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27 luglio 2011

Copa America dei furti. I ladri protagonisti più dei bomber

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Gli stadi come il Monumental sono stati i teatri delle più spericolate imprese dei ladruncoli

Archiviato il torneo, il quotidiano di Buenos Aires "La Nacion" spiega come i soliti ignoti siano stati i padroni incontrastati degli stadi. Ladri ovunque con un chiaro obiettivo: cronisti e fotografi... In 24 giorni di gare furti ovunque. LE FOTO

Copa America 2011 - lo Speciale

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di EMILIANO GUANELLA
(da Buenos Aires)

La Copa America dei furti”, titola senza troppi giri di parole il quotidiano di Buenos Aires La Nacion. Un lungo articolo che spiega come nel torneo appena concluso in Argentina i ladri sono stati grandi protagonisti, quasi assieme ai giocatori e alle tante sorprese – rivelazioni. Ladri ovunque, non per strada ma dentro gli stadi con un chiaro obbiettivo, i giornalisti, fotografi e cineoperatori accreditati, svaligiati con calibrata perfezione dei loro attrezzi di lavoro.

In 24 giorni di gare i furti si sono ripetuti  un po’ in tutte le sedi e a vari livelli. Con precisione degna delle punizioni di Diego Forlan hanno sottratto borse e telecamere dalle mix zone, le aree dello stadio ristrette agli addetti a lavori dove passano i giocatori che escono dagli spogliatoi, ma anche nei parcheggi, nelle sale stampa, nelle tribune e nelle cabine di trasmissione. La sicurezza del torneo è stata molto meno ermetica di quella del roccioso Paraguay; nel momento del bisogno nessun Justo Villar si è tuffato per bloccare le azioni dei delinquenti, dei quali è stata vittima per due volte anche una troupe di Sky Sport.

Non si è trattato di semplici ladruncoli, ma di veri e propri professionisti, entrati con accrediti stampa per poter circolare liberamente, studiare i luoghi dei delitti e agire con una rapidità e un’efficacia strepitosa. Già nella prima fase della Copa sono apparse le prime denuncie; inviati di giornali, radio e televisioni brasiliani, colombiani, boliviani, peruviani hanno subito i furti. Dopo la partita persa ai rigori dell’Argentina contro l’Uruguay sono “caduti” anche giornalisti argentini, impegnati a riprendere le impressioni a caldo della deludente selección di Messi e compagni.

Il vero colpo maestro, però, è stato alla finale disputata allo stadio Monumental di Buenos Aires. L’arena più importante del futbol argentino era stata a rischio di chiusura  per i violenti incidenti capitati a fine maggio a causa della retrocessione in serie B del River Plate, con i barrabravas, gli ultras organizzati, che hanno distrutto di tutto. Ragioni di convenienza politica ma anche economica, è lo stadio con più capienza dell’Argentina e i biglietti per la finale erano stati già venduti tutti, hanno spinto gli organizzatori a confermare la sede, che si è dimostrato un colabrodo in termini di sicurezza. Particolarmente colpiti, questa volta, i fotografi a bordo campo, che caricano a tracolla attrezzature che valgono diverse migliaia di euro, fra lenti e macchine fotografiche.

Secondo La Nacion una dozzina di reporteros graficos sono stati scippati. Hernan España, del Diario Popular è uno di loro. “Quando la nazionale dell’Uruguay è uscita di nuovo in campo per fare il giro del campo con la coppa in mano li abbiamo seguiti in massa. Nella confusione dei festeggiamenti qualcuno ha messo la mano nella mia borsa e mi ha portato via due lenti e diversi filtri. Sono andato subito da un collega dell’agenzia di stampa spagnola e anche lui era successo esattamente lo stesso”.

Ancora più studiata la manovra di cui è stata vittima Mauro Alfieri, fotografo de La Nacion. “Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio adibito davanti allo stadio. Quando abbiamo finito il nostro lavoro abbiamo caricato tutte le borse in macchina e siamo usciti per tornare in redazione. Di fronte allo stadio una macchina ci è venuta addosso quasi tamponandomi, sono scesi due ragazzi per controllare che cosa era successo e poi sono ripartiti subito. Quando siamo ripartiti ci siamo resi conto che la gomma posteriore destra era stata bucata. Siamo scesi dall’auto per cambiarla, un ragazzo è venuto a parlarci per distrarci. Solo una volta arrivati al giornale ci siamo resi conto che ci avevamo rubato tutto”.

L’associazione della stampa argentina ha emesso un comunicato condannando i fatti. “I furti sono successi ovunque, in diverse parti dello stadio. L’organizzazione della Copa America deve rispondere per quanto è successo, perché da loro dipendeva la sicurezza del torneo”. Non hanno ricevuto, finora, nessuna risposta. Paradossalmente, il giorno dopo la finale il ministro dello sport argentino Claudio Morresi ha presentato a Joseph Blatter una prima bozza di proposta per la candidatura unita di Argentina e Uruguay per organizzare i mondiali del 2030, quando si compirà un secolo dal primo campionato realizzato a Montevideo. Manca ancora molto tempo, ma le premesse, sulla sponda argentina del Rio della Plata non sono state certo le migliori.

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