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22 marzo 2012

"Figlio di..." all'arbitro: Mou buttato fuori un'altra volta

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Lo psicodramma del tecnico del Real comincia al gol del Villareal. "Incredibile, incredibile e ancora incredibile…". Poi gli insulti a Posada Romero (il match finirà 1-1). Tutto per un calcio di punizione dubbio. L'ALBUM E IL VIDEO

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Lo psicodramma (o la festa chissà..) comincia al gol del Villareal. "Incredibile, incredibile e ancora incredibile…". Non è incredibile invece che a dare il via alla baldoria sia stato ancora una volta Josè Mourinho: a differenza di due anni fa ha usato tre parole, che non c'è bisogno di tradurre ("figlio di..."). Chiare. E volutamente violente, offensive. Ostentate quasi con orgoglio, come quelle braccia alzate al cielo contro la Samp (o meglio contro Tagliavento), diventate in fretta l'icona della baruffa scientificamente applicata al campo.

A fine partita Cristiano Ronaldo è addirittura tornato nello spogliatoio gridando "E' solo un furto" e facendo gestacci, e nel tunnel Pepe ha gridato all'arbitro "figlio di puttana, è un furto". Mourinho e il suo vice Karanka hanno poi boicottato la tradizionale conferenza stampa conclusiva, infilandosi senza una parola nell'autobus.

Baruffa per gli altri, dimostrazione di fede per lui, in lui. Che stavolta non ha nemmeno avuto bisogno di evocare le manette, a farlo ci ha pensato il suo seguace numero uno. Tutto per un calcio di punizione dubbio (solo dopo sono arrivati i rossi, comunque giusti). E magari - vista la sua incapacità cronica di dimenticare - per un affronto passato mai digerito: la prima espulsione subìta in Spagna, appena arrivato in Coppa del Re, per mano dello stesso arbitro Paradas Romero.

Così Josè e la sua banda rischiano di pagare caro l'attacco di isteria collettiva basata su presunti complotti: contro la Real Sociedad, oltre Sergio Ramos, Ozil e lo stesso Mou probabilmente non ci sarà nemmeno Pepe, che si è unito al coro contro l'arbitro solo negli spogliatoi, al riparo delle telecamere ma non dalle orecchie dei giornali. Divisi come sempre tra chi lo ama (e sposa le sue tesi) e chi lo ignora, pregustando una remuntada da sogno. Eppure in classifica è davanti ancora lui, e non di poco. Dopo la notte del Madrigal nessuno sembra ricordarselo. Tranne Mou: che anche due anni fa, dopo scene così, sembrava sull'orlo di una crisi di nervi e finì per vincere tutto.

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