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30 giugno 2011

Oggi sconosciuti, domani chissà. L'altra faccia della Copa

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Messi, Tevez, Lavezzi... Ma, tra tanti fenomeni, c'è anche il "normalissimo" Zabaleta

Accanto ai vari Messi, Neymar e Cavani ci sono anche loro: possibili sorprese che sognano di diventare protagonisti del mercato. Nel Cile c'è già il nuovo Sanchez, la Colombia ha un attaccante che sa anche parare. E poi c'è "macarena" Zabaleta. IL VIDEO

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di Vanni Spinella

Ci sono i Messi e i Neymar, i Tevez e i Sanchez. È il bello della Copa America. E poi c’è una schiera di perfetti sconosciuti, o quasi, con piedi brasiliani o tempra argentina, che aspettano soltanto di mettersi in mostra, usando la Copa America come vetrina d’eccezione.
Giocatori che oggi valgono pochi spiccioli e che tra un mese chissà, potrebbero diventare i nuovi nomi caldi del mercato. Abbiamo provato a scovarli prima che sia il campo a dare il suo verdetto. In modo poi da poter dire: “ve l’avevamo detto”.

Cile, c'è già il nuovo Sanchez
Finché Sanchez non era ancora nessuno, veniva accostato a Camoranesi. Adesso, invece, dicono sia il fratellino del Niño Maravilla. Si chiama Carlos Muñoz, e in comune con il suo costosissimo connazionale ha il baricentro basso, l’abilità nell’uno contro uno e il repertorio infinito di finte, doppi passi e chi più ne ha più ne metta.
Classe ’89, può giocare come centrocampista offensivo o fare la seconda punta. Al momento è un punto di forza dei Santiago Wanderers (nella scorsa stagione è stato il capocannoniere del campionato cileno); ad aprile la Lazio aveva mandato Tare a osservarlo, poi la pista si è raffreddata. Chissà che non torni di moda grazie alla Copa America.

Brasile, il Lucas che non ti aspetti

Attenzione a non confonderlo con Lucas Leiva del Liverpool. Ma neanche con Marcelinho Carioca, l’ex bandiera del Corinthians, vero mago delle punizioni. Noto ad inizio carriera proprio con il soprannome di Marcelinho, decise di farsi chiamare Lucas dopo il passaggio al San Paolo, in cui gioca tuttora. Centrocampista offensivo, ha raccolto l’eredità di Hernanes, mettendosi in luce nel corso di questa stagione, tanto da essere inserito nella lista Fifa dei giocatori da tenere sotto osservazione nel 2011. Con la Nazionale giovanile ha incantato al recente Campionato sudamericano Under-20: maglia numero 10 sulle spalle e tripletta in finale all’Uruguay.

Messico, affari di famiglia
Come la Costarica, anche il Messico ha deciso di partecipare alla Copa America inviando in Argentina una selezione di under-22 più qualche “senior”. Tra i giocatori più noti c’è quel Giovani dos Santos, che da anni divide il pubblico: vero genio o solo campione incompiuto? Intanto, con l’ultima prodezza nella finale di Gold Cup tra Messico e Stati Uniti, è aumentato il numero degli iscritti al partito del “vero genio” (vedere per credere). La Copa America potrebbe essere la giusta rampa di lancio, forse l’ultima. E lo sarebbe stata anche per il fratello Jonathan, se non fosse stato per una donna (di facili costumi).

Bolivia, tre in un colpo
Un nome che contiene quello di tre calciatori: Marcelo Moreno Martins. Schierarlo in campo non significa giocare in 13, ma meriterebbe la segnalazione soltanto per questo particolare record. In realtà Mr. “MMM” si è già affermato al di fuori del suo continente, girando per l’Europa: Shakhtar (che lo pagò 9 milioni dal Cruzeiro), Werder Brema (in Bundesliga) e Wigan (in Premier). Prima del ritorno in Ucraina, dove ha vinto supercoppa e campionato nell’ultimo anno. Nel 2008 fu capocannoniere della Libertadores: segno che i gol li sa fare.

Ecuador, non solo Valencia
Due campionati russi, con il Rubin Kazan, una buona propensione al gol (ne ha fatti 25 in 94 partite). Non male per un centrocampista. Ora Noboa cerca di mettersi in mostra anche con la sua Nazionale. Chi segue il calcio sudamericano l’ha già adocchiato nel corso delle qualificazioni al Mondiale 2010: 2 reti, di cui una al Brasile nell’1-1 finale.

Colombia, tanto Villas Boas e poi…
Troppo facile parlare dei ragazzi della scuola di Villas Boas. Di quel Porto fortemente colombiano, due sono stati convocati (Falcao e Freddy Guarin), l'altro no, ma è ancora un ragazzino (James Rodriguez, campione con la Colombia al recente Torneo di Tolone under-20 e miglior giocatore della manifestazione).
E gli altri? Tra gli attaccanti incuriosisce Hugo Rodallega, attaccante in forza al Wigan. Buon fisico, molto rapido nonostante non sia esattamente un “piccoletto”.
Con la maglia della Nazionale detiene il record di reti segnate nelle qualificazioni al mondiale under-20 (11 in 9 partite), ma se serve può giocare anche in porta: lo fece nel corso della Copa America 2007 contro il Venezuela, sostituendo il portiere espulso, dato che la sua squadra aveva esaurito i cambi. Risultato? 1-0 per la Colombia, Rodallega imbattuto.
Un ultimo dettaglio: compirà gli anni il giorno dopo la finale, il 25 luglio. Farà doppia festa?

Uruguay, l'importanza della quantità
Dimenticate la classe di Forlan, Cavani e Suarez. Nell’Uruguay giocano anche centrocampisti allergici al gol, ma tatticamente indispensabili. La Nazionale di Tabarez, ad esempio, non può fare a meno dell’esperienza di Egidio Arevalo Rios. Lo voleva il Cagliari, è finito al Botafogo (convinto dal “Loco” Abreu, suo connazionale). Dopo pochi mesi sembra già pentito della scelta, e avrebbe dichiarato di volersene andare. Uno di quelli a cui piace animare il mercato.

Argentina, c’è anche chi difende
In attacco c’è da farsi venire il mal di testa, specie se li si affronta da difensori. Trovare un nome che non sia già stranoto tra quelli convocati da Batista è un’impresa, così per una volta tesseremo le lodi di un “normalissimo” difensore. Pablo Zabaleta, in difesa, sa fare quasi tutto. Piace alla Juventus, ma al Manchester City gode anche della stima di Mancini.
E dei tifosi: gli stessi inventori del magnifico coro per Balotelli, in suo onore hanno ideato una speciale macarena.

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