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23 gennaio 2012

Superclasico a tinte bianconere, Boca-River profuma di Juve

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La nuova maglietta bianconera del Boca Juniors

La grande sfida del calcio argentino oramai si può giocare solo nei tornei estivi. Così sono state programmate due partite amichevoli. Per l'occasione gli Xeneizes, contro i Millonarios di Trezeguet, giocheranno con una divisa in stile Vecchia Signora

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di Emiliano Guanella
(da Buenos Aires)

Un ex juventino campione del mondo in casa River, una maglietta molto juventina per il Boca Juniors e il superclasico che si veste d’improvviso d’Italia. La grande sfida del calcio argentino oramai si può giocare solo nei tornei estivi, dato che il River è finito in serie B e deve faticare ancora sei mesi per poter tornare nella massima divisione. E così sono state programmate due partite amichevoli, che in realtà di amichevole hanno ben poco visto la storica rivalità fra le due potenze. Il Boca, campione dell’ultimo torneo Apertura e fresco di due incorporazioni arrivate dall’Italia, Pablo Ledesma dal Catania e Santiago Silva della Fiorentina ha deciso di giocare le partite del Futbol de verano con una maglia tutta nuova e antichissima al tempo stesso: la prima usata ai tempi della fondazione, con strisce verticali bianche e nere. Un Boca juventino, in omaggio alla grande storia del club fondato nel 1905 da un gruppo di immigrati italiani, liguri e non solo, nel porto dove arrivavano ogni settimana i transatlantici che portavano il sogno di chi sbarcava per fare “Lamerica”.

La casacca bianconera sarà sostituita poco dopo da quella tradizionale gialloblu, nata dalla sorte; i ragazzi non si mettevano d’accordo sui nuovi colori sociali, decisero allora che avrebbe preso i colori della bandiera della prima nave che sarebbe arrivata in porto. Si misero sulla banchina ad aspettare, arrivò un panfilo svedese, da allora la storia si dipinse di azul e amarillo. Quando a metà febbraio inizierà il calcio vero, il campionato e la Copa Libertadores, alla quale il Boca mancava da 3 anni, si tornerà alla divisa ufficiale. Nel frattempo via libera alla brevissima esperienza “simil-juventina”. In casa River i colori bianconeri portano alla mente ricordi non proprio grati, la finale dell’Intercontinentale persa nel 1996 ai danni della Juve di Marcello Lippi, una partita difficile decisa da un gol di Alex Del Piero a nove minuti dalla fine.

A consolare i millonarios oggi c’è proprio un ex juventino di tutto rispetto, il franco-argentino David Trezeguet, che ha deciso di chiudere la sua carriera nel club di cui è sempre stato un tifoso sfegatato. Trezegol è nato in Francia da padre argentino e ha trascorso la sua infanzia e adolescenza proprio a Buenos Aires, nel quartiere di Saavedra, debuttando nel Platense, la formazione locale. Diventato famoso in Italia e con la maglia della nazionale francese campione del mondo nel 1998, non ha mai dimenticato le sue origini e oggi dice di aver coronato un sogno. “Ho sempre desiderato indossare un giorno la maglia della mia squadra del cuore, oggi sono un uomo veramente felice”.

È la prima volta che un campione del mondo gioca il campionato di serie B, l’obiettivo di David è quello di gonfiare le rete degli avversari per riportare in fretta il River nella massima divisione. L’esordio è stato più che soddisfacente, debutto con gol decisivo nell’amichevole contro il Racing del Coco Basile. A guidarlo ed applaudirlo in panchina ci sono altre due conoscenze del calcio italiano, Matias Almeyda, passato da giocatore ad allenatore in una stagione e l’ex milanista Josè Chamot, suo braccio destro. Tutti in attesa del primo superclasico estivo, che si gioca nel torrido stadio del Chaco, a più di mille chilometri da Buenos Aires. Non c’è niente da fare, tra retrocessioni, sberleffi e ricorsi storici la rivalità infinita del calcio argentino continua. 

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