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20 marzo 2012

Spiraglio di luce per Muamba, ma resta in terapia intensiva

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Fabrice Muamba si è sentito male nel corso di Tottenham-Bolton di Fa Cup (Getty)

Il calciatore del Bolton prosegue nella sua lenta ripresa, anche se le sue condizioni restano critiche seppure in costante ripresa. Intanto la Premier s'interroga sulla sicurezza: "Vedremo se ci sono i mezzi per modificare e rivedere le procedure mediche"

FOTO - Su Twitter tanti i messaggi per Muamba. Il mondo dello sport prega per lui - Roma-Genoa, in campo per Abidal e Muamba

Restano critiche, seppure in leggera e costante ripresa, le condizioni di Fabrice Muamba che anche oggi ha scambiato qualche parola con il suo allenatore Owen Coyle. Il 23enne di origine congolese ha trascorso una terza notte "tranquilla" nel reparto di terapia intensiva del London Chest Hospital, ancora sedato ma respirando autonomamente senza l'ausilio dei macchinari. La famiglia del calciatore ha ringraziato per l'affetto ricevuto in questi giorni ma ha chiesto a colleghi e tifosi di interrompere le visite all'ospedale per non disturbare oltre gli altri pazienti. Solo poche selezionate visite sono ammesse, come quella - costante dal primo attimo del ricovero - del suo manager Coyle.

Il manager del Bolton: "Lo aspetta un lungo cammino" -
"Ho parlato con Muamba, lo aspetta un lungo cammino". Owen Coyle, manager del Bolton, dal sito del club fa il punto sulle condizioni di Fabrice Muamba. Il 23enne centrocampista, colpito sabato da attacco cardiaco durante la partita contro il Tottenham, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Chest Hospital di Londra. "I medici hanno ribadito che siamo solo all'inizio del  processo, continuano a monitorare le condizioni di Fabrice. Il suo  cuore batte autonomamente, ma siamo pur sempre all'inizio di un lungo viaggio per Fabrice e la sua famiglia", dice Coyle. "Oggi ha  ricevuto la visita di diversi compagni di squadra, ne aspettiamo altri in giornate. Ho potuto vedere Fabrice e abbiamo parlato un po', la conversazione rimarrà privata", aggiunge. "Fabrice è un combattente, la sua famiglia ha mostrato grande forza in questi giorni difficili. Hanno potuto contare sullo  straordinario sostegno che hanno ricevuto da ogni parte del mondo. Vorrei ringraziare i nostri tifosi che sono sempre stati presenti, una menzione speciale vaai nostri sostenitori che sabato, come quelli del Tottenham, sono stati meravigliosi", conclude il manager.

Cambio di regole in vista - "Stiamo analizzando ogni aspetto di quello che è successo e come migliorare le cose, a volte gli incidenti e gli episodi accelerano il processo di sviluppo e adesso vedremo se ci sono i mezzi per modificare e rivedere le procedure mediche". Con queste parole l'amministratore delegato della Premier League, Richard Scudamore, annuncia la volontà della lega inglese di rivisitare i regolamenti e rafforzare le misure di prevenzione per la salute dei calciatori. Il caso di Fabrice Muamba ha scosso tutti, il centrocampista del Bolton dà segnali di miglioramento, ma l'arresto cardiaco subito nel match di sabato scorso contro il Tottenham ha sconvolto il calcio britannico. "Sono stati tre giorni difficili per tutti, ovviamente in particolare per la famiglia e i cari di Fabrice - ha proseguito Scudamore -. Quanto successo coinvolge chiunque sia legato al calcio e modifica tutti gli scenari, per certi versi quanto accaduto a Muamba ci porta ad alzare il livello di guardia e a cercare di migliorare le cose, esattamente come avvenne nel 2006 dopo l'infortunio di Petr Cech".

All'epoca fu l'allora allenatore del Chelsea, José Mourinho, a sollevare il problema della lentezza dei soccorsi. La Premier League ascoltò e modificò i regolamenti dotando ogni campo della Premier League di un'ambulanza e di un'equipe medica. Questa volta, tornando al caso Muamba, è Roberto Mancini, tecnico del Manchester City a strigliare la Lega inglese. "Due anni fa - ha spiegato l'allenatore italiano - quando ho visto il medico del City seguire le procedure, rimasi un po' preoccupato e dissi che bisognava fare di più. Bisogna migliorare la cura della parte medica delle società, in Italia le cose da questo punto di vista vanno meglio. Bisogna controllare i giocatori più spesso, almeno due volte l'anno, e in maniera più accurata. Quello che è successo a Muamba - ha concluso Mancini in conferenza stampa alla vigilia del match con il Chelsea - può accadere ovunque, anche se non dovrebbe".

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