03 novembre 2011

Ibra avvelenato con Pep Guardiola: "Ma vattene affan..."

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Un'anticipazione dell'autobiografia dello svedese rende pubblici i suoi diverbi con Guardiola: "Non voleva nemmeno che andassimo agli allenamenti con macchine di lusso". Zlatan svela poi il retroscena del passaggio al Milan. GUARDA IL VIDEO

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Scoppia la rivolta nei siti sportivi catalani contro Zlatan Ibrahimovic, dopo che da Stoccolma sono giunte anticipazioni del libro autobiografico nel quale lo svedese parla fra l'altro della sua breve tappa blaugrana e racconta di avere pesantemente insultato Pep Guardiola.

L'episodio più brutto - secondo quanto riferisce il quotidiano Aftonbladet, che pubblica estratti del libro - si è verificato dopo una partita di Liga fra Villarreal e Barcellona, nella quale Ibra partì in panchina e giocò solo 5 minuti. I blaugrana erano stati eliminati da poco in Champions dal'Inter di Mourinho. Lo svedese racconta nel libro di avere affrontato Guardiola in una sala semideserta degli spogliatoi. "Gli ho gridato, non hai le palle! E sicuramente cose anche peggiori", come "te la fai addosso con Mourinho" o "vai all'inferno" (in una versione molto meno oxfordiana: vete a tomar por el culo), racconta sempre lo svedese ora del Milan. Ibrahimovic aggiunge  di avere perso il controllo e di avere colpito con un pugno una struttura metallica facendola cadere a terra. "Ero veramente infuriato, e Guardiola mi guardava negli occhi". "Fossi stato in lui, avrei avuto paura".

Secondo il milanista, che nella stagione con il Barca non ha mai brillato, le cose avrebbero cominciato a andare male quando il tecnico ha deciso di spostare Lionel Messi dalla fascia destra alla posizione di falso centravanti, riducendo il suo ruolo. Ibrahimovic nel libro se la prende anche con le direttive di Guardiola, che vieta ai giocatori di arrivare agli allenamenti in auto di lusso: "Dovete tenere i piedi per terra, qui non entrano Porsche e Ferrari" diceva Pep. Ibra così, per provocare, arrivò un giorno al Camp Nou in Ferrari. A suo avviso, i giocatori del Barcellona invece si comporterebbero come tanti "ragazzi a scuola", obbedendo alle direttive del tecnico.

"In Italia non è così", afferma lo svedese, che già più volte se l'è presa con Guardiola. Il tecnico catalano non gli ha mai risposto per le rime. I tifosi invece rispondono. I siti dei giornali catalani sono un fiume in piena. "Questo ragazzo ha un attacco di gelosia e di invidia per non essere stato all' altezza della migliore squadra del mondo", scrive su Sport online 'David'. "Come persona Zlatan sei spazzatura, come giocatore è maleducato, prepontente e sopravvalutato", tuona Gabriel. "E' il tipico nuovo ricco prepotente", dice Pancho. "Uno dei peggiori acquisti della storia del Barça", secondo Alkazoo. "Questo signore confonde i valori: per lui un valore è una Ferrari, mentre fiducia, umiltà, integrità, lavoro in squadra, lui li chiama 'filosofia"', spiega su Mundo Deportivo online Joan Manel. Fortunatamente il prossimo incontro di Champions fra Milan e Barcellona, fra due settimane, sarà a San Siro, non al Camp Nou.

Il passaggio dal Barcellona al Milan è un altro dei passi interessanti del libro. Per approdare in rossonero, per soli 25 milioni, Ibra racconta come di fronte a un accordo (fasullo) trovato da Rajola con il Real Madrid e palesato ai dirigenti catalani, i blaugrana, intimoriti dalla possibilità che lo svedese potesse contribuire ai trionfi di Mou con i blancos, decisero di cederlo al Milan, unica società con la quale in realtà esisteva un accordo.

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