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23 luglio 2011

Perù-Venezuela, solitaria y final...ina. Ma non triste

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I giocatori del Venezuela vogliono conquistare il terzo posto in Copa America (Getty)

Le due rivelazioni della Copa America si giocheranno la "medaglia di bronzo". Se per la "rojiblanca" non è una novità battagliare per il terzo posto, la "vinotinto", comunque vada, è già nella storia e ora cerca il grande risultato

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di Christian Giordano

Triste, solitaria y final...ina. Anacronistica, malinconica. Insomma una fastidiosa seccatura, la partita che vale il terzo posto: nella migliore delle ipotesi un contentino per chi ha giocato poco o niente, nella peggiore un rischio per chi viene da un infortunio e pensa solo alle vacanze. O magari alla nuova squadra. Invece, nella Copa América delle soprese, almeno un motivo per non perdersi, e non perdere, Perù-Venezuela, c'è. E' la Storia, con la maiuscola. Per il Perù non è una novità: la Rojiblanca ha vinto due Copa America, e terza ci è arrivata già 6 volte. Per il Venezuela è invece una prima assoluta: comunque vada al "Ciudad de La Plata", la Vinotinto nella storia c'è già. Mai la Seleccion venezuelana era arrivata fino in fondo. Quattro anni fa, in casa, il sogno si spezzò ai quarti. Stavolta, Farias può spingere la notte un po' più in là... anche se a Baires saranno solo le 16, le 21 italiane.

Da una parte Guerrero e Vargas, graziato dalla disciplinare dopo la gomitata a Coates, e il super collettivo del Mago Markarian; dall'altra la forza di Vizcarrondo e Rondon, la classe di Arango e la spinta di un popolo, che come il presidente Chàvez, si è scoperto tifoso. Sarà anche solitaria y finalina, questo Perù-Venezuela, ma "triste" proprio no.

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