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24 novembre 2011

Da Special Two a bidone? Villas Boas a rischio esonero

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Già al capolinea l'avventura di Villas Boas al Chelsea?

Per i tabloid inglesi il collo dell'allenatore portoghese sarebbe già sul ceppo. Abramovich non ha digerito i derby persi in Premier e l'ultima sconfitta contro il Liverpool: il passo falso in Champions può costar caro. E l'Inter è da sempre alla finestra

Special Two o bidone? I paragoni tra José Mourinho ed il suo delfino André Villas Boas, a Stamford Bridge, si sono esauriti nelle celebrazioni al suo arrivo e in qualche sfuriata dell'allenatore portoghese contro gli arbitri (l'ultima, nei confronti di Chris Foy dopo il derby perso contro il QPR, gli è costata anche una diffida e 14mila euro di multa). Da settimane da Londra raccontano di un Abramovich sul punto di liberarsi dopo appena 5 mesi di idillio dell'allenatore che nei suoi piani avrebbe dovuto riempire il vuoto lasciato nel cuore dei tifosi proprio da Mourinho. L'ultima sconfitta, patita in Champions League ai danni dei tedeschi del Leverkusen, ha scatenato la fantasia macabra dei tabloid inglesi, Sun in testa, che vedono il suo collo già appoggiato sul ceppo.

La posizione di Villas Boas e del suo Chelsea, in effetti, non è tra le più invidiate oltremanica: quarti in Premier a -12 dalla capolista Manchester City, distacco frutto di 4 sconfitte in 12 partite, e a rischio anche in Champions League. Probabilmente per le sorti dell'allenatore arrivato in estate dal Porto per 15 milioni di euro, qualcosa in più di Raul Meireles del Liverpool, sarà decisiva l'ultima sfida europea contro il Valencia. Gli spagnoli proveranno a strappare il passaggio del turno proprio ai Blues a Stamford Bridge potendo contare anche su un pareggio con gol per avvantaggiarsi negli scontri diretti.

La pazienza del miliardario russo pare dunque terminata, ma Abramovich dovrà fare i conti anche con la buonuscita del suo ormai ex pupillo: dopo aver speso 15 milioni per affidargli il suo giocattolo, Roman dovrebbe spenderne altri 23, euro più euro meno, per riaverlo indietro dalle mani del portoghese. A Villas Boas mancano infatti due anni e mezzo alla scadenza del contratto siglato a giugno, che non rappresentano comunque una garanzia: tra tutti gli allenatori che si sono accomodati sulla panchina del Chelsea nell'era Abramovich, solamente Guus Hiddink ha portato a termine il proprio incarico fino alla scadenza del contratto, mentre hanno salutato anzitempo Ranieri e Grant, Scolari e Ancelotti, e ovviamente Mourinho.

Già, Mourinho. L'erede designato ne ha ripercorso quasi fedelmente le tappe della carriera. Mancano all'appello (oltre a qualche titulo) l'esonero dalla panchina dei londinesi e l'approdo con i gradi di salvatore della patria a Milano, sponda Inter. Moratti ci ha pensato seriamente in estate, ma la clausola rescissoria imposta dal Porto ha fatto saltare l'affare. E se ci avesse involontariamente pensato il vulcanico Abramovich, ad aggirare l'ostacolo per l'Inter? Mourinho ad Appiano è il passato, mentre nella testa di Moratti e Branca il futuro sono Guardiola o Villas Boas. Ranieri, che gode di molta stima, è comunque di fatto una seconda scelta dopo il fallimento di Gasperini, e se si presentasse l'occasione di portare lo Special Two a Milano, in Corso Vittorio Emanuele II non ci penserebbero troppo su.
M.V.

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