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10 gennaio 2012

Scholes e Henry, il ritorno: i campioni non scadono mai

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Sembrava impossibile e invece il prossimo 22 gennaio Scholes e Henry (nella foto) si sfideranno di nuovo, con le maglie dello United e dell'Arsenal. Come ai vecchi tempi

In due giorni, la FA Cup ha regalato al calcio inglese due rientri eccellenti: prima quello del centrocampista del Manchester, che si era ritirato lo scorso maggio. Poi quello dell'attaccante dell'Arsenal, subito decisivo contro il Leeds

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di Luciano Cremona

La macchina del tempo. Quante volte abbiamo pensato a questa invenzione, tanto fantascientifica quanto desiderata. Avanti e indietro nel tempo, a nostro piacere. Ok, nessuno è ancora riuscito a brevettarla, ma in Inghilterra ci hanno provato. E ci sono riusciti. Domenica nel Manchester United è sceso in campo Paul Scholes. Lunedì sera, nell’Arsenal, ha giocato Thierry Henry: il quale, ovviamente, ha anche segnato il gol della vittoria.

Proprio così. Non siamo negli anni zero, siamo nel 2012. E non c’è nessun caso di omonimia. Paul Scholes è il "Silent Hero" dell’Old Trafford: ha da poco compiuto 37 anni e, a 222 giorni dalla sua ultima partita con la maglia dei Red Devils (la finale di Champions persa con il Barcellona), è sceso di nuovo in campo con Il Manchester. Lo ha fatto in Fa Cup, nel derby con il City vinto 3-2, entrando in campo nella ripresa e regalando di fatto la palla del secondo gol ai citizens. Poco importa. Nessuno sapeva del suo rientro, nemmeno i suoi compagni di squadra, che se lo sono trovati nello spogliatoio poco prima della partita e l’hanno visto indossare la nuova maglia numero 22. 677 partite e 150, 10 Premier League e due Champios evidentemente non avevano placato la sete di calcio del centrocampista inglese. Inutile dire che la reazione, di Ferguson, dei compagni, ma soprattutto dei tifosi è stata di totale devozione. "Si è allenato duramente con le riserve, è venuto da me e gli ho detto 'Ok, sei dei nostri'. Siamo tutti entusiasti del suo ritorno", le parole di Sir Alex.

Chi ha fatto ancora meglio è però Thierry Henry. Che di anni non ne ha ancora 35, ed è di proprietà dei New York Red Bulls. Il suo ritorno a Londra, con la stessa formula con la quale Beckham durante la pausa della Mls andava in prestito al Milan, ha riportato i tifosi dei Gunners nel mondo dei sogni. Un ritorno impensato, reso tremendamente affascinante dal gol segnato dieci minuti dopo essere tornato ad indossare la maglia rossa e bianca. Erano passati 1769 giorni dall’ultima volta che aveva giocato a Londra. In questi due mesi, in cui incontrerà anche il Milan negli ottavi di Champions, Henry proverà a ritoccare il record come miglior goleador della storia dei Gunners (371 partite e 227 reti). E magari a convincere Wenger a tenerlo fino alla fine dell'anno. Stati Uniti permettendo.

L’attaccante francese ha festeggiato il suo ritorno a casa nel tunnel degli spogliatoi con l’amico David Beckham. Su Twitter tanti calciatori hanno commentato l’impresa. Djibril Cissè ha scritto: "Congratulazioni, sei una leggenda". Anche Macheda, Babel e Arshavin ("È stato come in una favola") hanno espresso tutta la loro ammirazione. Ma il tweet più significativo è stato quello di Jack Wilshere, centrocampista dell’Arsenal, classe 1992. Quando Henry segnava valanghe di gol, Jack cresceva nelle giovanili dei Gunners. Lunedì sera si è fatto immortalare negli spogliatoi con Titì. Come un tifoso qualunque.

Anche Jack, come tanti altri, si sarà chiesto: “Ma come è possibile? Siamo tornati indietro nel tempo?”. La conferma arriverà il 22 gennaio. All’Emirates si giocherà Arsenal-Manchester United. Sarà Henry contro Scholes. Magia del calcio, che in un solo colpo allinea passato, presente e futuro.

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