Caricamento in corso...
15 luglio 2011

Questo Uruguay non molla mai: lo dicono i gol nel recupero

print-icon
cav

Cavani e Forlan: chiome lunghe e spirito da combattenti. Due veri uruguayani

Altro che "garra" argentina! La nazionale allenata da Tabarez può contare su giocatori che combattono (e segnano) fino all'ultimo respiro. Come testimoniano le reti segnate dopo il 90' nel campionato di Serie A. Una legge che funziona anche in amore

Copa America 2011 - lo Speciale - il Calendario

di Vanni Spinella

Capelli lunghi, sciolti sulle spalle. Il viso scavato, da combattente. A Cavani mancano solo arco e frecce a tracolla per assomigliare in tutto e per tutto a un guerriero indigeno sbucato fuori dalle foreste dell’Amazzonia.
Contro l’Argentina difficilmente sarà in campo; ci sarà comunque con lo spirito, quello del combattente. Lo spirito uruguagio.

Si parla tanto della famosa “garra” argentina: coraggio, rabbia, fierezza. Qualità che finora si sono viste poco, nella nazionale di Batista. E se non emergeranno nello scontro con la Celeste, difficilmente Messi e compagni potranno avere la meglio. Perché se la mettiamo sul piano del carattere, l’Uruguay ha nettamente una marcia in più, e un jolly in suo favore: i minuti di recupero.

Difficile misurare con i numeri il temperamento di una squadra o di un giocatore. Eppure, i gol realizzati allo scadere possono essere un buon indice della voglia di lottare fino all’ultimo respiro, della capacità di non arrendersi mai. Qualità che possono trasformare l’Uruguay da squadra “normale” a temibile, specie nell’extratime.

Prendete il campionato di Serie A che si è appena concluso. In 38 giornate sono state realizzate 37 reti, dopo il 90°. Di queste, 5 portano la firma di giocatori uruguayani. Gol quasi tutti decisivi, pesantissimi. Pensate ad esempio all’1-0 di Cavani contro il Lecce, al minuto 94, al termine di un’azione personale prepotente e rabbiosa, con un tiro dalla distanza che assomigliava tanto a una frecciata.
Oppure il gol di Chevanton al Parma: 1-0 al 92°, quando per tutti era un pareggio già scritto. Persino Ramirez del Bologna, con quella faccia da bravo ragazzo, ha tirato fuori tutto il suo spirito uruguagio siglando il preziosissimo 2-2 contro il Cagliari, quando il 90° era passato già da 4 minuti.
La Roma, invece, ricorda bene la rete del 3-1 di Hernandez all’Olimpico, al 91°: risultato smussato un minuto dopo da Vucinic, ma comunque pesantemente influenzato dalla doppietta del giovane uruguayano (il primo gol l’aveva fatto “solo” all’84°).
Unico non decisivo, Cavani, ancora lui, al Cesena: era il minuto 92 quando fissava il 4-1 per il Napoli alla quinta giornata.

Si potrebbe aggiungere anche Juventus-Lazio, con gol del 2-1 realizzato al 94° da Krasic. Lui non è uruguayano, ma Muslera che era in porta sì. E i tifosi della Lazio quella papera se la ricordano bene… Insomma, fino all’ultimo secondo nel bene e nel male, se c’è di mezzo l’Uruguay.

Ad accrescere il valore di questi numeri ci pensano le proporzioni. Cinque gol su 37 realizzati nel recupero provengono dall’Uruguay. Vi pare poco? Allora sappiate che sono solo 3 quelli degli argentini (Boselli, Gomez, Lavezzi) e appena due portano firme brasiliane (Hernanes al Bologna, Robinho al Chievo, e nessuno dei due decisivo). Aggiungeteci che gli argentini che giocano in Italia sono il doppio degli uruguayani, e che anche la colonia verdeoro è molto più nutrita, e capirete la portata del dato.

Se ancora non vi bastasse, anche la storia recente è in grado di fornire validi esempi di “imprese Celesti" realizzate sul gong, come la mano di Suarez al Mondiale contro il Ghana: decisivo, a modo suo, all’ultimo secondo dell’ultimo minuto dei supplementari. Perché senza quell’atto di coraggio e generosità con cui si immolò sulla linea di porta, l’Uruguay avrebbe detto addio al Mondiale. Oppure Forlan, che con un gol al minuto 116 regalò all’Atletico Madrid la vittoria dell’Europa League 2010 contro il Fulham.

Naturalmente l’ultimo minuto può dare molto, ma a volte chiede qualcosa in cambio. Lo sa bene proprio Forlan, che all’ultimo minuto è stato mollato sull’altare dalla promessa sposa Zaira Nara. Forlan sconfitto? La fine di un eroe? Neanche per sogno. Perché ai supplementari ha vinto ancora lui (vedere per credere). Merito dello spirito uruguagio, e di una folta chioma bionda.

Spirito uruguagio o garra argentina? Fai il tuo pronostico nel forum

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky