali in Germania: un’altra volta battuti e a casa.

Seguire Ronaldo a San Paolo in questi giorni equivale a una gimkana tra appuntamenti ufficiali, eventi di marketing, lunghe sessioni di interviste per la TvGlobo, con cui ha un contratto in esclusiva. Ronaldo è uno dei personaggi pubblici più apprezzati del Brasile, cosa che gli fa piovere ancora oggi contratti di pubblicità milionari. Una macchina capace di impegnarsi su diversi fronti riuscendo sempre a colpire il bersaglio. Con la sua nuova società, la Nine, è già partito in grande, riuscendo a rappresentare diversi sportivi. Poi c’è la Fondazione  “Creando Futuro”, che aiuta e pubblicizza il lavoro di diverse ong, e la partecipazione nel comitato paulista per i Mondiali 2014, senza contare le pubblicità, gli eventi e le interviste speciali.

Per la partita d’addio è dimagrito e ha seguito un rigido programma d’allenamento. Ha ricevuto una placca dal presidente federale Ricardo Teixera, che lo ha definito il migliore della sua gestione, seppellendo definitivamente il rivale Romario. Si è allenato assieme a Robinho, Neymar, Lucio, Maicon, facendo attenzione a non farsi male. "Dopo la prima partitella con loro il mio corpo era ridotto assai male. Ho chiesto al dottore della nazionale di farmi una bella inieizione di antidolorifico, non importa se finisco nel doping, di fatto sono già un pensionato". Ronaldo ha fatto dimenticare presto la sua ultima poco felice esperienza con la maglia del Corinthians, subito dopo la parentesi milanista. Arrivato come il salvatore della patria, con un contratto ovviamete milionario, se n'è andato anzitempo, con un fisico fuoriforma con tanto di pancetta. Ha pianto e chiesto scusa, ha cercato di restare vincolato al club aiutandolo in alcune operazioni di mercato e, ovviamente, è stato perdonato.

Per molti dopo Ayrton Senna, Ronaldo è stato l’idolo sportivo più acclamato dalle ultime generazioni. Nei quindici minuti in campo contro i romeni ha cercato disperatamente di segnare il suo novantecinquesimo gol con la maglia della seleçao, ma è riuscito solo a sprecare una palla gol precisa che gli arrivava dai piegi magici di Neymar. Ha sparato addosso al portiere, si è mangiato le mani ed è rimasto più o meno nella stessa posizione in campo per non stancarsi troppo e finire con tensioni in tutto il corpo. Allo scadere del primo tempo ha fatto il giro di tutto lo stadio assieme ai figli Ronald ed Alexandre, poi è andato in mezzo al campo e ha ringraziato tutti i presenti per essere venuti. Cerimonia semplice, forse eccessivamente semplice data l’occasione. "Scusatemi se non ce l’ho fatta a mettere dentro quella palla, a volte succede. Se avessi segnato sarebbe stata sola una piccola ricompensa per quello che tutti voi avete fatto per me in tutti questi anni. Avete riso quando ridevo, pianto quando piangevo, siete stati sempre vicini a me, voglio restituirvi tutto l’amore che mi avete dato durante la mia carriera". Applausi, saluti, forse anche una mezza lacrima trattenuta a stento. Poi si è infilato di nuovo nel tunnel che porta agli spogliatoi, ha salutato tutti i compagni di squadra ed è uscito di scena. Per tornare ad essere un ex calciatore.

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