02 novembre 2011

Euro 2012: la biometria svelerà i segreti dei tifosi

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Getty Images

Cosa passa per la testa di un tifoso mentre ammira la squadra del cuore? Nel corso dei campionati europei 2012 una grande ricerca monitorerà le onde celebrali di chi sta seguendo la sua nazionale per tracciare l'identikit dei diversi paesi

di Eva Perasso

Davvero i tifosi spagnoli sono solari, ottimisti e sempre pronti a incoraggiare? Siamo proprio sicuri che i tedeschi abbiano una flemma zen, o che semplicemente non siano solo bravi a nascondere la rabbia? E scozzesi e inglesi, quando sono fuori casa, sono sempre rissaioli e portati agli eccessi come li dipingono le cronache sportive? Cosa sarà passato invece per la testa degli italiani nella semifinale contro la Spagna del 2008, quando quella maledetta rete di Fabregas ai rigori chiuse i giochi degli europei?

Una ricerca unica nel suo genere si è data l’obiettivo di svelare questi e altri misteri e scoprire, su base scientifica, cosa passa per la testa di chi tifa per la sua nazionale nel momento in cui sta guardando i giocatori in campo, allo stadio a davanti alla tv dei casa. Ha scelto di farlo proprio durante il campionato calcistico europeo Uefa, Euro 2012, il prossimo giugno in Polonia e Ucraina, misurando grazie alla tecnologia biometrica la frequenza delle onde cerebrali dei supporter, dando ai risultati dei valori e delle etichette, che permetteranno infine di catalogare i comportamenti dei gruppi osservati, nazione per nazione, tifoso per tifoso.

Per farlo, la Sharp (azienda sponsor di Euro 2012 e ideatrice del progetto Fan Labs) metterà a disposizione due pullman, veri motorhome arredati come un cinema, con poltroncine e megaschermi su cui vedere i match. Questi mezzi speciali si aggireranno fuori dai campi da calcio di Euro 2012, pronti a raccogliere i volontari delle nazionalità contendenti. A differenza di un cinema privato però, al loro interno lo schermo sarà doppio e avrà due ambienti separati, in cui come davanti a uno specchio siederanno 16 tifosi delle due squadre che si fronteggeranno in campo. Metà da un lato e metà dall’altro, per permettere ai partecipanti di condividere con i compagni ed esprimere liberamente gioia, giubilo, ma anche ansia, rabbia e aggressività. Ogni tifoso poi indosserà cuffie speciali, i cui elettrodi registreranno le onde cerebrali in ogni momento dei novanta minuti di gioco, oltre a monitorarne urla, intensità della voce, movimenti inconsulti. E da queste registrazioni si giungerà alle conclusioni finali.

Un vero e proprio studio sui comportamenti dei tifosi nazione per nazione, che ne delineerà un profilo basato sul coinvolgimento (in che modo, attivamente, i tifosi mostrano l’attaccamento alla loro squadra del cuore?) e sull’ottimismo (in che modo cambia la fiducia riposta nella nazionale a seconda dell’andamento delle partite?). Per arrivare a trovare il fan più ottimista, e il più fiducioso, a ogni singolo spettatore verranno misurati livello di attenzione, stress, rilassamento ed eccitazione.

A sorpresa, peraltro, nel test svolto lo scorso 11 ottobre in occasione della partita di qualificazione tra Spagna e Scozia, i ricercatori hanno notato come non esista un picco di ansia o di preoccupazione nella testa del tifoso: l’attenzione resta costante per tutto il match, sia nelle azioni decisive che nei rimpalli a centro campo, davanti a un rigore come durante le avanzate sulle fasce. E anche dietro a gridi entusiastici, o a boati per le azioni perse, il mood di fondo può non cambiare: il tifoso che gioisce per l’impegno del calciatore in campo, se era preoccupato o poco fiducioso verso la squadra, resta tale anche durante la bella azione. Parola di biometria.

È per questo che i ricercatori cooptati per l’esperimento giurano che se ne vedranno delle belle: gli stereotipi più radicati sulle tifoserie mondiali rischiano di venire sbugiardati dalla scienza. E anche le nazioni più fedeli alla squadra e al di sopra di ogni sospetto potrebbero scendere in classifica. Per l’impegno tecnologico, al momento alla compagine italiana non è andata benissimo: quando la scorsa estate fu lanciato dagli organizzatori delle Olimpiadi londinesi del 2012 una gara su Twitter per scoprire la tifoseria nazionale più attaccata alla bandiera a partire dal numero di tweet pubblicati, l’Italia si classificò solo 27esima. Questa volta forse potrebbe andare meglio.

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