22 dicembre 2011

Qatar 2022: a Doha è già febbre mondiale 10 anni prima

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Una bottega nel Souq Waqif di Doha

Dai souvenir con la Coppa del Mondo nel suq, alla sospetta corruzione dietro l’assegnazione della Fifa. Viaggio nella penisola che ospiterà la più importante competizione calcistica: è la prima volta di un Paese arabo. GUARDA LE FOTO

FOTO: Ecco come il Qatar si prepara all'appuntamento - Il sorteggio dei Mondiali 2018 e 2022 - La prima volta di un Mondiale in Medioriente

di Alberto Giuffrè

Come i narghilè e le statuette a forma di cammello. Come le t-shirt e le chincaglierie che farebbero la gioia dei cultori del kitsch. Insomma, come un qualsiasi souvenir, la coppa del Mondo di calcio si è fatta largo sui banconi del Souq Waqif di Doha. Riproduzioni fedeli, in plastica, accompagnate dal marchio "made in China". Ci sono tutte le misure, dalla miniatura al formato maxi: dopo una buona trattativa, il modello a grandezza reale, si potrebbe portare a casa con 50 Rial qatariani (circa 10 euro). Tutto normale, se non fosse che la coppa del Mondo – quella vera – arriverà in Qatar solo tra undici anni, quando per la prima volta un Paese arabo ospiterà i mondiali di calcio (GUARDA LE FOTO).

Si potrebbe dire che la febbre per l'appuntamento del 2022 sta salendo in fretta. Ma in un Paese in cui a luglio si sfiorano i 50 gradi, forse è meglio non parlare di temperature. Così come è meglio non fare domande sul sospetto che l'assegnazione dell'evento sia scaturita da episodi di corruzione: davanti all'argomento l'inglese dei venditori del suq arranca improvvisamente. E sfocia in un sorriso.

S.SIRO, VENEZIA E IL CENTRO COMMERCIALE -
Sull'appuntamento del 2022 ci sono tante certezze. Il numero degli stadi, ad esempio: saranno undici, di cui nove completamente nuovi (FOTO). Impianti climatizzati che, cifre alla mano, potrebbero contenere in tutto circa un terzo della popolazione del Qatar: un milione e 400 mila abitanti dislocati su una superficie grande quasi quanto la Campania. Rimane l'incognita sul periodo in cui si giocheranno le partite. Toccherà al sovrano assoluto – l'emiro – decidere se far rispettare la tradizione estiva o spostare tutto ai mesi invernali.

Un'altra certezza è il suq, una delle zone più vivaci di Doha. E' qui che si riverserà buona parte dei visitatori attesa per l'evento. Ed è qui che per il momento, la sera, si sfoga la passione per il calcio. Nei ristoranti dove cittadini e turisti occidentali si mescolano davanti ai maxi schermi che trasmettono le partite dei tornei stranieri. Ma dalle terrazze dei locali, quando la voce del telecronista diffusa dagli altoparlanti si spegne, si sente solo un rumore in sottofondo: quello dei cantieri, aperti 24 ore su 24, che a tempo di record contribuiscono a cambiare lo skyline cittadino.

Di giorno invce la vita si sposta dentro ai centri commerciali. In uno, in particolare, i rimandi all'Italia non vanno troppo per il sottile. Si chiama "Villaggio" e si trova di fronte alla Sport City, lontano dal centro. Ad accogliere i visitatori, all'esterno, c'è una struttura che in scala ridotta ricorda lo stadio di San Siro (guarda la foto). Da Milano si passa subito a Venezia: l'ingresso si presenta subito con un lungo canale. Basta accettare l'invito del gondoliere filippino per attraversarlo. Il paesaggio ai bordi del corso d'acqua, neanche a dirlo, è composto soprattutto dai negozi delle grandi marche italiane.

O COME OMOSESSUALITÀ, I COME ISRAELE -
Nel 2006 in Germania ad accogliere i calciatori non c'erano solo i tifosi. Le cronache di cinque anni fa raccontano di un boom dei bordelli. E in Qatar? In un Paese in cui i bar non vendono alcolici, le donne vanno in giro con il velo e l'omosessualità è illegale c'è chi guarda con preoccupazione al 2022. Non aiuta l'atteggiamento di Joseph Blatter, il presidente della Fifa, che ha invitato i gay che andranno in Qatar per i mondiali all'astinenza sessuale. Segnali di apertura sono arrivati invece nei confronti di Israele. Il Qatar non riconosce ufficialmente Gerusalemme ma ha annunciato che non ostacolerà la partecipazione della nazionale israeliana ai mondiali.

Questioni delicate, certo. Ma a provocare più di un alzata di sopracciglio in giro per il mondo c'è un altro problema: alcuni membri della Fifa hanno richiesto di riconsiderare l'assegnazione dei Mondiali in seguito al caso di corruzione che ha scosso la Federazione internazionale negli ultimi mesi. Mohamed bin Hammam, presidente qatariota dell'Asian Football Confederation, è stato infatti radiato dalla Fifa con l'accusa di aver corrotto membri della Caribbean Football Union perché votassero in favore dell'assegnazione della manifestazione all'emirato.

UN PAESE "SPORTIVO" -
Piccoli incidenti di percorso che non ostacolano la marcia del Qatar verso il 2022. Il Paese si prepara all'appuntamento facendo anche shopping di club in Europa. In Spagna, dove nel 2010 il Malaga è passato sotto il pieno controllo dello sceicco Abdallah Ben Nasser Al-Thani. E in Francia, dove il Qatari investment authority, fondo sovrano del Paese, è diventato l'azionista di maggioranza del Paris Saint-Germain. Sul Golfo però non si vive di solo calcio. Da diverse stagioni gli appassionati di motociclismo si ritrovano una volta all'anno nel circuito di Doha. Qualcosa di simile potrebbe accadere al ciclismo, con le trattative in corso per organizzare nel deserto una delle tappe del Tour De France. Prima però c'è da risolvere un dubbio: presentare o no anche la candidatura per le Olimpiadi del 2020? Il Comitato olimpico nazionale scioglierà presto la riserva. E nel suq, c'è da scommeterci, la "bacheca" dei trofei da vendere ai turisti è già pronta per essere aggiornata.

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