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07 marzo 2012

Francia, la proposta: anche i (calciatori) ricchi piangono?

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Carlo Ancelotti e Leonardo al Parco dei Principi

Il candidato socialista all'Eliseo, François Hollande, propone di tassare con un'aliquota al 75% i redditi sopra 1 milione. La misura coinvolgerebbe anche una buona fetta della Ligue 1. Come Ancelotti, Pastore e Menez. In Italia la tassa non è passata...

FOTO: Un italiano, un russo e un arabo: quasi una barzelletta i presidenti di Ancelotti... - Ancelotti, i primi scatti a Parigi

di Gianluca Maggiacomo

I primi ad esserne colpiti sarebbero Carlo Ancelotti e Javier Pastore. Poi, Thiago Motta, Jeremy Menez, Salvatore Sirigu e Didier Deschamps. Ma non solo. Se passerà la riforma fiscale proposta dal socialista François Hollande, scrive L'Equipe, saranno più di 100 i tesserati in Ligue 1 chiamati a ingrossare le casse del fisco francese. Agli occhi dei calciatori, l’aspirante inquilino all’Eliseo è una sorta di Robin Hood. Il suo tentativo di introdurre una super patrimoniale è stato accolto da molta diffidenza e aspre critiche.

L’idea del candidato del Ps è quella di tassare al 75 per cento la parte del reddito annuo che supera un milione di euro. La proposta sta facendo discutere e sta animando la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del prossimo 22 aprile. Il principio che guida Hollande è elementare: chi più ha, più paga. Secondo il socialista Pierre Moscovici, la misura coinvolgerebbe «meno dell’1 per cento della popolazione attiva», tra le «7.000 e le 30.000 famiglie». Insomma, un numero basso. Che, però, include molti calciatori. In particolare quelli del Paris Saint-Germain, dell'Olympique Lione e dell'Olimpique Marsiglia.

La Federcalcio francese non ci sta e ha subito bocciato senza appello l’uscita dell’esponente socialista. «Se passerà questa proposta il nostro campionato diventerebbe un torneo di serie B europea. Questo progetto decreterebbe la morte del calcio francese. L’aumento dell’aliquota al 75 per cento sarebbe un invito ad andarsene per i nostri migliori calciatori», ha detto il numero uno del calcio transalpino, Frédéric Thiriez. D’accordo con lui il difensore del Psg, Christofe Jallet, che ha parlato di un «possibile esodo di massa dei giocatori». La misura non piace nemmeno a Didier Deschamps, secondo cui «la super tassa, una volta approvata, renderà più difficile portare in Francia giocatori di buon livello». Ma non tutto il mondo del calcio boccia l’iniziativa di Hollande. Al fianco del candidato socialista si schiera una vecchia conoscenza del calcio italiano come Vikash Dhorasoo: «Come cittadino in un Paese in difficoltà, penso che questa misura non ha nulla di sconvolgente. Siamo in crisi, i soldi vanno cercati dove ce ne sono ed è normale che chi guadagna molto faccia uno sforzo in più e paghi di più. Si chiama solidarietà». E poi: «Non è vero che i giocatori forti andrebbero via. Il Psg, che è ricco, non è riuscito a farli venire. E non per questione di soldi. È il progetto che interessa. Il problema non è la Ligue 1, ma il Paese che è alla rovina.», ha detto l’ex centrocampista del Milan.

Secondo Le Monde, se dovesse passare la proposta di Hollande, lo Stato potrebbe incassare dai 200 ai 250 milioni di euro. Un bel gruzzoletto, certo. Ma non abbastanza per ridurre il deficit in maniera evidente. Per il candidato della gauche, però, la patrimoniale per i super ricchi sarebbe «un atto di patriottismo. Sarebbe un segnale e un messaggio di coesione sociale».

Intanto, al di la della ipotetica tassa, il calcio francese si gode il Psg tornato protagonista in campionato e l’Olimpique Marsiglia che sogna i quarti di Champions League. Per il resto, il mondo del pallone aspetta di vedere come andrà a finire la corsa per l’Eliseo. Se verrà confermato Nicolas Sarkozy il pericolo di un aumento delle imposte per i grandi redditi sarà scampato. In caso contrario, l’augurio dei paperoni della Ligue 1 è che la Francia imiti l’Italia, dove il tanto temuto (dai calciatori e non solo) contributo di solidarietà è comparso nel dibattito pubblico solo per un po’. Poi è sparito. Tanto rumore per nulla. Ça va sans dire, direbbero i francesi.

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