19 gennaio 2012

Capitan Maldini: "Il Milan non mi cerca". Un futuro al Psg?

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Paolo Maldini ha seguito il debutto in campionato di Ancelotti dagli spalti del Parco dei Principi in compagnia di Leonardo (foto kikapress)

Il leggendario capitano rossonero non ha mai ricevuto una proposta ufficiale per ricoprire un incarico nel club in cui ha giocato per 25 anni. Oggi, con Ancelotti e Leonardo al Paris Saint-Germain, in tanti prevedono una chiamata dalla Francia. LE FOTO

Una vita al Milan. Molto di più di una bandiera, eppure Paolo Maldini si sente ferito dal silenzio del club rossonero che non lo ha mai chiamato per proporgli quel ruolo in società che lui ricoprirebbe volentieri. E chissà che non finisca al Psg dove ritroverebbe gli amici Leonardo e Ancelotti. "A Parigi sono andato solo a trovare due amici. Leo mi invitava da tempo, abbiamo deciso di fare una sorpresa ad Ancelotti in occasione della sua prima partita, anche se poi Carlo sapeva tutto - ha spiegato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

"Il Psg per ora non mi ha fatto nessuna proposta, ma questo non significa che non accada. Ho conosciuto il presidente, c'è grande stima reciproca con lui oltre che con Leo e Carlo. Il Psg è un club che si sta ristrutturando: non vince da tempo in Francia e vuole cominciare a farlo ai massimi livelli in Europa. Lì sta cambiando tutto, io so quello che posso dare: esperienza, amore per questo sport, voglia di impegnarmi in un progetto serio. Ma non ho mai chiesto niente a nessuno". E il Milan? "Berlusconi aveva parlato chiaro e anche Barbara aveva fatto il mio nome. La realtà è che non mi èstato proposto nulla. In questi anni mi hanno chiesto di tornare prima Leonardo, poi Allegri e infine qualche mio ex compagno. Ma hanno sempre trovato una porta chiusa in società. Leonardo mi avrebbe voluto vicino alla squadra, per lui sarei stato utile in qualunque ruolo. Per Allegri sarei stato il punto d'incontro tra squadra e società. Il Milan non ha voglia di riprendermi".

Incompatibilità con Galliani?
- "Da parte mia no. Da parte sua, non so. E non so nemmeno cosa c'è dietro questa loro scelta. Però voglio chiarire alcune cose. Innanzitutto non è vero che sono esigente a proposito del mio ruolo in società. Io ho sempre contato sulle mie forze, camminato sulle mie gambe. Sono fortunato, ho una situazione invidiabile: mi godo la famiglia, non ho problemi economici. E non avrei la presunzione di insegnare il mestiere a chi è lì da 40 anni o vince da 25. Io andrei a imparare e a cercare di dare qualcosa, di restituire qualcosa. Il Milan è nel mio cuore e io vorrei sdebitarmi con il club, l'ho detto a Berlusconi. Non sono alla ricerca di fama e visibilità. Ma negli anni ho acquisito un'indipendenza intellettuale a cui non intendo rinunciare. Io non ho altri fini che il bene del Milan e questo magari può essere un problema per qualcuno. Non ho paura di dire le cose come stanno e anche questo può essere un problema".
Maldini parla anche di un'altra bandiera, Alessandro Del Piero, che ha già ricevuto l'addio da parte della Juventus. "Il campione con la testa pensante crea dei problemi. L'annuncio di Agnelli sulla fine del rapporto con Del Piero mi ha fatto male: non stava a lui dirlo. Che senso ha una cosa del genere? Avrebbe dovuto parlarne Alessandro nel momento in cui si fosse sentito pronto". Di offerte stimolanti ne ha ricevute: "da Ancelotti al Chelsea, ma avevo appena smesso. Poi del Cosmos di New York che era interessante ma non chiarissima: avrei dovuto fare un po' di tutto".

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