24 novembre 2011

Da Liverpool al San Paolo, quando un coro incendia i cuori

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"Non camminerete mai soli". Un inno diventato un simbolo immortale

L'inno "You'll never walk alone" è un classico mondiale da brividi. Come "O surdato 'nammurato". O "We are the Champions". Ecco perchè la musica negli stadi vive, evolve, sino a imprimersi nelle viscere di intere schiere di tifosi. GUARDA TUTTI I VIDEO

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Salieri, su Mozart, disse: "Sposta una sola nota e si immiserisce tutto". Sì, la musica è così: un'architettura magica e fragile, un po' come le giocate che danzano sul filo della velocità e della geometria.

Un abito che veste l'anima enfatizzandone le forme, siano esse gioia o tristezza. Ecco perchè la musica negli stadi vive, evolve, sino a imprimersi nei cuori di intere schiere di tifosi. Un esempio? Ascoltate questa canzone...

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... l'avete riconosciuta? Forse no. Ma se dagli anni 60 dei Gerry and the Pacemakers ci spostiamo ai 70 dei Pink Floyd diventa molto più chiara.



Sì, è proprio You'll never walk alone, l'inno dei tifosi del Liverpool. Negli stessi anni, in Italia, Massimo Ranieri registra questo classico napoletano.



Beh, questa cantata allo stadio San Paolo, da tutto lo stadio San Paolo, è decisamente più riconoscibile, no?



Ma cos'hanno in comune You'll never walk alone e O'surdato nnammurato? Apparentemente niente: da Liverpool a Napoli, da un coro cantato a prescindere, per appartenenza, a un canto di gioia che colora le vittorie. Eppure per intensità, amore, identificazione sono molto simili. Entrambi risalgono ai primi del '900, entrambi descrivono storie tragiche legate alla morte, entrambi sublimano il dramma nella vita e si trasformano in speranza. E la suggestione che regalano quando inondano le tribune è figlia della stessa passione: quella per una maglia, una città.

Ma la musica è anche capace di cancellare i confini e raccogliere tutti intorno alle stesse emozioni. Succede grazie ai giganti, quelli che sanno muovere le corde più profonde muovendo le lacrime e accarezzando la pelle con dolci brividi. Un X factor che diventa fattore Q, come Queen. Una voce che diventa frammento di cielo, come quella di Freddy Mercury. Una voce che 20 anni fa si spegneva lasciandoci una luce che non tramonterà mai. E una canzone che i tifosi cantano a turno, ma che tutti amano...

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