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11 novembre 2011

Piedi buoni, cervello fino: il Barça li sceglie con il "PAD"

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"Gioca veloce, corri veloce, pensa veloce". L'insegnamento di Helenio Herrera è diventato un criterio di scelta adottato per selezionare i nuovi fenomeni del Barcellona

TALENTI/2. Vincono e divertono, fin da piccoli: merito delle doti tecniche affinate nella “cantera”, ma anche di un particolare protocollo psicologico che punta a crescere piccoli fenomeni di reattività. E' la nuova frontiera della selezione

L'INCHIESTA/1: Arsenal, a lezione da chi alleva i campioni

di Vanni Spinella

Lo chiamano PAD, senza nessuna “i” davanti, ma al Barcellona fa più tendenza di qualsiasi gioiello tecnologico. Acronimo di “Percezione, Analisi, Decisione” è, semplicemente, lo schema mentale che gli istruttori della “cantera” inculcano nelle spugnose menti dei loro piccoli fenomeni.
Tre passi che rappresentano un indice utilizzato dagli allenatori per valutare la maturità dei loro giocatori. E la cosa fa ancora più sensazione, se si pensa che si tratta di un indice cognitivo.
La testa prima delle gambe, dei piedi, della tecnica. Perché è la mente che governa il nostro corpo. Tutti lo dicono e tutti lo sanno, ma solo al Barça lo fanno veramente.

L’idea, in sé, non ha nulla di eccezionale.
Percezione-analisi-decisione è il processo che il nostro cervello effettua di fronte a qualsiasi input, in ogni momento della giornata: quando attraversiamo la strada, quando leggiamo il menù al ristorante, quando indossiamo un maglione perché sentiamo freddo. Attraverso i sensi percepiamo il mondo esterno, una volta in possesso dei dati li analizziamo e, infine, reagiamo nel modo che ci sembra più sensato. Quella è la nostra decisione.
Applicando il “PAD” al calcio, la decisione può essere un assist piuttosto che un tiro in porta, tentare un dribbling o passare il pallone. Scelte che, se prese in maniera corretta, fanno la differenza tra grandi giocatori (quelli che fanno sempre la cosa giusta al momento giusto) e giocatori normali. E che se prese in maniera corretta a velocità super fanno fare l'ulteriore salto di qualità.

La vera novità introdotta dagli scienziati del Barça sta nella presunta allenabilità del processo decisionale. I ragazzini, insomma, possono essere addestrati a prendere sagge decisioni in tempi rapidissimi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: si chiamano Iniesta, Messi, Fabregas, Xavi... Tutti cervelloni che, come già il mago Herrera insegnava ai suoi giocatori, giocano veloce, corrono veloce ma, soprattutto, pensano veloce.

Quello che sembra un laboratorio per topolini addestrati a rispondere bene è in realtà tutto gioco con il pallone perennemente tra i piedi, come spiega Isaac Oriol Guerrero, coordinatore della “Escuela de futbol” del Barcellona, nel corso dei clinic che tiene in tutto il mondo per spiegare i segreti della cantera.
In Italia, di recente, ha fatto tappa al Padova e al SandonàJesolo, oltre a tenere una lezione allo stage nazionale Aiac (l’associazione italiana allenatori). Lo si vede spesso al fianco di Albert Benaiges, il talent scout di Messi, Iniesta, Pedro e Bojan: l’uomo che su 1500 bambini che ogni anno bussano alle porte della cantera per essere visionati, ne sceglie 300.
Di quei trecento, in pochissimi arriveranno in prima squadra. I più veloci, anche di testa: è la nuova frontiera della selezione naturale.

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