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12 agosto 2011

"Scudetti" d'Europa: il Bayern non fallirà, il PSG rischia

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Il Bayern Monaco ha perso la partita d'esordio in casa contro il Borussia Moenchengladbach. Ma la storia dice che a fine anno solleverà il Meisterschale

Se i bavaresi non sollevano il Meisterschale, state certi che vincono il titolo la stagione dopo. In Francia è lotta aperta e gli sceicchi dovranno sudare parecchio. Premier: sapete quanti anni aveva Ferguson l'ultima volta che il City gli arrivò davanti?

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di Vanni Spinella

In attesa che parta anche la nostra Serie A, facciamo il punto sui principali campionati esteri. Tra curiosità, numeri e statistiche, ecco come andrà a finire nel resto d'Europa.

Germania
C’è una legge che regola la Bundesliga da 10 anni a questa parte. Se il Bayern Monaco, a fine stagione, non solleva il Meisterschale, state certi che lo farà l’anno dopo. “Auguri, Borussia”, verrebbe da dire ai campioni in carica, dominatori dell’ultimo campionato.
Anche perché il Bayern è abituato a recitare la parte del leone: 3 titoli negli ultimi 6 anni (un anno sì, uno no), 9 negli ultimi 15.
Dal 2000 ad oggi solo 4 squadre si sono permesse di ritagliarsi il loro momento di gloria (il Borussia Dortmund nel 2002, oltre all’ultimo titolo del 2011, il Werder Brema nel 2004, lo Stoccarda nel 2007, il Wolfsburg nel 2009) e in tutti i casi, come detto, l’anno dopo il Bayern è tornato a ruggire.
La specialità della casa non sono certo i capocannonieri. Gli ultimi 20 anni di Bundes, nonostante l’assoluto dominio bavarese, hanno visto in cima alla classifica dei marcatori solo 3 giocatori del Bayern: Giovane Elber nel 2003, Luca Toni nel 2008, Mario Gomez nel 2011. Si ricomincia dal ko alla prima giornata, ma sai che handicap per Robben e compagni…

Francia
Anche in Ligue1 la favorita (almeno dopo i botti di mercato) è caduta alla prima giornata. Il PSG cerca di riportare nella capitale un titolo che manca dal 1994. Dopo il dominio incontrastato del Lione (campione per 7 volte consecutive dal 2002 al 2008), si sono date il cambio Bordeaux, Marsiglia e Lilla, segno che il campionato è avvincente e combattuto.
Sembra di essere tornati alla seconda metà degli Anni ’90 quando, chiuso il ciclo OM con la condanna di Tapie, ogni anno trionfava una squadra diversa e in 8 campionati si avvicendarono addirittura in 6, in testa alla classifica (solo Nantes e Monaco fecero doppietta).
Con Menez e Pastore il PSG non si può nascondere, ma in Francia non è mai detta l’ultima parola.

Spagna
Real o Barça? Anche per la stagione che partirà (se partirà, dato lo sciopero ventilato) nulla sembra cambiato. Sarà lotta a due, e resta solo da decidere quale sarà la rivelazione che si aggiudicherà il primo posto del campionato a parte per cui concorrono tutte le altre. Valencia e Siviglia sono state le belle sorprese delle ultime stagioni, ma anche il Villarreal ha detto la sua in passato.
Per il titolo, il Barcellona parte avvantaggiato forte di un sistema ormai collaudato che ha fruttato gli ultimi 3 titoli, sempre davanti agli acerrimi nemici del Real Madrid.
Contando l’ultimo decennio fanno 5 per i blaugrana e 3 per i blancos, ma volendo allargare l’albo d’oro, la situazione non cambia. Anzi, il bipolarismo si amplifica: degli ultimi 27 titoli, 23 se li sono spartiti Barça e Real (12 a 11 per i catalani). Solo le briciole per Valencia, Deportivo e Atletico Madrid. Perché mai dovrebbe cambiare proprio quest’anno?

Inghilterra
Situazione simile in Premier: una regina incontrastata (il Manchester United, 9 titoli in 15 anni e una certezza: se arrivava secondo, vinceva l’anno dopo), con il Chelsea che ultimamente ha preso il posto dell’Arsenal, vestendo i panni del guastafeste (3 titoli per i Blues negli ultimi 7 anni, e altrettanto avevano fatto i Gunners nei 7 anni precedenti, lasciando sempre gli altri 4 titoli a Sir Alex).
United e Chelsea, dal 2004, figurano entrambe sempre tra le prime 3 classificate. Ancora più impressionante la continuità dei Red Devils: per ritrovarli fuori dal terzetto finale al termine della stagione, bisogna risalire addirittura al 1991. Sir Alex Ferguson aveva 50 anni. A centrocampo c’era Paul Ince e dalle giovanili usciva un diciottenne di talento di nome Ryan Giggs.
Fu anche l’ultima volta in cui i cugini del City gli arrivarono davanti in classifica (quinti, con lo United sesto). Nonostante la prima grande sfida stagionale abbia confermato le gerarchie dell’ultimo campionato, Mancini vorrebbe ristabilire quelle di 20 anni fa.

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