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22 agosto 2011

Liga, in Spagna si sciopera anche nella seconda giornata

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La smorfia di disappunto di Iker Casillas, portiere del Real madrid

Niente campionato nel prossimo fine settimana. Dopo la cancellazione della prima giornata di calendario, prevista nel weekend appena trascorso, non si disputerà infatti neanche il secondo turno. "Le due parti restano molto distanti da un'intesa"

FOTO: Real Madrid-Barcellona, la partita che da sempre divide la Spagna - L'Album Mourinho: una vita (esagerata) da Special One

Niente campionato di calcio in Spagna anche nel prossimo fine settimana. Dopo la cancellazione della prima giornata di calendario, prevista per il fine settimana appena trascorso, non si disputerà infatti neanche il secondo turno, atteso per il prossimo week-end a causa del mancato accordo tra la lega calcio spagnola e l'associazione dei calciatori professionisti.

"Lo sciopero continuerà anche per la seconda giornata di campionato", ha detto Luis Gil, portavoce della Afe, l'associazione dei calciatori professionisti spagnola. "Le due parti restano molto distanti da un'intesa - ha aggiunto Gil - ma stiamo continuando a lavorare per trovare un possibile accordo". Dal canto suo, il vice presidente della Lega calcio spagnola, Francisco Catalan, ha detto che "spera che qualcosa di buono possa emergere dall'incontro odierno". Era da 27 anni che in Spagna l'avvio dei campionati di calcio di prima e seconda divisione non subiva un rinvio.

"Mi piacerebbe poter essere ottimista, ma non lo sono" ha detto Luis Gil. "Capisco che la gente voglia veder giocare. Io pure. Ma dobbiamo pensare ai giocatori che non sono pagati e che continuano a non vedere garantiti i loro contratti". Domani ci sarà una nuova riunione. "Cercheremo di progredire a piccoli passi " ha detto il presidente Lfp, José Luis Astiazaran, per tentare "di trovare dei compromessi" e di "porre fine allo sciopero". I calciatori spagnoli chiedono il pagamento immediato degli stipendi arretrati, circa 50 milioni di euro. Secondo l'Afe oggi 200 calciatori lavorano senza ricevere uno stipendio alla fine del mese fra prima e seconda divisione.

La Lfp ha proposto finora un fondo di garanzia di 10 milioni di euro a stagione per coprire i mancati pagamenti dei club, una somma ritenuta insufficiente dal sindacato dei calciatori. Ma i 50 milioni dovuti ai giocatori sono solo la punta dell' iceberg del colossale indebitamento dei club spagnoli stimato in circa 3,5 miliardi di euro. "Dietro a Messi e Ronaldo, e ai due club più ricchi d'Europa, Barcellona e  Real Madrid, scrive El Pais, si nasconde una voragine economica che minaccia di divorare buona parte dei club di Prima e Seconda Divisione", e che ha portato al primo sciopero dei calciatori dal 1984, avverte il principale giornale generalista spagnolo.

Una situazione resa ancora più esplosiva dalla legislazione spagnola, che consente ai club più indebitati di fare ricorso alla 'Ley concursal' che li protegge dai creditori, dipendenti compresi, senza che nei loro confronti siano prese sanzioni sul piano sportivo. Dal 2002, 22 club vi hanno fatto ricorso. El Pais rileva che negli altri grandi campionati europei le cose sono diverse e i club in rosso profondo non possono continuare a giocare come se niente fosse. In Italia un club che non abbia dimostrato entro giugno di avere pagato gli stipendi fino ad aprile  non può iscriversi al campionato seguente e nella ricca Inghilterra dei diritti televisivi stellari i club insolventi vengono puniti con nove punti di penalizzazione, come è successo al Porthsmouth nel 2010.

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